"LA VIA ILLUMINATA" COMPENDIO SULLA INIZIAZIONE





Tratto da: “La via della luce” di G. Filipponio - edizioni fuori commercio

- Seconda Parte -

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Similmente a quanto avviene nell’uomo, anche nel piano eterico
planetario avvengono lacerazioni dei veli eterici dovute all’azione,
in via normale, dei raggi cosmici, che costituiscono l’aspetto
Kundalini planetario, il cui influsso è quello di lacerare il velo, o
rete eterica, che .separa il mondo visibile dall’invisibile. Queste
lacerazioni possono essere provocate anche da forti esplosioni
atomiche riprodotte dall’uomo.

La Bibbia ci parla simbolicamente di tre grandi lacerazioni di veli
eterici di maya, alle quali vanno però aggiunte altre di minor entità
che hanno aiutato l’umanità ad avanzare più facilmente lungo la via
illuminata e a passare attraverso le aule di maya, aiutata dalla luce
che fuoriesce dalle lacerazioni nei veli operate da tre uomini divini
nel momento stesso del loro trionfo.

La prima grande lacerazione fu effettuata da Mosè. Egli sali sul monte
Sinai e ricevette i 10 Comandamenti che sono l’espressione della,
Legge Divina, adattata ai bisogni dell’umanità, che venne enunciata
nella necessaria pre parazione per la proiezione delle forze destinate
a distruggere, purificare e riorganizzare. Mosè penetrò in una delle
Aule all’interno dei veli di maya ed ivi incontrò la Gloria del
Signore. Il Commentario dice: "---Colui che entrò fra i primi,
penetrando all’interno dei veli, assorbì la Luce che non sapeva come
trasmettere. Né Lui, né gli altri erano pronti, ma la luce li
circondava e c’erano due occhi che guidavano; solo uno di essi può
usare la Luce, proiettarla e dirigerla verso la sua missione, l’altro
deve essere coperto, e il Datore della Leggesi rese conto di ciò;
perciò Egli velò la Luce e a tale scopo prese un frammento di quel
velo, che Egli aveva aiutato a lacerare, e così bendato discese dalla
sommità del monte e tornò all’oscurità della Terra.

La seconda lacerazione, molto più importante, avvenne quando il Cristo
sottopose il Maestro Gesù alla 4.a Iniziazione e la loro azione
congiunta riportò il trionfo sulla morte, dopo la grande rinunzia con
la Crocifissione. Questa lacerazione lasciò penetrare la Luce nel 2°
livello del piano eterico, ed un nuovo genere di illuminazione si
diffuse sulla Terra: l’Amore. Così la Legge di Mosè e l’Amore del
Cristo potevano penetrare nella coscienza dell’umanità in modo nuovo e
diretto, perché il cervello dell’uomo diveniva responsivo, tramite la
sostanza della controparte eterica del cervello fisico.

La terza lacerazione, relativamente. di minor importanza, avvenne
quando Saul di Tarso, sulla via di Damasco, vide la Gloria del Signore
e fu convertito in Paolo Apostolo. La sua dirittura e sincerità lo
spinsero a penetrare attraverso uno dei veli che impedisce la visione
e così la lacerazione avvenne. Egli portò una nuova rivelazione:
l’Unione, la Sintesi.Si racconta che Egli rimase accecato per tre
giorni. ciò viene riconosciuto come la penetrazione nel terzo Cielo,
ove comprese la natura della Legge. e fu portato ai piedi
dell’Iniziatore per effetto del suo amore e, in tal modo, trasse
profitto dalla due precedenti lacerazioni nel Velo. Uscendone scrisse
l’epistola agli Ebrei, in cui è espresso il primo aspetto delle
qualità divine che è considerato come Unione, Sintesi, come Comunione
dei Santi.

