TRASCENDERE IL DOLORE...MA COSA VUOL DIRE?





di Rita Caserta

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Voglio condividere con voi un piccolo episodio che mi è capitato
perché credo che possa essere incoraggiante per qualcuno, a fidarsi di
Ho-oponopono.

Fino ad un paio di mesi fa, c’era una situazione che temevo tantissimo
e per di più da molto tempo (focalizzazione). Ovviamente non entro nei
particolari, ma posso dire che il solo pensiero di trovarmi a vivere
questa determinata situazione mi avrebbe potuto portare alla
disperazione più totale e dato i miei precedenti, proprio non ci
stava. E indovinate un po’? Eccolo là! Legge di attrazione. Mi si è
perfettamente materializzata la suddetta situazione. Da mesi mi affido
al mantra ho-oponopono ma questa volta era davvero difficile … Bhè che
dire! Il primo giorno mi sono detta: ”Buona Rita, sta buona … ti devi
affidare” e vai con il mantra! Il secondo giorno invece non ho retto e
giù a piangere come una disperata ben sapendo che poteva essere
controproducente, ma comunque ancora stavo reggendo meglio di come mi
sarei aspettata… in fondo me la stavo cavando con un piagnisteo! E vai
con il mantra! Il terzo giorno ero più serena quindi non stavo ancora
dando di matto, questo era già un buon segno … resistere fino a tre
giorni, mhà !

Allora mi dicevo: “Grazie ho-oponopono, sono stata brava vero? Ecco,
ora però basta così, vediamo di finirla lì con stà storia perchè ho
superato la prova” (aspettative). Niente da fare! Quarto giorno,
quinto giorno … Cercavo di mantenere la calma con il mantra. Ho
pensato: “qualcosa non va … qui non si sta risolvendo un tubo e non so
quanto potrò reggere”.

A sprazzi mi venivano stati di ansia e panico, ma riuscivo a
controllarli. Testardamente mi sono messa a rileggereRICOMINCIO DA ME
e SOFFRIRE NON è NECESSARIO per riuscire a capire dove stavo
sbagliando, ma c’era una frase che non riuscivo a comprendere bene.
Quella che dice che bisogna trascendere il dolore e solo così sparirà
e non si presenterà più. Ma cosa vuol dire?… Così ho cominciato a
prendermi in giro da sola e nei momenti di panico pensavo: “E che me
ne frega a me? Tanto io mica sto troppo male!” Macchè ! La situazione
non si risolveva. Chiaro che a questo punto dovevo cercare di capirne
il messaggio e così, settimo giorno, ho cominciato a pensare
diversamente e cioè: “è evidente che ciò che sta succedendo l’ho
chiamato a me ed è evidente che gli stati di ansia sono gli stessi che
provavo quando in passato temevo di trovarmi in questo stato, quindi
devo superarli davvero senza cercare di prendere in giro nessuno.
Voglio capire …

Mi dispiace, scusa, ti voglio bene, grazie”. Ho osservato i miei
fremiti di ansia e ad un certo punto ho capito … si sarebbero sempre
presentati fino a quando non fossi riuscita a capire cosa volessero da
me: li avevo chiamati con la paura e volevano che li lasciassi andare,
era arrivato il momento … ho cominciato a ridere e a ridere di cuore e
parlando con loro dicevo: “ AH brutti ceffi! Non cerano altri modi per
dirmelo?” Evidentemente no! … Due ore dopo, come per magia, il
problema si è risolto

(Tratto da libro:"Ho-oponopono Occidentale" - di Giovanna Garbuio )

"Trascendere il dolore… ma cosa vuol dire?"

(di Rita Caserta)

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