LA MEDITAZIONE PASSO DOPO PASSO DI OSHO



-Osho-

"La meditazione passo dopo passo"

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Ogni giorno usiamo infinite illusioni per cercare di colmare il vuoto
che sentiamo. E’ giunto il momento di confrontarci con quel vuoto
poiché quel vuoto è la nostra natura reale.

Non bisogna subirlo, ma riconoscerlo e immergersi in esso per giungere
a una realizzazione che ci faccia sentire vivi e che dia significato a
questa esistenza.

La cosa da fare non è cambiare vita, ma vivere in pienezza ciò che
siamo e ciò che abbiamo, cogliendo le nostra potenzialità più profonde
per svilupparle.

Dobbiamo introdurre un nuovo proposito nelle nostre vite, affinché
siano ancora per non essere più travolti dagli eventi e non vivere più
come relitti alla deriva.

Per trovare la risposta definitiva all'interrogativo esistenziale che
noi siamo, dobbiamo arrivare a sentire dentro noi stessi cos'è la
vita, la verità e chi siamo; ma, soprattutto, dobbiamo vivere in piena
consapevolezza ciò che siamo.

Scenderemo dalla periferia della vita, in cui solitamente ci troviamo,
al centro del nostro essere che è la fonte di ogni manifestazione di
energia.

C’è una cosa molto più semplice e concreta che pensare e aver paura:
sperimentare.

Basta fare il primo passo. Chi comincia a fare un passo e poi un altro
e un altro ancora si ritrova ad aver percorso distanze infinite. Chi
non fa nemmeno un passo poiché crede che facendo un passo alla volta
non possano accadere grandi cose, non arriverà da nessuna parte.

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La pratica

La cosa da tenere presente sempre è che se desiderate qualcosa di
insignificante anche se la soddisfarete non ci sarà alcuna gioia. Ma
se desiderate l’essenza della vita e non la ottenete, sarete comunque
felici.

Quando desideri il divino, più lo desideri, più è possibile che il
seme che è nascosto in te può germogliare.

Se c’è stato anche un solo momento in cui avete sperimentato il
desiderio di silenzio e di verità, allora questo seme è pronto a
sbocciare. Ora però occorre anche un terreno: non è detto che un seme
germogliato fiorirà.

Il divino non è sperimentabile dall’esterno. Esso esplode nel tuo interno.

Il seme può crescere solo se è sottoposto ad una forte pressione e al
calore: questa pressione e questo calore sono dati dal desiderio e
dalla speranza.

Se hai sete e sai che se non bevi morirai e ti viene detto che ti
daranno acqua solo a condizione che dopo aver bevuto morirai, sarai
felice di accettare tale condizione. Se la morte è certa, perché non
morire dopo aver appagato la sete? Questa sete è il desiderio e la
speranza che faranno crescere quel seme.

Ricercate qualcosa? Se è veramente così, esiste un modo per trovarlo.

Se cerchi la verità non esiste alcun potere che può fermarti. Se non
la cerchi non esiste alcun potere che te la darà.

La vostra sete è il vostro sentiero per la verità.

Inoltre c’è un’altra cosa da dire. A volte si ha un grande desiderio
ma ciò non basta perché è accompagnato dalla disperazione. Se non
siete ottimisti non potrete arrivare alla verità.

Bisogna essere aperti, ricettivi e disponibili.

Essere ottimisti si può: guardate coloro che nella storia hanno
sperimentato la verità! Non concentratevi sulla maggior parte che non
l’ha sperimentata... Non guardate i semi che non sono mai diventati
alberi!

Tutti abbiamo un seme dentro ma molti non hanno neppure provato a
trasformare questa potenzialità in realtà.

L’ottimismo dà vita ad una personalità vincente: ogni cellula del
corpo è piena di luce e vita. Il pessimismo dà una personalità
lugubre. E’ come essere morti dentro.

Chiunque voglia percorrere il sentiero della verità deve essere per
forza di cose ottimista: è il più grande viaggio della vita! Nessuno
uomo ha mai scalato cima più alta o si è tuffato in un abisso più
profondo che coloro che hanno intrapreso il viaggio verso il Sé.

Addormentatevi ogni sera pieni di ottimismo:domani qualcosa può
accadere! Siatene certi!

A volte a causa della negatività anche se si comincia a conseguire
qualcosa è difficile vederlo.

Pensate a ciò che sta accadendo e non a ciò che non sta accadendo!
Dimenticate ciò che non succede o ciò che potrebbe succedere.
Ricordate soltanto ciò di cui avete fatto esperienza. Anche se provate
solo un piccolo assaggio di pace o di silenzio, tenetevelo ben
stretto: vi darà speranza e vi spronerà.

Prestare attenzione significa dare energia: smettete di dare energia a
ciò che non succede ma nutrite ogni minima cosa che sperimentate.

Spesso si dimentica ciò che si ha e si cerca di ottenere ciò che non
si può realizzare. Rifletti, discuti, apprezza e valorizza tutto ciò
che deriva dalla meditazione. La più piccola esperienza di luce può
farvi arrivare al sole: tenetela cara.

Il più sottile raggio di speranza che deriva dalla meditazione deve
diventare il vostro fondamento: fate che si rafforzi sempre più.

Se siete in una stanza buia e vedete un raggio di sole è inutile dire
che quel raggio è nulla in confronto al buio ove vi trovare. Se vedete
un raggio di sole ditevi che se vi orientate verso quel raggio, potete
trovare il sole!

Un piccolo raggio di luce farà sorgere in voi una visione positiva!