Il ritorno alla casa del Padre

Ogni “Pellegrino dell’Eternità” viaggia dall’alba della
manifestazione, fino al suo termine. Gli stadi del suo cammino sono
due: discendente e ascendente (involutivo e evolutivo). Nel Primo
adombriamo la discesa dello spirito nella materia o nella
manifestazione della forma. Nel secondo adombriamo l’ascesa dello
spirito, sempre attraverso il regno delle forme, fino al regno
dell’Anima. Possiamo riconoscere anche un terzo stadio che è il
Sentiero. della realizzazione, cioè emergenza dello spirito nella
sorgente da cui provenne. L’umanità ha già toccato il punto più denso
di materializzazione, e si è avviata nel suo viaggio di ritorno verso
“la Casa del Padre”.

Questo secondo stadio, cioè quello dell’ascesa, è suddiviso a sua
volta in diversi gradi, i quali prendono vari nomi secondo le varie
correnti di pensiero, e le varie religioni, ma che hanno fra loro una
spiccata corrispondenza: Gli Indù lo chiamano sentiero della
Liberazione; i Buddisti, il nobile ottuplice sentiero; i Taoisti, La
Via; le Sacre Scritture Ebraiche, La Via Maestra; la Chiesa Cristiana,
Il Sentiero della Santità; i Mistici, la via dell’unione dei Mistici e
dei Santi; la Chiesa primitiva, la Via della Croce e del Serpente. Il
sentiero della liberazione è diviso in:

1.Sentiero della purificazione e della prova (Aspirante discepolo).

2. Il “Sentiero” propriamente detto, o sentiero del discepolo che si
suddivide a sua volta in sette gradi o stadi (candidato
all’iniziazione).

3. Il Sentiero dell’Iniziazione che si suddivide pure in sette stadi
(Iniziati, Adepti, Maestri). Il primo tratto del ritorno è una specie
di esperienza preparatoria in cui l’aspirante impara a dominare la
personalità dimostrando la capacità di apprendere gli insegnamenti di
un Maestro. Questo periodo corrisponde alla formazione del carattere.

Si principia allora ad attirare l’attenzione di un Maestro, poiché con
l’assottigliarsi del Corpo Causale, la Luce interiore comincia ad
apparire e ad irradiare, a divampare: “la fiaccola non è più nascosta
sotto il moggio”.

L’aspirante si è definitivamente volto dalla parte delle forze
evolutive. La formazione del suo carattere richiede un lungo lavoro,
Coltivare, cioè, le qualità deficienti, cercare con diligenza di
portare la personalità sotto il dominio dell’Ego Superiore, costruire
il Corpo Causale con deliberato intento, colmando qualunque lacuna
possa esistervi rendendolo un adatto ricetto (strumento, dimora, sede)
per l’Anima, che darà la vera vita all’edificio del nostro carattere
costruito con pazienza, costanza, fermezza. Mentre l’uomo è sul
sentiero della prova, il suo compito precipuo è di conoscere sé
stesso, di riconoscere i propri difetti, deficienze e debolezze e di
cercare di eliminarli dì correggerli. Molti insegnamenti gli vengono
impartiti e dalla sua abilità a sapere applicare nella pratica le
mirabili verità apprese, dipende il suo progresso. Apprende anche a
divenire un sostegno invisibile, cioè servo dell’ umanità, sia
coscientemente che incoscientemente, e in tale stadio può rimanere
anche parecchie vite, se i suoi progressi sono lenti, e se va oggetto
a ricadute.

Gli insegnamenti vengono impartiti nei modi più vari: Attraverso la
meditazione, attraverso la lettura, attraverso la viva voce di qualche
istruttore (un pellegrino più avanzato sul sentiero); attraverso
Scuole tenute nei piani invisibili, alle quali l’Ego partecipa, molto
spesso senza che la personalità ne sia cosciente.

Il Sentiero del Discepolo, è il secondo grado o stadio della Via del
Ritorno. L’aspirante avendo acquistato il dominio sulla
forma-personalità, deve ora dimostrare la sua capacità di usare
l’Anima, vivendo come Anima, servendo i Maestri, mostrando coraggio
discernimento, spirito di sacrificio, facoltà di saper tacere. La sua
è la posizione di sentinella avanzata sulle frontiere della evoluzione
umana. Nel Sentiero del Discepolo, si distinguono sette gradini, i
quali possono identificarsi con il graduale contatto di rapporti
sempre più frequenti e intimi con un Maestro di Saggezza. Infatti il
Discepolo, divenuto tale, perché la sua Luce ha attirato l’attenzione
di un Maestro, comincia ad essere ammesso nella sua aura, fino ad
entrare a far parte del suo Cuore. Allora la Via Illuminata
dell’Iniziazione lo attende per percorrerla con incondizionata
dedizione.

