COME CONTROLLARE LA RABBIA: LA STORIA (INEDITA) DEI 2 LUPI





(Tratto da: http://www.efficacemente.com/2014/11/come-controllare-la-rabbia/ )

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Saper controllare la rabbia e riuscire ad indirizzarla può essere
l’arma segreta per raggiungere i tuoi obiettivi.

“Parla senza controllare la rabbia e terrai il miglior discorso di cui
tu possa pentirti.”

A. Bierce.

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La rabbia è una delle 4 sensazioni di fondo. Se ci domina, ne siamo
schiavi, ma se riusciamo ad indirizzarla può darci quella spinta
necessaria per affrontare anche gli ostacoli più ostici.

Nell’articolo di oggi vorrei parlarti di come controllare la rabbia.
Occhio: “controllare”, non reprimere. La rabbia repressa infatti può
avere conseguenze ben più pericolose della semplice ira. Per
affrontare questo tema ho scelto di proporti un antico racconto dei
nativi americani: la leggenda Cherokee dei due lupi.

Di questo racconto esiste una versione breve molto conosciuta, che
viene spesso riproposta sui social. Sono certo l’avrai letta. Questa
versione è caruccia, ma la morale che intende trasmettere non mi ha
mai convinto del tutto. Per questo motivo ho deciso di riportarti una
versione molto meno diffusa, ma che ha delle implicazioni ben più
interessanti per quanto riguarda il controllo della rabbia e, in
generale, la gestione delle emozioni. Che ne dici, la leggiamo
insieme?

La leggenda dei 2 lupi: la storia che non ti hanno raccontato

Nella versione più nota di questo racconto, si parla di un anziano
della tribù dei Cherokee che spiega al nipote come nel suo cuore e in
quello di tutti gli esseri umani dimorino due lupi: un lupo nero e
unlupo bianco. Il lupo bianco è docile e di buon animo, mentre quello
nero è violento e rabbioso. I due lupi combattono continuamente tra di
loro. Alla domanda del nipote su quale dei due lupi prevarrà,
l’anziano Cherokee risponde: “Quello che nutriamo di più“.

Ne siamo sicuri? L’idea che il lupo rabbioso (nero) vada affamato,
come vedremo, non è una scelta particolarmente brillante. La soluzione
proposta nella versione inedita di questa famosa leggenda mi convince
decisamente di più…

Perché entrambi i lupi vanno nutriti

Un giorno il capo di un villaggio Cherokee decise che era arrivato il
momento di insegnare al suo nipote prediletto un’importante lezione di
vita. Lo portò nella foresta, lo fece sedere ai piedi di un grande
albero ed iniziò a raccontargli della lotta che ha luogo nel cuore di
ogni essere umano:

“Caro nipote, devi sapere che nella mente e nel cuore di ogni essere
umano vi è un perpetuo scontro. Se non ne prendi consapevolezza,
rischi di spaventarti e questo, prima o poi, ti porterà ad essere
confuso, perso e vittima degli eventi. Sappi che questa battaglia
alberga anche nel cuore di una persona saggia ed anziana come me.

Nel mio animo dimorano infatti due grandi lupi: uno bianco, l’altro
nero. Il lupo bianco è buono,gentile e amorevole; ama l’armonia e
combatte solo per proteggere sé stesso e il suo “branco”. Il lupo nero
invece è scontroso, violento e rabbioso. Ogni piccolo contrattempo è
un pretesto per un suo scatto d’ira. Egli litiga con chiunque,
continuamente, senza ragione. Il suo pensiero è ottenebrato dall’odio,
dall’avidità e dalla rabbia. Ma la sua è una rabbia inutile, perché
non gli porta altro che guai. Devi sapere che ci sono giorni in cui è
davvero difficile vivere con questi due lupi che lottano senza tregua
per dominare la mia anima.“

Al che il piccolo Cherokee chiese ansiosamente al nonno: “Ma alla fine
quale dei due lupi vincerà?“

Il capo indiano rispose con voce ferma per sovrastare il rumore degli
alberi della foresta:

“Entrambi. Vedi nipote, se nutrissi solo il lupo bianco, quello nero
mi attenderebbe affamato nell’oscurità e alla prima distrazione
attaccherebbe a morte il lupo buono. Se al contrario gli presto la
giusta attenzione, cerco di comprenderne la natura ed imparo a
sfruttarne la forza e la potenza nel momento del bisogno, i due lupi
potranno convivere pacificamente nel mio animo.“

Il ragazzo sembrò confuso: “Come è possibile che vincano entrambi, nonno?!“

L’anziano Cherokee sorrise al nipote e continuò il suo racconto: “Il
lupo nero ha molte qualità di cui tutti noi possiamo avere bisogno in
determinate circostanze. Egli è temerario e determinato, astuto e
capace di ideare strategie indispensabili per dominare in battaglia. I
suoi sensi sono affinati e i suoi occhi, abituati alle tenebre,
possono scrutare anche il minimo movimento e salvarci così da
un’imboscata notturna. Insomma, se sapremo addomesticare il nostro
lupo nero egli potrà dimostrarsi il nostro più valido alleato.“

