LA SALUTE E LA MALATTIA DI OSHO

Vi posto un pezzo di Osho che certamente farà discutere per come tratta il tema dell'infelicità.
Mi piacerebbe molto conoscere il vostro pensiero in merito a quanto leggerete.
Attendo i vostri pareri.
Gabry




La salute e la malattia(da: Osho - “All’Origine” - La fonte dell’essere, ediz. Ecig)

Ho notato che è molto difficile essere interessati alla salute. La gente ha una predisposizione alla malattia e un attaccamento particolare all’infelicità. Per questo voi tutti siete sempre pronti ad essere infelici. Non vi occorre nessuna preparazione, non vi occorre alcun Maestro, non vi occorre alcuna pratica esoterica per diventare infelici. Tutti sono pronti a “buttarsi”… nessuno viene da me a chiedermi come fare ad essere infelice, lo sa per istinto! Tutti voi ne siete già maestri.

Deve esserci un utile profondo nell’infelicità. Come mai a tutti piace essere infelici? E quando dico “piace” non voglio dire che le persone ne siano consapevoli, probabilmente lo negano decisamente: vogliono essere felici, ma questo non importa… tutti si aggrappano all’infelicità. A parole, forse, tutti dicono di volere essere felici, ma nei fatti si aggrappano all’infelicità. Dicono di desiderare la felicità, ma persistono nel fare ciò che li rende infelici, e qualsiasi cosa fanno crea loro infelicità.
E non è cosa nuova, l’hanno sempre fatto, per vite intere. E persistono nell’operare nello stesso modo… e poi si ritrovano infelici. Eppure insistono nel dire che desiderano la felicità. Dev’esserci un utile…

Vorrei parlarvi di alcune cose che potrebbero aiutarvi a comprendere: quando siete infelici è facile condannare il mondo intero, è facile buttare l’intera responsabilità sugli altri. Quando sei infelice, puoi manipolare chi ti circonda, tu sei infelice, puoi pretendere attenzione: “Sono malato, sono infelice!”

Di certo avrai incontrato qualche ipocondriaco, sono persone che continuano a parlare dei loro mali, delle loro malattie e le ingigantiscono, le trasformano in malanni inesistenti tanto sono grandi. Ma se dici loro che stanno esagerando, gli ipocondriaci si sentono colpiti. Di fatto godono all’idea stessa di essere tanto malati, e passano da un medico all’altro, solo per raccontare le proprie disgrazie…tanto sanno che nessuno li può aiutare, nessuno sa come guarirsi, il loro male è così “misterioso” che sono certi che nessuno li potrà curare.
Allora come mai continuano a parlare dei loro mali? È come se qualcuno continuasse a mostrarti la sua ferita e ci giocasse, girando continuamente il dito nella piaga, facendosi male con le proprie mani. Stanno chiedendo attenzione, ti chiedono simpatia.

Il bambino impara questo trucco fin dall’infanzia. E l’intera società prende la direzione sbagliata fin dai primi passi… ogni volta che il bambino è ammalato, i genitori gli prestano un’attenzione totale. Ogni volta che il bambino è triste, tutta la famiglia si sente responsabile… e il bambino diventa un piccolo dittatore.
Quando è malato può dettare le sue condizioni, può pretendere che la sera gli sia portato un gioco nuovo, nessuno glielo può negare, perché è malato. Viceversa, quando è sano, nessuno va a sedersi vicino a lui. Quando è malato il suo papà va a trovarlo. Il “Suo Papà”, una persona così importante… e il bambino si sente felice: a quel punto è più importante di te, tu sei seduto vicino a lui e gli chiedi come sta… poi vengono i medici, medici famosi, importanti… e la mamma non fa che parlare della “sua” malattia… e i vicini vengono a trovarlo! Il bambino diventa il centro dell’attenzione di tutta la famiglia, e la famiglia è il mondo del bambino. Ora il mondo intero ruota intorno a lui: è diventato il sole intorno a cui ruotano tutti i pianeti… è una sensazione meravigliosa.
In questo modo impara un trucco che lo farà soffrire tutta la vita… è un trucco molto pericoloso.