- Il processo iniziatorio

Ogni uomo nel suo complesso è soggetto alla legge di evoluzione, per
cui procede dall’uno ai molti e dai molti all’Uno arricchito di
esperienze della vita nella forma e con capacità di apportare il suo
contributo di esperienze alla Vita più grande che lo pervade. E’ un
processo molto lento che si svolge senza sforzo particolare, per
l’uomo, seguendo la legge delle 3 E: Esperimento, Esperienza,
Espressione. In ogni vita l’uomo inizia l’esperimento acquista
esperienza ed è in grado di esprimerla. Nella vita successiva riprende
l’esperimento, approfondisce l’esperienza e può meglio esprimerla.

Vi è però un’altra via adatta soltanto a chi, rifiutando di camminare
per la via più larga e piana ma lunga, sceglie la scorciatoia, la Via
Illuminata della Iniziazione, via che lui stesso deve costruire e che
lo condurrà più rapidamente verso la Luce. Questa via, chiamata anche
Sentiero dell’Iniziazione, presenta le sue difficoltà, le sue
esigenze, ma chi l’ha scelta non si lascia sopraffare e prosegue con
sforzo cosciente, con rinuncia di distacco. Egli sa che rinuncia a
cose di minor valore per altre di maggior pregio, per cui la rinunzia
è una conquista.

Questo implica lo sviluppo e la sublimazione dei fuochi interiori e
rende l’uomo cosciente con sé stesso, prima, col suo Sé superiore,
poi, e infine col proprio Spirito. Per fuochi vanno intese. le energie
che alimentano i centri eterici e che, purificate gradualmente,
salgono dai centri inferiori a quelli posti al di sopra del diaframma
per renderli più attivi.

Sotto l’aspetto individuale, l’iniziazione è una espansione di
coscienza che porta l’essere umano, vita dopo vita, al cospetto della
Gerarchia Planetaria. Dal punto di vista occulto l’iniziazione è una
esperienza di vita nei tre livelli di coscienza: fisica, emotiva e
mentale. Si sviluppa la percezione mentale che porta alla coscienza
spirituale.

L’uomo vive in sette distinti piani o stati della coscienza: l.
Fisico-eterico, 2. astrale; 3. mentale; 4. Buddico o intuitivo; 5.
Atmico o spirituale, 6. monadico, 7. adi o divino. Questi sette piani
costituiscono altrettante sfere di moto nello spazio interiore
dell’essenza individuale L’essere, infatti, evolve verso là Vita Una,
in cui l’individualità o anima non è soppressa, ma si espande
nell’infinito.

- Focalizzazione sul piano mentale

Il processo di evoluzione interiore ha inizio quando l’uomo comincia
ad essere focalizzato sul piano mentale, spostando la sua coscienza
della polarizzazione nella personalità a quella dell’anima e svolgendo
la sua duplice funzione esoterica di riconoscere le idee e di creare
coscientemente forme pensiero. Ciò richiede forte stabilità mentale e
un nuovo orientamento verso il mondo della Realtà. In merito a queste
due condizioni giova qualche chiarimento:

1. L’uomo generalmente si identifica con le sue idee e con lo
strumento dei pensiero, invece deve giungere alla chiara distinzione
fra il pensatore, il pensiero, e lo strumento del pensiero che è il
cervello. La ricettività è, però, in rapporto alle Idee della Mente
Divina, quali si manifestano per mezzo di Grandi Esseri che le
percepiscono direttamente e le irradiano. Le idee vengono captate
dalla mente e poi interpretate e messe al servizio dell’umanità.

