ELOGIO DELL'OZIO





L’ozio è parte integrante della nostra vita, saperne trarre i maggiori benefici è uno dei segreti per un’esistenza piena e felice.
ozio
“L’ozio è il principio di tutti i vizi e il coronamento di tutte le virtù.”
Franz Kafka.
Ho sempre subito il fascino di una pagina scritta. Quell’alternarsi di pieni e vuoti che si tramuta in significato ha in sé qualcosa di magico. In fondo un foglio bianco, da solo, non è altro che una promessa, così come l’inchiostro nero, senza una “tela” su cui asciugarsi, non è altro che liquido caos. Lo stesso legame di interdipendenza esiste tra il negozio (il tempo lavorativo) e l’ozio (il tempo libero).
Non possiamo godere del tempo libero se la nostra mente è occupata dalle preoccupazioni per le nostre occupazioni. Non possiamo lavorare in modo produttivo se non ci ritagliamo i necessari momenti di vuoto in cui rilassarci e ricaricarci.
In passato ho scritto articoli su come avere giornate di 48 ore o su come studiare efficacemente. Insomma, ho cercato di fornirti tutti gli strumenti necessari per sfruttare al meglio il tuo tempo “pieno“, sia esso di studio o di lavoro. Oggi vorrei parlarti del tempo “vuoto“, della sua importanza e dei migliori modi per ritagliartelo ogni giorno, ma soprattutto per non sprecarlo.
Fammi capire André: vorresti insegnarmi ad oziare?! Ciccio… io ho un Ph.D in cazzeggio…

Ozio vs. Cazzeggio

“Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca.”
C’è una sezione di Start! la guida anti-rimandite in cui parlo dell’ozio (apparentemente un paradosso, vero?). Vorrei riproportene un estratto per farti comprendere qual è l’origine di questo concetto, come è evoluto nel tempo e cosa lo differenzia dal mero cazzeggio.
[...] Gli antichi romani conoscevano bene l’importanza di distinguere il negotium, l’insieme di attività volte a prendersi cura dei propri affari, dall’otium, il periodo in cui ci si dedicava al riposo e alla ricerca intellettuale. Con il tempo l’ozio ha acquisito una connotazione negativa diventando sinonimo di inattività, pigrizia ed inerzia. Con l’affermarsi poi della cultura anglosassone, fortemente influenzata dal calvinismo e dal puritanesimo, l’ozio è stato definitivamente demonizzato, cedendo il passo al mito dell’always on (sempre attivi).
Dal mio punto di vista, l’ozio (ovvero il procrastinare volontariamente le attività lavorative) non solo è benefico, ma è necessario per ottenere un giusto equilibrio di vita. I problemi iniziano a sorgere quando le degenerazioni dell’ozio, ovvero l’inattività e la pigrizia, diventano parti dominanti della nostra giornata. In questi casi infatti si crea un nuovo squilibrio, in cui i momenti di ozio non sono più funzionali a ricaricarci mentalmente e fisicamente, ma diventano dei veri e propri “buchi neri” che ci sottraggono energie e motivazione. Come spesso accade nella vita è l’equilibrio di forze contrastanti a determinare la scelta più efficace.
Qual è dunque questo punto di equilibrio? Anche in questo caso dobbiamo prendere esempio dal respiro: quando respiriamo, seguiamo un ritmo ed una successione ben definiti. Sappiamo inoltre che gli eccessi sono sbagliati: se inspiriamo troppo infatti rischiamo l’iperventilazione e se espiriamo troppo ci rimaniamo stecchiti! Allo stesso modo dovremmo comportarci con i nostri impegni: (1) la giusta successione. L’ozio per dare i maggiori benefici deve seguire l’attività produttiva e non precederla. (2) il giusto ritmo. Per ottenere il miglior risultato dovremmo lavorare realizzando brevi sprint produttivi, in cui siamo focalizzati al 100% sulla nostra attività, seguiti da momenti di pausa. [...]
Già, la giusta successione: è qui che si nasconde la differenza fondamentale tra il sano ozio e il mero cazzeggio. L’ozio è il premio per il nostro impegno, mentre il cazzeggio è un tentativo di invertire il naturale ordine delle cose.
Se ci rifletti un pochino ti renderai conto che cazzeggiare non è poi molto diverso dall’indebitarsi o dal pagare a rate: ci leghiamo un cappio finanziario intorno al collo per avere qualcosa che ancora non possiamo permetterci, ma prima o poi scontiamo questa decisione e magari ci troviamo a trascorrere notti insonni nel tentativo di trovare una via per ripagare i nostri debiti. Quando cazzeggiamo e procrastiniamo impunemente adottiamo lo stesso identico comportamento, ma i nostri debiti non sono sotto forma finanziaria, bensì temporale: dapprima spendiamo tempo che non possiamo permetterci e dopo ci disperiamo perché abbiamo troppo poco tempo per portare a termine i nostri impegni.
Ok André, chiarissimo: ozio e cazzeggio sono due cose diverse… ma alla fine parliamo sempre di goderci il nostro tempo libero. Ognuno si rilassa come preferisce, no?!
Eccoci al punto cruciale di questo post: il modo in cui spendi il tuo tempo libero determina la qualità della tua vita. Il cazzeggio (leggi “procrastinazione”) non è altro che una forma di autodifesa sviluppata dal nostro cervello per mitigare gli effetti dell’ansia: l’ansia di iniziare una nuova attività, l’ansia di uscire dalla propria zona di comfort, l’ansia di confrontarsi con la vita. In ultima analisi però, il cazzeggio non è altro che una trasposizione temporale di quest’ansia, che prima o poi torna a bussare alla nostra porta e spesso lo fa con nuovi compagni: il senso di frustrazione e il senso di inadeguatezza.
Al contrario, l’ozio (nella sua accezione latina) è un’esaltazione del tempo libero. Nei momenti di ozio il nostro corpo e la nostra mente rinascono e si rinvigoriscono. Insomma, se vogliamo migliorare la qualità e la quantità dei risultati che otteniamo nel nostro tempo “pieno”, non dobbiamo trascurare il modo in cui investiamo il nostro tempo “vuoto”.
Nell’ultima parte di questo articolo ho raccolto per te alcune idee e consigli pratici per tornare a godere appieno del tuo tempo libero.