Se si seguisse il mio metodo, consiglierei ai genitori di non prestare mai attenzione a un bambino quando è triste o ammalato. Prendetevi cura di lui, senza prestargli attenzione, viceversa, dategli ogni attenzione quando è felice, quando sta bene. Quando il bambino è felice, fategli sentire che è il centro della famiglia. Quando è infelice, lasciatelo in disparte, dategli le medicine necessarie, ma lasciategli la sensazione che nessuno si interessa a lui.
Sembra molto crudele e inumano – le mie parole potrebbero sembrare crudeli – ma vi garantisco che questa è compassione, se riuscirete a comprendere l’intera meccanica di questo fenomeno… perché, a causa del vostro senso umanitario il bambino soffrirà per il resto della sua vita. E non solo in questa esistenza, diventerà uno schema di comportamento profondamente radicato e lo continuerà a ripetere per molte incarnazioni a venire.

Questo è il modo per avere l’attenzione di tutti… e tutti nella vita hanno bisogno di attenzione, perché l’attenzione è il nutrimento primario dell’ego.
Solo un Buddha non ha bisogno di attenzione, perché in lui non esiste più l’ego, non ha bisogno del suo nutrimento. Tutti gli altri esseri umani ne hanno bisogno.
Quindi, quando avrai bisogno di attenzione che cosa farai? Conosci solo questo stratagemma: essere infelice, ammalarti.

Il 99% delle malattie sorgono, in primo luogo, nella mente, sono frutto dell’inconscio. Tua moglie non si cura di te, anzi, quando torni dall’ufficio è pronta a litigare, oppure ti ha lasciato i piatti da lavare. Ma quando sei malato si prende cura di te, ti tratta con calore, sta attenta a non infastidirti minimamente, non bisticcia con te…finalmente ti senti bene, puoi stare tranquillo! È una situazione anomala: quando stai male… ti senti bene, e quando stai bene, ti senti male. Ma di fatto è così.

Se la moglie è malata, il marito torna a casa con fiori e dolciumi. Quando sta bene non la degna neppure di uno sguardo… si porta a casa il giornale, lo apre e si mette a leggere!
Tutti continuano a recitare la parte dei malati!

Vuoi essere felice, ma se non tagli alla radice l’investimento che hai fatto nell’infelicità, non potrai mai esserlo. E ricorda: la tua felicità non è responsabilità di altri: nessuno ti può fare felice. È la tua crescita, è la tua consapevolezza, è la tua energia che sale sempre più in alto che ti rende estatico. Ma devi comprendere il meccanismo posto nelle profondità del tuo inconscio, e che ti porta a parlare della felicità… mentre ancora desideri essere infelice. Il vero motivo è questo e, qualsiasi cosa tu desideri, qualsiasi cosa pensi, accade: Se sei infelice, lo sei perché lo vuoi.

Di nuovo ti sembro crudele vero? E questo, solo perché vieni da me col desiderio di essere consolato. Ti dovrei dire: “Sei infelice perché il mondo intero è contro di te”… in questo caso ti sentiresti bene, ma non ti sarei d’aiuto. Aiuterei la tua malattia, ti renderei ancora più nevrotico.

No, nessuno è responsabile della tua infelicità, ad eccezione di te stesso.

Questo lo affermo in maniera categorica, non ci sono eccezioni. È del tutto scientifico, assolutamente scientifico, è una legge: TU SOLO SEI RESPONSABILE.

Ogni volta che soffri, che ti senti infelice, sappi che tu ne sei l’artefice… e se vuoi creare tutto questo, splendido, goditelo! In questo caso non cercare la felicità, rilassati nell’essere triste, sappi che ne sei l’artefice. Sii infelice e goditi la tua miseria. Non pretendo che tu sia allegro, non è necessario, se ti piace essere triste, non ci sono problemi, ma non pretendere al tempo stesso di essere felice.

Prendi consapevolezza di questo.

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