2. La funzione esoterica del pensatore è quella di creare nuove
forme pensiero e rivestirle di sostanza mentale, e cioè creare
coscientemente forme pensiero elevate, armoniche e costruttive,
condensando le idee raccolte sui livelli superiori del piano mentale.

In una espressione simbolica l’uomo che segue un rapido processo
evolutivo passa dall’aula dell’ignoranza, ove impera il lato materiale
delle cose, all’aula dell’apprendimento, ove l’Anima acquista
conoscenza e cerca di influenzare la personalità e dominarla, finché
si afferma e passa nell’aula della Saggezza, ove il processo
spirituale si svolge attraverso espansioni di coscienza. E’ in
quest’aula che l’Anima sottomette al suo magico potere la personalità,
finché questa non diventi prima integrata e poi infusa di Anima. Le
varie fasi di sviluppo in quest’aula vanno sotto il nome di
Iniziazioni.

Per meglio comprendere tutto il lavoro dell’Anima, è bene tener
presente che essa, per tutto il tempo in cui è in contatto con la
personalità, è l’unione della energia vitale con quella della mente.
La loro fusione produce la coscienza. La personalità, a sua volta, è
un composto di quattro energie: atomica del corpo fisico, eterica
astrale e mentale.

La mente, nel suo aspetto superiore, collega internamente la
personalità con l’Anima. La coscienza inferiore quando è ben
sviluppata permette di stabilire un contatto con quella superiore. Se
vogliamo che la mente superiore possa divenire il mezzo per ottenere
la conoscenza della Realtà che forma il Regno di Dio, l’intelligenza,
o mente inferiore, deve essere ben risvegliata e usata
consapevolmente.

L’avanzamento spirituale è rappresentato simbolicamente da un sentiero
suddiviso in più tratti:

1) Sentiero della purificazione e della prova;

2) Sentiero del Discepolo accettato;

3) Sentiero della Iniziazione.

Per accedere e proseguire sul sentiero occorre Volontà e
determinazione. Diamo qualche cenno: l. Sentiero della Purificazione e
della Prova.

E’ una specie di esperienza preparatoria in cui l’aspirante dimostra
la capacità di divenire discepolo adatto ad apprendere gli
insegnamenti di un Maestro, e corrisponde alla formazione del
carattere. Tale esperienza comincia quando si è sollecitati da una
inconscia spinta interiore verso il mondo dello spirito. Sorge allora
l’aspirante che comincia a ridimensionare le stravaganti attività
della vita materiale, a controllare gli istinti e i desideri, a
mettere un po’ di ordine nei propri pensieri. Il desiderio comincia ad
essere sostituito dall’aspirazione verso una vita spirituale.

Operata la purificazione emotiva e mentale e superata la prova di
fermezza e di proposito, la luce del corpo causale comincia ad
apparire, richiamando l’attenzione di un Maestro, il quale affida
l’aspirante alle cure di un discepolo avanzato. Così l’aspirante entra
sul sentiero della prova, sul quale gli viene insegnato, per prima, a
conoscere sè stesso, e perciò a divenire consapevole delle proprie
debolezze per eliminarle, e poi a servire, quale servitore invisibile,
ed a mano a mano che progredisce può essere utilizzato in qualche
particolare lavoro. Gli vengono impartiti i primi rudimenti della
Saggezza Eterna. Ogni notte sui piani sottili funzionano alcune classi
di scuole dirette da iniziati dei primi due gradi, a cui l’Ego del
discepolo in prova partecipa senza che la personalità ne sia
cosciente.

Quando l’insegnamento è stato appreso, le difficoltà superate e molte
esperienze accumulate, il discepolo si trova davanti alla Porta
dell’iniziazione. Ogni passo è stato frutto di sacrificio, ma in
cambio gli viene data la pace, la gioia che il dolore terreno non può
togliergli. Sulla porta dell’Iniziazione egli troverà scritte quattro
importanti regole:

1. Prima che gli occhi possano vedere, essi devono essere incapaci di lacrime.

2. Prima che l’orecchio possa udire, esso deve aver perduto la sua sensibilità.

3. Prima che la voce possa parlare in presenza dei Maestri, essa deve
aver perduto il potere di ferire.

4. Prima che l’Anima possa stare in presenza dei Maestri, i suoi piedi
devono essere lavati nel sangue del cuore.

E qui giova qualche commento su questi importanti aforismi densi di
significato esoterico e che troviamo in “La Luce sul Sentiero”.

