"Sconfiggi i tuoi sensi di colpa!" - (di Giampiero Ciappina)





L' Inferno non è uscito solo dalla fantasia di Dante Alighieri, ma sembra
essere inciso profondamente nel DNA delle nostre cellule. L'uomo moderno
appare schiacciato da un macigno di dimensioni inimmaginabili: il senso di
colpa.

Dietro alla facciata della pretesa, della presunzione, si nasconde -
implacabile - un enorme senso di colpa, che schiaccia con forza le nostre
anime e le fa inesorabilmente penare.

Durante il lavoro terapeutico con le persone, uno degli elementi che
emergono con maggiore forza e virulenza è la mancanza di merito.
Superata la fase del vittimismo, strettamente collegata alla pretesa
infantile, uno degli ostacoli più grossi alla autentica realizzazione della
persona sono i suoi sensi di colpa.

La fase della pretesa e del vittimismo è quella in cui le persone conservano
in alcune parti della loro personalità adulta "sacche" di atteggimenti
infantili. E' Il momento in cui le persone in analisi si lamentano di non
avere un lavoro migliore, di essere sfortunate in amore, e che le cose vanno
tutte inevitabilmente male.

Man mano che l'analisi procede, la persona comincia ad intravedere che il
vittimismo non aiuta a creare nulla, ma serve unicamente per rimanere
pervicacemente attaccatti ad un seno che non dà più latte. La persona, così,
comincia ad escogitare nuovi spazi di creatività personale, dove il
vittimismo e la pretesa lasciano il campo agli sforzi e a quella
autodisciplina che la persona stessa mette in atto per realizzare
profondamente se stessa.

Ma, la strada che porta ad una autentica realizzazione è costellata di
ostacoli interiori, che i nostri genitori e la società ci hanno inculcato,
ma che poi noi stessi abbiamo deciso di adottare e mantenere.

Ecco allora che un nuovo nemico lo attende in agguato: i sensi di colpa.

I sensi di colpa sono quelli che dicono: "non te lo meriti", "chi ti ha dato
il permesso di stare così bene?", "non sai che la vita è una valle di
lacrime?", "non sai che siamo nati per soffrire e il nostro paradiso - se
non avremo peccato - è solo dopo la morte?".

Ecco, quindi, che, lentamente, emerge quel macigno enorme che affligge tutta
la nostra società contemporanea: i sensi di colpa!

Naturalmente, i sensi di colpa non sempre parlano un linguaggio così chiaro
ed esplicito. Molto più frequentemente il loro linguaggio è simbolico,
quando non addirittura criptico; o ci parlano per bocca di qualche altra
persona.

Basta, però, un po' di allenamento e tutti saremo capaci di scoprire i
messaggi dei sensi di colpa nella nostra vita e in quella degli altri.

Quanti di noi hanno fatto l'esperienza che - dopo mesi di duro lavoro -
proprio il giorno prima della partenza per quella settimana in montagna,
programmata da tanto tempo, ecco un brutto raffreddore; oppure un lavoro
urgentissimo; la macchina si rompe, la lavatrice allaga casa, o
qualcos'altro ci impedisce la partenza verso il "meritato" godimento. Certo
"meritato" va tra virgolette: perchè mai abbastanza riusciremo a darci il
permesso di GODERE e di ESSERE FELICI.

Ecco la vera colpa:

GODERE non ci è permesso!!!

Ecco perchè dico che l'Inferno è dentro le nostre cellule, scritto a
caratteri cubitali nel nostro DNA.

GODERE è una colpa che non possiamo permetterci: sicuramente qualcosa
arriverà a rompere l'incanto, a rovinare la serenità che ci siamo costruiti
anche in piccole cose.

GODETE, GODETE, GODETE più che potete: e non è un inno alla lussuria.

E' un inno alla vita, al dono che tutti noi abbiamo ricevuto. Il vero
peccato è quello di gettare la nostra vita nel vittimismo, nelle malattie,
nella pretesa di un partner perfetto, di un lavoro miliardario, di una vita
irrealizzabile e nell'attesa che tutto questo un giorno ci sarà concesso.

"La vita è adesso" - recita una canzonetta, e la cosa migliore che potete
fare per voi stessi e per le persone che amate è quella di GODERE e di far
GODERE.

Questo significa riconoscere che la vita è un dono e che dobbiamo esserne
grati a Dio, alla Natura, all'Universo, e ai vostri Genitori che ne sono
stati lo strumento.

Voi siete già un miracolo di gioia e beatitudine: dovete solo scegliere,
decidere da che parte stare.

Non voglio attaccare chi è malato, o sfortunato: voglio dire che la vita è
tua!

Il tuo corpo è il miracoloso risultato di millenni di evoluzione: esso
esprime la gioia della Vita Universale in tutta la sua perfezione.

I sensi di colpa possono inquinare questa gioia, portando nella nostra vita
malumori, blocchi emotivi, spesso malattie vere e proprie. Talvolta
l'incapacità di GODERE è talmente forte che incosapevolmente ci mettiamo in
condizioni difficili, spesso dolorose, ci esponiamo al pericolo di
incidenti: tutto perchè darci il permesso di realizzarci, di stare bene è
uno dei doni più grandi che possiamo chiedere.

Ecco perchè i sensi di colpa, una volta che siamo riusciti a scorgerli negli
angoli nascosti della nostra personalità, che siamo riusciti a scovarli e a
riconoscerli, dobbiamo subito metterceli sotto i piedi: sì, sotto i piedi.
Vanno schiacciati e dimenticati. Non sarà facile e non basterà farlo una
volta per tutte. I sensi di colpa tornano, come un'erbaccia la cui radice è
molto profonda.

Ma ogni volta di più sapremo riconoscerli sempre meglio, e sempre più
rapidamente sapremo riportare la nostra vita sul binario della gioia.

La gioia non è una condizione esistenziale che ci piove dal cielo; non è
determinata solo da avvenimenti esterni cui l'uomo è impotente spettatore.

La gioia è prima di tutto una decisione.

Certo non basterà svegliarsi una mattina e dire: "nella mia vita scelgo di
essere felice" perchè questo veramente accada.

Significherebbe essere ancora una volta vittime di quell'onnipotenza
infantile che crede nella realizzazione magica dei desideri.

Ma provate a dirvelo tutte le mattine, per un mese di seguito; provate a
osservare dove si annidano i sensi di colpa e le briciole di depressione:
scovateli e imponetevi di non assecondarli.

Qualcosa di straordinario accadrà nella vostra vita.

lista_sadhana@yahoogroups.com

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