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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

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Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell'oggi, perchè è ciò che oggi decidiamo che darà l'impronta al nostro futuro.
Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa....se non ci fosse un po' di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik non meglio identificati.
E' il mondo dei sentimenti, quelli più autentici. Questo blog rappresenta un sentiero, una Via che da tanto tempo percorro, il più delle volte da sola, altre con amici carissimi che il Buon Padre ha posto al mio fianco.
Gli argomenti affrontati sono molteplici, così come molteplici sono le strade che percorriamo ogni giorno. A volte sbagliamo il percorso, ma l'importante è avere …

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COMBATTERE FUORI PER VINCERE DENTRO


La nazione che insiste nel tirare una netta linea di demarcazione tra l’uomo che combatte e l’uomo che pensa, rischia che le sue lotte siano condotte da folli e i suoi pensieri siano formulati da codardi.
William Francis Butler, politico
Faceva notare il filosofo Plutarco che “Chi sa maneggiare bene la spada è in grado di discutere meglio circa i confini della sua terra!”. Possiamo tradurre queste sue parole in termini moderni affermando che una civiltà allo sfascio non può venire salvata dalle campagne su internet o dalle proteste portate avanti su facebook, ma solo dall’animo risoluto di monaci-guerrieri.

L’arma da impugnare è quella del Cuore, ma questo genere di arma emerge dall’essere umano solo se viene educata sotto differenti punti di vista. Un aspetto è sicuramente quello più filosofico: la filosofia del monaco-guerriero implica un’assunzione totale di responsabilità riguardo tutto quanto accade nella propria vita. Un altro aspetto è quello emotivo: la rabbia viene sostituita dall’impeto guerriero, l’odio dalla determinazione a combattere, la competitività nei confronti dell’avversario dalla bellezza del gesto atletico in sé. Il terzo aspetto, essenziale quanto gli altri due, è quello corporeo: addestrandomi a conoscere e gestire le mie energie fisiche... entro in contatto con Dio, che pervade il mio corpo non meno della mia anima.
Dice Deng Ming Dao in Il Tao per un anno: “La disciplina è libertà. La disciplina ti rende possibile diventare qualunque cosa tu vuoi diventare”.
Questi sono gli argomenti che tratto nel libro che sto scrivendo (presumibilmente uscirà in autunno) Guerrieri metropolitani - Combattere fuori per vincere dentro; gli stessi argomenti che tratterò insieme a Irene Curto e Massimiliano Randolfi nel prossimo seminario residenziale che terremo in provincia di Vicenza il 18-19-20 luglio (per info).
Il sistema scolastico depriva i bambini del loro corpo. Secondo l’ottica moderna, la scuola non deve più formare l’individuo a trecentosessanta gradi, ma unicamente preparare al lavoro d’ufficio, assuefare le coscienze all’immobilità corporea che dovranno tollerare davanti a un computer, indirizzare verso la specializzazione in un’unica attività ... come formiche in un formicaio ... come se il singolo non potesse più permettersi altro scopo se non il mantenimento ordinato del sistema stesso.
Tratto dal mio libro Guerrieri metropolitani:
Un autentico allenatore deve svolgere il ruolo di educatore del giovane che gli è stato affidato. Poiché l’istituzione scolastica ha abdicato al ruolo realmente educativo che in passato gli era caratteristico, per trasformarsi in luogo dove vengono dispensate informazioni da ritenere a memoria, allora l’allenatore sportivo deve sopperire a ciò che la scuola non fa più. Per cui il suo fine non può limitarsi all’edificazione d’un atleta in grado di offrire massime prestazioni in gara, ma anche consegnare alla società uomini e donne completi, liberi, imprenditori di se stessi, monaci-guerrieri che non devono più mendicare nulla dallo Stato.
Mi spingo ad affermare che il compito più importante dell’allenatore consiste nel far comprendere all’atleta che l’attività sportiva – agonistica o meno – è sempre una metafora di quanto dovrà vivere nella sua vita quotidiana. Lo preparerà allora mentalmente e spiritualmente a non essere un perdente anche quando vivrà episodi di sconfitta. Perché sul ring così come nella vita non potrà vincere sempre, ma potrà sempre assumere una psicologia da vincente che non lo farà cedere sotto i colpi del destino. Diverrà un monaco-guerriero, indipendentemente dal fatto che nella sua vita abbia vinto tanto o perso tanto. Questo è il più grande insegnamento che si può ricavare dall’attività sportiva.
E ricordate che nessun uomo e nessuna nazione sono realmente in pace se questa pace origina dalla paura di farsi male, dal timore della reazione dell’altro o dall’aggressività repressa. Non può infatti dirsi in pace chi non è capace di combattere. Possono trattare la pace solo i Guerrieri, non gli schiavi.
Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

http://www.salvatorebrizzi.com/2014/06/combattere-fuori-per-vincere-dentro.html




 












 



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