Consigli pratici per i tuoi momenti di ozio

“Il non fare nulla è la cosa più difficile del mondo.”
Oscar Wilde.
La scelta di pubblicare questo post a pochi giorni dall’inizio dell’estate non è stata casuale. Quante volte ti è capitato di fare mirabolanti piani per le tue vacanze, per poi ritrovarti a settembre deluso, frustrato e neanche tanto rilassato? Il primo punto ti aiuterà ad evitare questa fastidiosa sensazione:
  1. Crea il tuo Manifesto dell’Ozio. Te lo ricordi il Manifesto anti-Procrastinazione? Bene, è arrivato il momento di crearne uno anche per i tuoi momenti di svago. Redigi una semplice lista delle attività che più ami, delle attività che ti fanno stare bene, delle attività che ti rendono felice. Ho come il sospetto che nessuna di queste attività somigli neanche lontanamente a: “vagare senza meta sui social network“, “controllare la posta elettronica ogni 10 secondi“, etc. Magari ami leggere, fare sport, stare con i tuoi amici. Metti per iscritto queste attività: devi prendere consapevolezza che le attività di cazzeggio compulsivo non fanno altro che rubare tempo a ciò che davvero conta nella tua vita. Piccola variante estiva: perché non fai una lista delle 30 cose che vorresti fare prima che finisca l’estate? Se ti va, condividi le più importanti nei commenti: prendere un impegno pubblico è un primo importante passo per realizzare i nostri obiettivi.
  2. Programma i tuoi momenti d’ozio. Lo so, questo punto farà drizzare i capelli a non pochi lettori, ma ti chiedo di leggerlo senza pregiudizi. Molti di noi hanno agende piene zeppe di impegni e la sola idea di “programmare” anche il proprio tempo libero può apparire un’inutile tortura. Prova però a ripensare alle tue giornate di lavoro/studio: rimandi fino all’ultimo i tuoi impegni, ti ritrovi allora a lavorare/studiare fino a tardi e alla fine tutti i tuoi buoni propositi vanno a farsi benedire! Come sono andato? Questa è una diretta conseguenza della Legge di Parkinson: se non poniamo dei chiari limiti alla nostra attività lavorativa (programmando i momenti di ozio), inevitabilmente questa fagociterà tutto il nostro tempo libero. Inizia a pensare ai tuoi momenti d’ozio come momenti della giornata (fine giornata) imprescindibili. Questo ti spingerà inevitabilmente a portare a termine i tuoi impegni con maggiore focus e determinazione. Devi comprendere che il tuo tempo libero è una cosa seria: non puoi svenderlo ed utilizzarlo come buffer per compensare la tua incapacità nel gestire le attività lavorative. Questo punto è fondamentale.
  3. Disconnettiti. Più internet sta diventando reperibile e raggiungibile e più è importante ritagliarsi dei momenti off-line. Disconnettersi però significa anche saper godere di momenti di solitudine (dedicarsi alla propria ora sacra può essere un ottimo punto di partenza) e saper ritrovare il contatto con la natura. Non sottovalutare quest’ultimo consiglio: sempre più studi stanno dimostrando gli innumerevoli benefici di cui possiamo godere immergendoci nella natura. Ehi, non ti sto consigliando di andare nel Mato Grosso, anche il più vicino parco della tua città va benissimo, ma fallo con costanza e magari lascia a casa lo smartphone.
In questo articolo abbiamo parlato di diversi aspetti dell’ozio e di alcuni consigli pratici per godere appieno di questi momenti di “vuoto”. Non ti chiedo di credermi sulla parola, questa settimana, o anche solo oggi, prova però a sperimentare una semplice abitudine: definisci cosa vuoi fare nei tuoi momenti di ozio e programma questi momenti nella tua agenda. Lavora, studia senza cazzeggiare e poi goditi il tuo ozio a fine giornata senza sensi di colpa. Spesso la felicità si nasconde anche in queste piccole cose. Fammi sapere come è andata nei commenti. Andrea.

http://www.efficacemente.com/