Per convincere definitivamente il nipote, il capo indiano prese dalla
sua sacca due pezzi di carne e li gettò a terra, una a sinistra e
l’altro a destra, ed indicandoli disse: “Qui alla mia sinistra c’è il
pezzo di carne per il lupo bianco e alla mia destra il cibo per il
lupo nero. Se darò ad entrambi da mangiare, i due lupi non lotteranno
tra loro per conquistare la mia mente e potrò scegliere io a quale
lupo rivolgermi ogni volta che ne avrò bisogno. Ricorda:

La rabbia repressa, come il lupo affamato, è pericolosa.

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Caro nipote, devi comprendere che non dobbiamo reprimere o affamare
nessuna sfaccettatura del nostro carattere. Per controllare la rabbia
e gli altri lati oscuri che si nascondono nei meandri della nostra
mente, dobbiamo imparare a conoscerli, accettarli e sfruttarli nelle
circostanze più adatte. Solo in questo modo la lotta interiore tra i
nostri due lupi cesserà.“

Mi auguro che questa versione della leggenda Cherokee ti sia piaciuta
e ti abbia dato qualche nuovo spunto. Vorrei ora condividere con te
alcuni consigli pratici per controllare la rabbia, anche nei momenti
in cui vorresti mandare a fancubo tutti e tutto ;-)

Consigli pratici per controllare la rabbia

La rabbia è come un torrente in piena: se qualcosa lo ostacola, viene
travolto e le macerie creano ancora più distruzione. Esistono però
delle strategie pratiche per controllarne il flusso ed indirizzarlo
verso i nostri obiettivi. Ecco le 3 che considero più efficaci:

Ricorda il dito sul rubinetto. Ti è mai capitato, magari ripulendo un
lavandino, di appoggiare un dito sul rubinetto per ottenere un getto
d’acqua più potente? Cosa succede se fai troppa pressione con il tuo
dito? Già, il getto va fuori controllo e ti ritrovi con schizzi
d’acqua ovunque. Con la rabbia succede la stessa cosa: se cerchi di
reprimerla, di tappare il flusso, la pressione si innalzerà a tal
punto che non riuscirai più a controllare le conseguenze. Togli il
“dito”, lascia che la rabbia fluisca, accettala, osservala, non
affamare il tuo lupo nero, dagli giusto quel che serve per tenerlo al
guinzaglio e utilizzarne la potenza a tuo vantaggio. La repressione è
sempre la scelta sbagliata: quando senti la rabbia crescere dentro di
te, prova ad applicare la tecnica dei 15 minuti che ti ho spiegato in
questo articolo dedicato all’autocontrollo. Il suggerimento funziona
perfettamente anche con gli scatti d’ira.

Usa il grandangolo. La rabbia ha la capacità di farci considerare
importanti le cose frivole e trascurabili le cose importanti. Quando
siamo arrabbiati perdiamo la prospettiva degli eventi e mettiamo il
nostro ego davanti alle relazioni e alla nostra felicità a lungo
termine: è stupido. La prossima volta che stai per avere uno scatto
d’ira, prova a farti questa semplicissima domanda: “Ciò per cui mi sto
innervosendo avrà importanza tra 5 anni?“. Questo quesito funziona
come il grandangolo di una macchina fotografica, ti aiuta a staccarti
dalle piccole incazzature quotidiane e a vedere il quadro generale.

Metti la rabbia per iscritto. Quest’ultima strategia è in assoluto una
delle mie preferite, ma a differenza delle altre non può essere
applicata quando ci troviamo nel bel mezzo di una discussione. Ti sarà
però estremamente utile per comprendere come puoi indirizzare
EfficaceMente la tua energia nervosa. Quando senti la rabbia
ribollirti dentro, prendi un foglio di carta o apri una nota sul tuo
smartphone e rispondi a queste 3 domande: Chi/cosa ti sta facendo
arrabbiare? Perché questa persona o questo evento ti innervosisce così
tanto? Comepuoi agire per utilizzare la rabbia a tuo vantaggio?
Quest’ultima domanda è la più importante. Parafrasando Gordon Gekko,
potremmo dire: “anger is good“. La rabbia non solo non va repressa, ma
non va neanche sprecata in inutili esplosioni teatrali: lasciale ai
bimbominkia isterici. Ricordi l’archetipo del guerriero? Uno dei suoi
tratti caratterizzanti è l’aggressività positiva, ovvero quella forza
interiore che gli consente di spingersi ai limiti della propria zona
di comfort. Usa la rabbia e trasformala in aggressività positiva;
cavalca il lupo nero e sfrutta la sua forza per dimostrare chi sei e
quanto vali.

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