LA PROTESTA DI UN PICCOLO IMPRENDITORE. 45° GIORNO DI PERMANENZA SULLA GRU URSUS A 75M D'ALTEZZA.

PROTESTA IGNORATA DAI MEDIA.

SABATO, 5 LUGLIO 2014, LA PROTESTA DI UN PICCOLO IMPRENDITORE. 45° GIORNO DI PERMANENZA SULLA GRU URSUS A 75M D'ALTEZZA.

5 luglio 2014 alle ore 2.53
Gentile dott. Carocci, apprezzo il suo lavoro, ed è per questo che le scrivo queste poche righe. Le scrivo affinché non si continui a fare confusione (interpretare) sui motivi di questa mia protesta così estrema, ma indubbiamente pacifica, e quali siano le mie precise e legittime richieste, quelle per cui io smetterò di manifestare. Questo per darle modo di fare chiarezza e dare risposte sempre concrete a chi le chiede lumi.

Posto che io non sono un brigatista, un rapinatore, un sequestratore, un criminale di qualunque tipo, come lei ben sa non ho precedenti penali e non ho neppure nessuna intenzione di mettermi a litigare, insultare o fare a botte con le forze dell'ordine o chi che sia, ma sono solo un piccolo imprenditore che rivendica i suoi diritti, diritti sacrosanti. A Trieste ho costruito delle piccole e note attività, ho lavorato seriamente creando reddito, posti di lavoro, e una buona immagine per la mia città. “La voce della luna” era così famosa che era diventata uno dei maggiori posti di attrazione della città, un bel biglietto da visita, e non sono di certo io a dirlo, questo è un fatto indiscutibile e che tutti sanno.

Ho fatto parte del tessuto sociale e produttivo di questa collettività, di questa città, e voglio continuare a farne parte. Voglio continuare a vivere e lavorare civilmente nel mio paese. E questi sono gli unici presupposti, sacrosanti e non negoziabili, affinché io smetta la mia disperata manifestazione:

Manifesto perché pretendo la certezza del diritto, la stessa certezza e lo stesso diritto che ha fatto si che io potessi accedere ai finanziamenti che hanno permesso la realizzazione de “la voce della luna”. Perciò pretendo un titolo, un contratto, una garanzia affinché io possa ripartire, e non una fantomatica e misera proroga di cinque anni! Questa è una pretesa elementare e legittima per poter intraprendere qualsiasi attività, aprire qualsiasi impresa. Nessun imprenditore sano di mente, intavolerebbe una discussione per aprire un'impresa senza questo elementare presupposto. 

Senza certezza del diritto, non ci sono investimenti, non ci può essere impresa, non ci può essere sviluppo, non ci può essere Stato. Senza certezza del diritto si manda a gambe all’aria un paese, si distruggono le imprese, si mandano in disgrazia le famiglie e si induce al suicido la gente, a compiere gesti estremi e disperati, e questi atti estremi, ormai, siamo costretti a vederli tutti i giorni. E se poi si cambiano anche le regole in corsa... com'è successo con la Bolkestein, il disastro è raddoppiato, è solo questione di tempo, poco tempo, io son solo l'anticipo.

La proposta di finanziamento che i tecnici della Regione FVG (250.000 €, soldi che dovrò ovviamente restituire) a fronte della costituzione di una nuova società, e a fronte di un proroga cortissima (cinque anni), proroga cortissima e oggettivamente anche quella incerta. Oltretutto, appare evidente che una proposta di questo tipo allo stato attuale delle cose risulti un pò tardiva e insufficiente a risolvere il problema. Se almeno questa proposta fosse stata fatta all’epoca dell’ultima mareggiata, sarebbe stato già qualcosa, una strada percorribile, ma ripeto, oggi, allo stato attuale non risolve il problema, dato che questa situazione è stata trascinata oltre ogni limite. Strumenti finanziari, che, oltretutto, oggi si scopre esistevano già nel 2009, ma non erano mai stati proposti dalla giunta precedente (Tondo), e non sono stati neppure mai proposti dalla Presidente Serracchiani, che, più di un anno e mezzo fa, nonostante le sollecitazioni del Sindaco Cosolini non si è mai fatta vedere. Questi strumenti non sono mai stati proposti neppure dall’assessore Peroni nell’unico incontro che avemmo, ma solo un diktat perentorio: pochi mesi per trovare i soldi e un socio e mettere su qualcosa, fine del discorso. Ovviamente una missione impossibile.
L'unica cosa che oggi giustificherebbe questo investimento è una deroga alla direttiva Bolkestein, deroga che mi restituirebbe il vecchio titolo e mi consentirebbe di ripartire con un concetto di impresa serio e vero. Oppure, un finanziamento di vent'anni con relativa proroga sempre di vent'anni.

Manifesto perché rivoglio la mia casa, non una casa di lusso, ma un tetto decoroso, lo stesso tetto che a causa dell’inerzia, l’incompetenza, la malafede di questa nostra classe politica io ho perso. Mi dispiace, dott. Carocci, ma io sotto a un ponte non ho nessuna voglia di andare a vivere, se devo dormire all'addiaccio preferisco farlo sull'Ursus, sarà anche pericoloso, ma è molto più' dignitoso.

