martedì 15 giugno 2010

Vergine Elousa di Capoterra | Icone Mariane | Sardegna

Questa bellissima icona moderna realizzata da Valentina Melis che richiama la bellezza della antica icona della tenerezza (icona di Vladimir), si trova nella chiesa parrocchiale di S.Efisio, al centro di Capoterra (Cagliari), un bel paesetto adagiato dolcemente sul pendio di una collina rocciosa, fino allo stagno di Santa Gilla, nella costa meridionale della Sardegna. Entrando nella chiesa si viene subito attratti da un quadro posto sopra l’arcata dell’ingresso alla sagrestia. Un'immagine particolarmente festosa e interessante, circondata da tanti fiocchi da neonato, disposti in bell'ordine attorno al quadro.
L’autore, ispirandosi alla nota icona di Vladimir, ha voluto rappresentare, con la massima fedeltà, l’icona della Madre di Dio della Tenerezza ("
Elousa" in greco). La bellezza dell'icona sta nella  devozione e nell’amore che raccoglie in sé. I fiocchi da neonato testimoniano tutta la gratitudine delle mamme che hanno affidato a Lei il concepimento, la gestazione e la nascita del loro bambino. E’ meraviglioso notare come una celebre icona appartenente alla tradizione della Chiesa d’Oriente viene reinterpretata rispettandone tutti gli schemi di costruzione per divenire il centro della devozione e dell’Amore di un gruppo di fedeli della Chiesa d’Occidente. La Theotokos intercede sempre per i suoi figli, in modo generoso e tangibile, illuminando con le sue benedizioni l’intera Chiesa Cristiana. Maria tiene il Bambino sul braccio destro e lo stringe contro di sé. Inclinando la testa tocca con la sua guancia quella del Figlio, che risponde appoggiando la sua mano sulla Madre. Questo gesto di tenerezza rivela l’intensità dell’amore che lega la Madre al Figlio, fino a condividere con Lui tutta la sofferenza della sua vita. Lui allunga con passione amorosa la sua guancia verso di lei, trasmettendole tutto il suo splendore.
La tenerezza dell’immagine richiama l’amore di Dio per noi. Fin dal battesimo ogni creatura riceve la luce del Padre, dono offerto in abbondanza perché nessuno sia escluso dalla partecipazione allo splendore divino. Questo abbraccio tra Madre e Figlio è un abbraccio tra cielo e terra, un abbraccio tra la Gloria di Dio e il quotidiano di ognuno di noi, l’abbraccio di un Dio che si fa bambino umile, disarmato. Lui che è comunione d’amore ci invita a lasciarci amare. E' Lui che con quella manina sinistra, avvolge tutto il collo della Madre stringendola a sè con forza e con amore, mentre poggia lievemente la manina destra sul cuore di Maria per renderla capace di amare del suo Amore. Gesù abbracciando sua Madre, abbraccia tutti noi... E' di questo sentirci abbracciati ed amati che noi tutti abbiamo disperatamente bisogno affinché la nostra vita cristiana da moralismo, diventi tutta una risposta gioiosa d'amore.   L'Amore di Gesù diviene quindi la necessaria sorgente cui attingere la forza e l'Amore da dare agli altri. Maria reclinando il capo sul Bambino si fa tutta accoglienza di questo Amore abbandonandovisi completamente. 
Maria con la mano destra non lo stringe fortemente e non in maniera possessiva come se fosse qualcosa di suo, ma lo accoglie con delicatezza e rispetto, come qualcosa di preziosissimo, che non le appartiene e le è stato donato gratuitamente, pronta a sua volta a donarlo, a lasciarlo partire.  Quanto è diverso questo suo abbraccio dai nostri abbracci, dai nostri amori che sono tanto possessivi ed esclusivi...  
Maria con la mano sinistra accenna delicatamente a Lui come per dirci: "E' Lui l'Amore, è Lui che mi ha abbracciato, è Lui il mio tutto, il mio Signore... ".
In questo abbraccio, il nostro ordinario diventa straordinario; all'interno di esso tutta la nostra vita, anche i momenti più insignificanti, acquistano un sapore di eternità, in esso ritroviamo la forza di affrontare le nostre difficoltà, trasformandole in sorgenti di speranza. La nostra obbedienza quotidiana a Dio diventa vera, gioiosa, dinamica, perché vissuta all'interno di un rapporto d'amore con l'Amore.
Fra Madre e Figlio, fra Madre e Umanità e quindi fra Figlio e Umanità sussiste quell'abbraccio che ci rimette in cammino, liberi, perchè ci permette di guardare il mondo con gli stessi occhi del Padre che per primo ci ha abbracciati.
L'intenso amore che si instaura fra Madre e Figlio e che ci si manifesta in questo tenero abbraccio che l'Arte così bene riesce ad esprimere, ci apre una porta verso l'Amore di Dio stesso, proiettandoci in una unica e coinvolgente esperienza che rende dinamica, creativa, appassionata, assetata di verità e di giustizia la nostra vita, spingendoci a gestire le nostre relazioni familiari e sociali nell’amore e nella reciproca accoglienza.
L'abbraccio di Gesù ci porta quindi verso l'oltre di Dio, invitandoci a percorrere le strade del mondo e della storia, con la fiducia e la speranza che solo in questa forza soprannaturale possiamo trovare. Solo nella comunione con il Cristo troveremo la capacità di amare ogni uomo dello stesso amore con cui siamo stati amati, disponendoci ad accogliere, a nostra volta, l'abbraccio di ogni fratello come se fosse l'abbraccio stesso di Dio.
 

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