1. Gli occhi sono le finestre dell’Anima e, pertanto, non devono
essere appannati dalle nebbie dell’emotività; solo così l’Anima potrà
vedere la realtà.

Per essere incapaci di lacrime causate dall’orgoglio ferito, da
critica malevole, da contrarietà e delusioni, da gioie e da dolori,
l’uomo deve ritirarsi dalle sensazioni e dall’emotività, per entrare
nella conoscenza in cui regnano la fermezza, la calma, la pace.

L’uomo che nella vita è costretto a recitare la parte, è consapevole
che dietro ad ogni avvenimento c’è uno scopo e che deve sapersi
dominare per elevarsi al di sopra delle contingenze personali,
sforzandosi di realizzare la propria individualità.

2. Prima di udire chiaramente la verità in mezzo all’assordante vita
dei sensi, il nostro orecchio deve perdere la sua sensibilità
nell’udire cose spiacevoli, restando fermo nella coscienza della
propria anima. E’ necessario, perciò, raggiungere il silenzio
interiore per udire la voce che non ha suono. Ma una volta udita tale
Voce, l’orecchio resterà sempre sensibile alla sua armonia.

3. Il potere di parlare in presenza dei Maestri riguarda la vita
interiore che deve servire da guida all’aspirante nel compiere il suo
lavoro, dopo aver perduto il potere di ferire con la parola.

4. I piedi lavati nel sangue del cuore riguardano la natura emotiva
collegata con gli istinti della mente inferiore, cioè con i desideri
che sono divenuti parte di noi stessi, da cui ci distacchiamo con
sofferenza facendo sanguinare il cuore; ciò occorre superare.

Dopo di ciò l’occhio comincerà a vedere le verità spirituali,
l’orecchio ad udirle, la lingua a poterne parlare con coloro che sono
avanzati sul sentiero. E’ a tal punto che l’Anima comincia a
comprendere i misteri e il significato, della vita e ad afferrare
qualche barlume del Grande Piano Divino. E’ a questo punto che al
discepolo viene concesso di parlare in presenza dei Maestri, a patto
che diventi un vero servitore.

2. Sentiero del Discepolato accettato.

Questo stadio, chiamato anche del Piccolo Discepolato, comprende due
gradini, il 1° è detto Iniziazione Lemuriana ed è considerato come il
prolungamento del sentiero probatorio, il 2° detto Iniziazione
Atlantidea è quello proprio del discepolato accettato perché a questo
livello si può venire in contatto col Maestro.

Gli accostamenti col Maestro possono avvenire con vari gradi di
chiarezza a seconda degli stadi del sentiero in uno dei seguenti modi:

l. esperienza di sogno.

2. insegnamento simbolico.

3. forma pensiero di un Maestro.

4. contatto diretto col Maestro nella Meditazione.

5. intervista nell’Ashram di un Maestro.

I primi tre sono più abitualmente esperienze del discepolo in prova,
mentre gli ultimi due vengono sperimentati dal discepolo accettato.
Naturalmente questi hanno le loro controparti astrali o psichiche
inferiori. Il discepolo accettato deve dimostrare la sua capacità di
usare l’Anima e di vivere come Anima: da aspirante egli basava la sua
conoscenza su convinzioni interiori, ma sul sentiero del Discepolato
accettato i convincimenti devono essere fondati sulla Visione della
quale avrà la graduale Rivelazione durante l’intero cammino
iniziatico.

1.a Iniziazione.

Questo gradino viene raggiunto a seguito del tentativo della Volonta
dell’Anima di dominare la personalità non ancora integrata e col
dedicarsi al servizio dell’umanità. E’ necessario aver conseguito il
dominio sul corpo fisico in modo da obbedire automaticamente al sè
superiore, di essere liberati dall’illusione dell’io personale,
riconoscendo l’Unità della Vita e quindi la Fratellanza Universale.