Manifesto perché voglio che sia fatta luce sui fogli di via che ho ricevuto da Roma dopo una manifestazione pacifica in uno stato straniero (Città del Vaticano), che inquanto, appunto stato, ha leggi e un tribunale suo, perciò il governo italiano non c'entra assolutamente nulla. E un altro foglio di via da Bibbona, mentre passeggiavo per strada, con un amico balneare (con i piedi sulla terra e senza nessuno striscione o bandierina in mano, sempre ammesso che questo sia un reato) sono stato prelevato dalla polizia e dopo un fermo di 10 ore sono stato allontanato dalla cittadina con un foglio che diceva che sono pericoloso per la società. Ma ci rendiamo conto!?... Ma stiamo scherzando!!!???... Ma che paese è questo?... la Russia di Stalin? Adesso dovrò avere terrore della polizia a vita?

Ricapitolando: io dovrei scendere dall'Ursus, andare a dormire sotto a un ponte o elemosinare ospitalità a qualcuno, dopo 20 anni di lavoro serio e vero, dopo anni di estenuanti lotte, dopo 45 giorni di permanenza sull'Ursus al limite della sopravvivenza umana. Poi, dovrei trovarmi subito un socio (...?...)  fare un prestito di 250.000 € e rimettere in piedi la "voce della luna", lavorarci per 15/16 ore al giorno, e sperare di lavorare bene per pagare debiti, tasse e quant'altro e ricomprarmi anche la casa che per colpa loro mi hanno portato via, e dovrei riuscire a pagare tutto e tutti in un anno? forse due? forse cinque anni? Per poi riconsegnare sicuramente tutto allo stato, e sicuramente dovrò partecipare a un bando di gara internazionale competendo con multinazionali, mafie e lobby finanziarie di tutto il mondo.  Così lo stato, questa volta, potrà consegnare "La voce della luna" bella, risanata, e produttiva a questa Europa delle multinazionali. E, naturalmente, tutto questo se sono stato molto bravo e fortunato. Se invece non sono stato bravo perché non sono riuscito a pagare tutto in "cinque anni" lo stato se la riprende. La morale della "favola" è, che sia che io sia stato bravo (Superman) o che io non sia stato bravo, loro, "La voce della luna" se la riprendono comunque. Ma dove sta il guadagno? Il buon senso, la ragionevolezza in tutto questo? Ma questi dove vivono? Ma quale imprenditore, commercialista o giurista sano di mente si imbarcherebbe o appoggerebbe una follia delirante come questa!? E' impensabile!! E io dovrei pure ringraziarli per questa meravigliosa proposta? Non credo che bisogna essere dei geni dell'imprenditoria per capire che questa proposta è l'anti-impresa! E in più dovrei vivere nel terrore perenne ogni volta che mi si avvicina un poliziotto o una pattuglia della polizia. NO, GRAZIE!

Vede, dott. Carocci, io sono stanco, sono molto stanco di questa “via crucis”, di tutta questa violenza, di anni di soprusi, di indifferenza, di bugie, di cinismo, di muri di gomma, di crudeltà. Mi dispiace, dott. Carocci, se ho questa assurda pretesa di volere fare una vita NORMALE IN UN PAESE NORMALE. Ma arrivato a questo punto non si può più tornare indietro. Io non posso scendere per farmi prendere in giro ancora una volta, non posso scendere per farmi mettere “una pistola alla nucca”, non posso scendere per tornare ad avere un futuro così incerto, vivere “scivolando sul ghiaccio” e con un cappio perennemente al collo, vivere così è BESTIALE! Vivere così non lo vuole fare nessuno! Perciò, o mi restituiscono una vita normale, certa e dignitosa, in un paese civile, o io rimango qui!

Purtroppo, visto anche l’ultimo tentativo da parte di alcuni agenti della digos (tentativo che non è andato a buon fine) di recuperarmi con la forza, ha compromesso ulteriormente i rapporti di fiducia che erano già precari. Un “blitz” che è stato organizzato durante i tavoli di trattativa (procurandomi anche una brutta ferita) non lascia decisamente ben sperare, è chiaro che questo getta ulteriori seri dubbi sulla volontà di risolvere veramente e seriamente il problema.

Mi pare evidente che a questo punto, la mia protesta proseguirà finchè non saranno state messe, nero su bianco, le mie sacrosante richieste, diritti fondamentali, inviolabili e non negoziabili. Diversamente, mi dovrete ammazzare veramente, potete proseguire con questa tortura  pubblica, o con l'esecuzione finale, ormai sono preparato al peggio. Ma la invito solo a una riflessione: quando delle persone inducono un uomo a compiere gesti estremi fino a mettere in pericolo la salute o peggio ancora la vita di quest'uomo come viene configurato penalmente questo reato? quando un'azione volontaria e premeditata produce la ferita o la morte di un altro individuo come si chiama questa cosa penalmente?

Voi siete gli uomini di legge, a voi la risposta.

Già il fatto che io sia stato costretto per anni a questa pazzesca "via crucis", e che oggi io sia qui sopra da 45 spietatissimi giorni è la testimonianza del fallimento politico, etico e morale di questo paese, di un'intera società. So che a questa gente tutto scivola da dosso, forse cancelleranno presto anche questa macchia, ma forse anche no, forse... se la porteranno addosso per parecchio tempo, o forse non si cancellerà mai. E che Dio li perdoni per quello che hanno fatto a me e al mio paese, e mi auguro davvero che lei non si renda complice di questo crimine.

"Le leggi passano, ma le coscienze rimangono".


Distinti saluti, Marcello Di Finizio.

post scorrevoli

Post più popolari