Meditazione significa deautomatizzarsi: quindi, per fare accadere la
meditazione, è bene abbandonare le abitudini.

Parlate il meno possibile, un parlare puro e semplice. Non il solito
chiacchiericcio di ogni giorno. Parlate in modo consapevole ma solo se
è necessario.

Parlando si consuma molta energia: se parlate meno l’energia può
essere usata per la meditazione. Immergetevi nella vostra solitudine.

La verità della vita non è mai emersa stando in mezzo ad una folla e
nemmeno nessuna esperienza di valore... Chi assapora il silenzio lo
assapora nella solitudine.

Parlare il necessario è anche non leggere i giornali o ascoltare la
radio: sono forme di conversazione.

Quando il chiacchiericcio esteriore e interiore si placa allora vi
accorgerete che la natura vi parla. Vi ha sempre parlato ma la sua
voce è tenue.

Stando vicino alla natura inoltre è più facile sperimentare
l’Assoluto. Siete parte della natura: non dimenticatelo.

Ogni preghiera e ogni meditazione è individuale e privata: non può
essere fatta collettivamente.

Per un meditatore è importante dare suggerimenti a se stesso.

Se avete un piccolo problema o una piccola difficoltà, non dategli importanza.

Dovete essere grati: siate grati per ciò che ricevete e non
preoccupatevi di ciò che non ricevete. Ecco la base della gratitudine.

Chi è grato può scoprire che un fatto che a molti può apparire
negativo, in realtà è una benedizione!

Una volta una monaca chiese ospitalità in un villaggio, ma nessuno la
ospitò. Così dovette passare la notte su un prato. E in quella notte
osservo la luna come mai aveva fatto. La mattina dopo ringraziò quelle
famiglie perché se l’avessero ospitata non avrebbe visto ciò che mai
aveva osservato.

Ecco: questo è agire con gratitudine. Anche dalla situazione
apparentemente negativa può nascere la luce.

Per entrare in meditazione e raggiungere il samadhi è necessario
essere risoluti e consapevoli.

Ma ciò può non bastare. Ciò accade perché usiamo solo il 10% della
nostra mente. Se siamo risoluti in quel 10% il resto non saprà
assolutamente nulla della nostra risoluzione.

Ecco come fare;

Esercizio della risoluzione

Dovete ripetere mentalmente questa frase “Io sarò silenzioso, sono
determinato a sperimentare la meditazione”. La dovete ripetere mentre
fate questo esercizio.

Inspirate fino al massimo della capacità. Trattenete 1-2 secondi (o
comunque il più a lungo possibile). Poi espirate finché non avete più
aria. A questo punto espirate ancora (in realtà nei vostri polmoni
rimarrà sempre un po’ di aria). Espirate ancora e ancora finché tutto
il vostro essere si dibatterà per inspirare. Il desiderio di aria
passerà così nella mente inconscia. Trattenete per un po’ il respiro.

Si aprirà un varco. Il desiderio non coinvolge più solo la parte
superficiale, ma arriverà in profondità.

Se ripeterete la frase, questa frase entrerà negli strati più profondi.

Tutto il vostro essere saprà che avrete preso la decisione di meditare
e vi aiuterà.

Oltre alla frase già detta potete anche dire:

- Farò l’esperienza della meditazione

- Entrerò in uno stato di silenzio. Questa è la mia determinazione:
sperimenterò la meditazione.

- Sperimenterò la meditazione

- Farò uno sforzo consapevole per entrare in meditazione.

Più forte è la richiesta di aria, più la tua risolutezza scenderà in
te. Se tutto il tuo essere sta lottando per avere aria e tu ripeti la
frase, la tua determinazione diverrà fortissima e raggiungerà
l’inconscio.

Questo esercizio va fatto ovviamente prima della meditazione ma anche
prima di andare a letto. Prima di addormentarvi lasciate che la frase
risuoni nella vostra mente: nel sonno le porte si schiudono
all’inconscio.

L’esercizio va fatto 5 volte

Se avete problemi al cuore, fate questo esercizio con serenità: non
createvi inutili disagi..

Dopo aver fatto l’esercizio raddrizzate la schiena e respirate
lentamente. In silenzio, per cinque minuti, rilassatevi. Rallentate il
respiro. Osservate il respiro. Siatene testimoni. In questo
rilassamento la risoluzione scenderà ancor più in voi.

A questo punto sentite l’armonia che è nel vostro corpo. Sentite la
pace intorno e la beatitudine infinita. Sentite e immaginate che ogni
vostra cellula è piena di speranza e gioia. State provando una gioia
immensa.

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Ricapitoliamo.

Seduti focalizzate l’attenzione sul vostro proposito. Quindi
cominciate a inspirare tenendo sempre in mente il proposito. Appena
siete pieni di aria trattenete il respiro. Dopo cominciate a
svuotarvi. Tenete sempre in mente il proposito. Appena non avete più
aria, svuotatevi ancora e ancora finché ogni cellula non avrà sete di
aria A quel punto ricominciate.

Fate per cinque volte l’esercizio dopodiché rilassatevi in silenzio
per cinque minuti con la schiena dritta osservando semplicemente il
respiro. Rallentate il respiro.

A questo punto, per due minuti, concentratevi sulla pace, la gioia e
l’armonia in cui ogni vostra cellula è immersa e osservate l’ottimismo
e la risoluzione di ogni cellula.

Prima di addormentarvi tenete a mente il proposito, affinché esso sia
con voi anche durante il sonno.

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