Indipendentemente dalla conoscenza delle Dottrine dello spirito, può
accadere che la purezza di vita di un individuo attiri l’attenzione
della Monade la quale fa sentire la sua volontà. L’anima ne registra
l’impulso ricevuto e lo proietta nella personalità che, a sua volta,
ne resta sensibilizzata e vi risponde avviandosi sul sentiero del
Ritorno.

Gli effetti immediati del conseguimento di questo l’ gradino sono
rappresentati dall’interscambio fra le forze dei centri eterici posti
al di sopra del diaframma che provengono dall’Anima e quelle dei
centri sottostanti Questo dà luogo allo stabilirsi della prima
attività interiore coordinata che dà l’avvio alla costruzione del
collegamento fra Anima e Personalità chiamata Ponte o Antakarana. Alla
1.a Iniziazione l’ingiunzione occulta è Conoscere. E’ un comando
duale: all’Anima di conoscere la Monade, per dimostrare la volontà
divina; alla personalità di conoscere l’Anima e darne piena
espressione. La conoscenza viene gradualmente ampliandosi in ciascuna
delle successive iniziazioni, finché si trasforma in Saggezza.

2.a Iniziazione

la 2.a Iniziazione costituisce la crisi del dominio dell’emotività;
infatti le difficoltà che si presentano sono proprio nel dominio del
corpo astrale il quale, con i suoi impulsi, desideri, emozioni e
fascino, genera in noi reazioni che si alternano con ragionamenti
logici. Però, a mano a mano che la mente si afferma e guadagna in
ascesa, le nebbie dell’illusione svaniscono ed emerge la chiarezza di
visione. Col distacco delle cose materiali che ci stanno a cuore, e
col liberarci dal dominio delle emozioni, il corpo astrale diventa
limpido e calmo come le acque di uno stagno, essendosi esaurita la
carica della natura inferiore. Perciò la 2.a Iniziazione è realmente
lo stadio della liberazione e della purificazione emotiva.

Nell’iniziato di 2° grado viene intensificata l’aspirazione a servire,
a rinunziare al proprio punto di vista che implica anche dominio sulla
mente inferiore da parte dell’Ego. Il Centro creativo della gola viene
vivificato di energie che consentono di servire per mezzo della
parola, utilizzando il patrimonio della mente concreta. Si sviluppano
i poteri psichici col solo scopo di poter aiutare il Maestro
invisibile , e con la possibilità di abbandonare coscientemente il
corpo fisico per lavorare nei mondi invisibili, riportando poi nella
coscienza di veglia il ricordo del lavoro compiuto. Le due prime
Iniziazioni servono ad unificare il triplice sé, in quanto l’Anima e
la personalità preparano il corpo attraverso cui fluirà l’energia al
tempo della 3.a Iniziazione. Questa unificazione va sotto il nome di
Ponte o Antakarana, diamo qui un cenno.

Costruzione dell’Antakarana

L’Anima viene in incarnazione per compiere la sua parte di servizio al
Piano Divino. Per immettersi nei veicoli della personalità Essa, al
filo di energia che proviene dalla Monade; aggiunge il suo filo
(sutratma). Il primo va ad ancorarsi al cuore e forma la Vita, il
secondo si fissa alla testa e forma la Coscienza. Ora il Discepolo,
per liberarsi dall’influenza dei veicoli della personalità e acquisire

coscienza della Realtà, deve fare l’opposto, deve, cioè, costruire con
sostanza mentale un ponte tra la personalità e l’Anima e poi un
proseguimento, con sostanza di Luce, che colleghi l’Anima con la
Triade Spirituale. Deve cioè divenire il pontefice di sé stesso
(costruttore del ponte).

