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Il sangue femminile nelle antiche tradizioni

di Claudia Lemmi 

 

Siamo in una caverna del paleolitico, gli uomini uscivano per la consueta battuta di caccia e le donne rimanevano nella loro caverna, nel ventre della Madre Terra, ad accudire i figli e preparare i pasti. La vita era semplice, non c'erano regole sociali imposte e tutto ruotava intorno al ritmo delle stagioni.

I nostri antenati oggi, vengono considerati come esseri primitivi, al limite tra l'essere ancora un animale e "un vero uomo".

Nonostante questo, studiando le antiche pitture che ornavano le caverne e i pochi manufatti sopravvissuti fino ad oggi, dobbiamo riconoscere che questi uomini e donne, avevano un'idea chiara e lineare delle loro origini e del loro ruolo nel mondo. Se la loro semplicità era dovuta da una maggiore consapevolezza?

Le pitture presenti nella grotte paleolitiche ci raccontano una storia, dove la donna si trovava al centro dei rituali magici-religiosi e il suo sangue, quello che ogni mese donava in maniera spontanea e naturale alla terra, possedeva dei poteri capaci di curare e fertilizzare i campi.

Donne gravide, donne mascherate che danzano, calendari mestruali che segnavano i momenti magici della donna in combinazione con quelli della luna.

Il sangue femminile nelle antiche tradizioni si trova al centro dei rituali sciamanici. La donna rappresentava la Dea sulla terra quando il suo corpo donava il sangue volontariamente.

Lo studioso britannico Geoffrey Ashe ha individuato il punto focale delle tradizioni sciamaniche femminili. Le donne non agivano singolarmente, erano consapevoli che il loro potere interiore aveva un efficacia maggiore se svolgevano le cerimonie collettivamente.

È risaputo anche ai tempi di oggi che, quando più donne condividono lo stesso tetto (come ad esempio la madre con le proprie figlie), le loro mestruazioni tendono con il tempo a presentarsi nello stesso periodo.

Cosa accadeva quindi, quando un intero villaggio viveva in simbiosi e le donne possedevano il dono di avere il ciclo mestruale negli stessi giorni? I rituali magici dei nostri antenati erano potenti, perché la Dea si manifestava grazie alla collettività femminile che dirigeva tali cerimonie.

Esistono alcuni manufatti archeologici a testimonianza delle varie tesi dei più grandi studiosi delle tradizioni femminili.

Venere di LausselNon posso che citare la famosa Venere di Laussel, la scultura più antica in nostro possesso, scolpita sopra l'entrata di una grotta in Francia, dipinta interamente con l'ocra rossa.

L'ocra rossa, come i pochi villaggi tribali ancora presenti possono confermarci, era un perfetto sostituto simbolico del sangue mestruale.

Il quale era un po’ come il Santo Graal di oggi, l'acqua della vita. Il liquido capace di curare e di fertilizzare i campi, senza che venisse richiesto alcun sacrificio umano e animale.

Il sangue è da sempre, al centro dei rituali magici esoterici. Per usufruirne però, è necessario un sacrifico. Tranne in un caso: quando il corpo della donna fertile, mensilmente lo dona.

La Venere di Laussel, ha in mano un corno con la tipica forma di falce. Sopra vennero incise precisamente 13 tacche, per ricordare il ciclo mestruale e le fasi lunari. Esistono molti altri manufatti, per lo più ossa, che riportano le tredici tacche. La cosa più interessante è che questa "abitudine" non era propria di uno o pochi villaggi vicini tra loro, ma di popolazioni che mai avrebbero potuto entrare in contatto tra loro, mancando ovviamente i mezzi di comunicazione e di spostamento che abbiamo noi oggi.

A confermare la tesi che le tredici tacche incise nel corno a falce di luna nella mano della Venere di Laussel indicasse proprio la fase mestruale, è l'alta mano della scultura, che indica il ventre gravido.

Quello che ci viene da chiedere è: a cosa servivano questi calendari mestruali? Qual era il loro scopo? Purtroppo non possiamo avere risposte certe, i nostri antenati non conoscevano nessun sistema di scrittura e l'unico modo per tramandare le loro esperienze si basava sulla pittura e qualche scultura. È stato ipotizzato dagli studiosi che i calendari lunari servivano non solo a tenere un calcolo preciso del ciclo mestruale e lunare, ma anche a dirigere i rituali magici religiosi. E, secondo il parere di alcuni, il sangue mestruale serviva a fertilizzare i campi di coltivazione.

L'agricoltura era in mano alla donna. Era lei che si occupava di fertilizzare i campi così da avere un raccolto ricco capace di sfamare l'intero villaggio. Da queste basi sono state sviluppate teorie secondo le quali il fertilizzante utilizzato era il sangue mestruale. Ad oggi sono giunte solo poche leggende che potrebbero confermare tali teorie. Chi di noi non conosce storie di "streghe" che danzavano nude nei campi, o quelle dove donne e uomini, in particolari momenti dell'anno, facevano l'amore sulle proprie terre come rituale di prosperità e crescita per le piantagioni?

 

Approfondiremo ulteriormente l'argomento, discostandoci dalle grotte paleolitiche e avvicinandoci man a mano ai tempi nostri, dove viene dimostrato che il sangue femminile nelle antiche tradizioni giocava sempre un ruolo predominante nei rituali magici-religiosi. Esploreremo la cultura degli sciamani del Cile, dell'India e dei Sumeri, fino ad arrivare a come il sangue viene visto e sentito al giorno d'oggi.

 

   Claudia Lemmi

 

 

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