SEI PASSI PER ESSERE PRESENTI A Sé STESSI (DI MARCELLA DANON)







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La consapevolezza si esercita con piccoli gesti e piccole attenzioni
che sviluppano apertura nei confronti del mondo e allargano gli
orizzonti percettivi di ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare.

Prima di cambiare il mondo dobbiamo saper cambiare noi stessi. E
quando abbiamo cambiato noi stessi abbiamo già cominciato a cambiare
il mondo.

Cambiare non vuol dire diventare altro da ciò che siamo, ma vuol dire
lasciare da parte ciò che crediamo di essere o ciò che gli altri
vogliono che noi siamo, per entrare invece più in contatto con la
nostra natura autentica con ciò che vogliamo, che sentiamo, che
crediamo e con ciò che possiamo effettivamente diventare se solo diamo
fiducia e sostegno alle nostre potenzialità sopite.

Questo processo si innesca imparando a diventare presenti a noi
stessi, creandosi spazi e tempi di silenzio interiore da cui lasciar
emergere nuovi colpi d'occhio sulla realtà, nuove risposte e,
soprattutto, nuove domande. Potremo così cominciare a indirizzare la
nostra vita verso attività che abbiano un senso per noi, rimettendo in
gioco – come dice il sociologo Domenico De Masi – gli equilibri che la
nostra vita ci costringe a rendere definitivi, aprendoci
all'innovazione, al rinnovamento, al cambiamento, all'apprendimento e
alla crescita.

Cosa ci piace veramente?
Sappiamo rispondere a questa domanda? Conosciamo le nostre più
profonde esigenze e sappiamo scegliere ciò che è meglio per noi senza
farci condizionare dall'abitudine o dalle convenzioni nelle nostre
scelte? Non è mai troppo tardi per imparare, basta iniziare a porsi la
domanda e porsi in ascolto, per cogliere le risposte.

Tempo per sé
Spesso troviamo un senso alla nostra vita semplicemente affannandoci
per gli altri e disperdendoci in mille attività. Ma finiamo col
dimenticare noi stessi, e non potremo mai essere veramente utili agli
altri se non avremo prima imparato a fare i conti con noi stessi.
Prendiamo tempo, quindi, e dedichiamocelo, per una volta.

Osare
E' nell'oltrepassare i propri limiti che ci sentiamo ancora più vivi e
che sperimentiamo in pratica la nostra capacità di modificare la
realtà con il nostro contributo. Non facciamoci limitare da idee
preconcette di noi stessi, non rassegniamoci a dipendere dalle nostre
paure e dalle nostre incertezze. Andiamo oltre, è possibile!

Essere curiosi
Il mondo è piccolo quando non alziamo gli occhi dal nostro giornale o
dalle pratiche che dobbiamo sbrigare. Diventa immenso quando ci
permettiamo di guardarci attorno, di cogliere ogni occasione per
imparare qualcosa di nuovo per scambiare esperienze e informazioni con
chi ci sta vicino e chi ci sta lontano, scoprendo così cose che, da
soli, non avremmo mai conosciuto.

Ritrovare la passione
Non è nel distacco ma nell'amore per la vita che si esprime il più
alto grado dell'umanità. La capacità di provare forti emozioni nasce
dall'interno, non dipende da un oggetto piuttosto che da un altro,
nasce dalla disponibilità a lasciarsi trascinare dal vento della vita,
senza perdersi, ma giocandoci insieme, come potrebbe fare un abile
velista.

Coltivare la meraviglia
Anche la capacità di divertirsi e di vivere appieno il presente non
nasce dall'esterno ma da una disponibilità interna. Il mondo è sempre
nuovo, giorno dopo giorno, momento dopo momento. Aprendo la mente ed
educandola a cogliere l'unicità di ogni istante, trasformiamo il
nostro tempo in un'avventura senza fine.

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