- La costruzione del ponte

Questo è l’inizio della vita inclusiva, della cosciente unità con le
altre anime. La simbologia del Ponte la troviamo un po' dovunque:
nella mitologia Giapponese col nome di Ponte oscillante del cielo che
gli Dei usavano per scendere ad ispezionare la terra; nel Buddismo col
nome di Via Orientale dello Zen; nella Antiche Scritture Bibliche col
nome di Scala di Giacobbe che veniva adoperata dagli Angeli; nella
Chiesa Cattolica corrisponde alla Via, la Verità, la Vita, e al
Principio Cristico in noi.

La costruzione del ponte ha inizio quando l’essere entra sul sentiero
della prova e viene ultimato alla fine della 3.a Iniziazione. Per chi
intraprende il Sentiero, le energie dell’Anima diventano sempre più
attive, e l’uomo cerca di usare la sua mente più consapevolmente e di
manifestare l’Amore-Saggezza nel mondo fisico. Quando poi le energie
cominciano ad essere usate per il servizio, si viene a formare fra
l’Ego e la personalità un campo magnetico di attrazione reciproca.
Arriva un momento in cui l’Anima si apre una via e si proietta nel
mondo della personalità, lungo un filo di energia, formando un primo
fugace contatto; in seguito, quando questo contatto diviene stabile,
si ha l’integrazione della personalità con l’Anima.

Lo sforzo continuo e l’esercizio della volontà portano poi ad un
costante flusso di energie e di forze fra la Personalità integrata e
l’Anima, per giungere, in fine, alla fase di personalità infusa di
Anima. L’Anima con il suo argenteo filo di vita è come una calamita
permanente che influenza e attira la personalità, quando questa viene
portata coscientemente nel suo campo magnetico. L’individuo risponde
allora a questo richiamo o attrazione, lanciandosi coscientemente
verso i mondi superiori con una corrente di forza ascendente; così i
fili di energia della vita e della coscienza che scendono e quello
della personalità che sale formano un ponte.

Questo collegamento parte dal centro della gola e va al centro della
testa, dopo aver ricevuto le energie purificate provenienti: dal corpo
fisico, tramite il centro splenico eterico e quello del cuore, dal
corpo astrale, tramite il plesso solare e il centro del cuore; dal
corpo mentale, attraverso il centro intercigliare. La costruzione di
questi tre minifili di energia costituisce la risposta dell’uomo
all’energia dell’Anima. La costruzione si viene formando a mano a mano
che l’uomo domina la natura inferiore, facendo del plesso solare
l’anticamera del cuore; del cuore il santo tabernacolo della Vita,
della mente il riflettore della Luce dell’Anima. Tutto questo processo
ci conferma che non è nel mondo della forma, ma nella nostra sostanza
mentale che lo sviluppo creativo deve essere compiuto.

- L’Arcobaleno

Ogni volta che noi cerchiamo di elevarci dalla personalità all’Anima
mediante l’allineamento nella meditazione, costruiamo con sostanza
mentale una via di luce individuale e contribuiamo anche alla
formazione di quella collettiva che è l’insieme di tutte le luci che
compongono la Grande Via Illuminata, L’Arcobaleno della settemplice
luce che unisce l’Umanità alla Gerarchia Spirituale dei Maestri e alle
altre Entità di Luce ancora Superiori. Questo collegamento rappresenta
la coscienza della continuità della vita.

- Sentiero dell’Iniziazione

Il sentiero dell’Iniziazione vera e propria, dal punto di vista della
Gerarchia, comincia al 3° grado in cui il Discepolo viene a contatto
col Re del Mondo, il Grande Iniziatore. Preludio per ciascuna
iniziazione di questo sentiero è la cecità occulta che corrisponde, in
una certa misura, a quella che i Mistici Cristiani chiamano “notte
oscura dell’anima”.

Questa cecità è indotta spiritualmente, cioè è imposta dall’anima,
affinché le lezioni dell’esperienza cosciente del Discepolato possano
essere assorbite ed espresse correttamente. Così il Discepolo sulla
soglia della Iniziazione si trova solo nell’oscurità e deve contare
soltanto sulle proprie risorse. Superata la crisi della Soglia, egli
si trova in una continua effusione di luci che gli consentono di
vedere innanzi più profondamente, più inclusivamente.

lista_sadhana@yahoogroups.com

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