SIMBOLISMO DELLA CROCE SECONDA PARTE





 
(segue dal messaggio precedente)
La croce orizzontale


La croce orizzontale presenta numerose forme ;riprendiamo qui solo le più significative
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1. La croce dai rami di lunghezza uguale può essere orientata secondo i quattro punti cardinali o i loro punti intermedi. È nominata greca nel primo caso e di Sant-Andrea nel secondo. Un articolo specifico gli è dedicato su questo blog.
2. L'orientamento secondo i punti cardinali o intermediari illustra lo spiegamento di uno stato di essere partendo dal suo centro. L'unità di uno stato di Essere, definito dal centro, si manifesta sotto l'aspetto di coppie di opposti simbolizzati dalla croce trifogliata o trilobata: ogni ramo della croce termina con tre lobi legati: il lobo centrale evoca l'unità ed i due lobi laterali una coppia di opposti. Questi lobi sono strettamente associati poiché l'Unità contiene in essa stessa tutte le opposizioni evidenti che si risolvono soltanto in Essa o nel ritorno al centro.
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Un senso simile si trova nella croce dai rami allargati alla base. Le due punte distinte dell'estremità di ogni ramo convergono verso l'Unità man mano che ci avviciniamo al centro .

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 La croce templare è particolarmente indicativa della cavalleria monastica e, più specialmente, dei tre ordini seguenti:  

Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo del Tempio di Gerusalemme             Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni di Ierusalem o Ordine di Malta;
Ordine dei Cavalieri Teutonici.
 

3. La croce di Gerusalemme


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ci ricorda anche che ai quattro angoli del mondo, simbolizzati ciascuno da una croce in miniatura, tutto deriva dall'Unità e tutto vi torna. É  il messaggio dato dalla rappresentazione dove i quattro evangelisti o vangeli occupano il posto delle quattro croci.
Quando le quattro piccole croci occupano le estremità dei rami invece dei quattro angoli, la croce è detta”ricrocettata”. Suggerisce che anche distanti dal centro, possiamo sempre ritrovarlo in qualsiasi momento. Quando le quattro croci non sono più distinte, ma collegate da un cerchio centrato all'intersezione dei rami, troviamo un senso simile con la croce detta celtica. Lo studio specifico della croce celtica fornirà l'occasione di approfondire il simbolismo del centro.
4. La croce dai rami uguali s’iscrive anche nel cerchio. Prende quest'aspetto presso alcuni popoli d'America centrale e presso i Celti.    La croce costituisce allora un simbolo del centro che si estende fino alla periferia e rappresenta il mondo nella sua Unità (centro) e la sua manifestazione (ruota cosmica). Questa ruota è soprattutto comune sotto forma di 6 o 8 raggi, in particolare nelle tradizioni celtiche ed indù. Se il simbolismo della ruota dotata di 4 o 8 raggi è chiarissimo, quello della ruota a 6 raggi deve essere messo in relazione con la rappresentazione piana della croce tridimensionale, altro simbolo dell'universo o del mondo.

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5. Da quest'ultima rappresentazione deriva direttamente quella del Crisma, iscritto o no in un cerchio. Sotto la sua forma semplice, i primi Cristiani hanno visti in lui due iniziali greche I e X “di Iêsous Cristos„. Quanto alla sua forma constantinianna, deriva dall'unione delle prime due lettere greche X e P “di Cristos„. L’ansa che trasforma I del Crisma semplice in P del Crisma constantiniano ricorda l’anello superiore della croce e il foro dell'ago, la via diretta o verticale d'accesso ai cieli.

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6. La croce “potenzata”è formata di quattro croci Tau orientate secondo i punti cardinali. L'estremità di ogni ramo segna il completamento dell'espansione dello stato considerato  partendo dal centro. Per contro, la realizzazione della totalità delle possibilità legate ad uno stato specifico presagisce il ritorno verso lo stato centrato. La croce “potenzata”è, di conseguenza, un simbolo d'espansione e di contrazione, d’espirazione e d'ispirazione all'immagine della vita, di pulsazione all'immagine del cuore.



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Lo spostamento a sinistra o a destra dell’estremità dei rami della croce conduce alle svastiche destrogira e sinistrogira. Quest'operazione aggiunge un movimento di rotazione al movimento pulsativo. Ma, l'alternativa della rotazione destrogira e sinistrogira, combinata con il movimento di pulsazione, genera una spirale. E, infatti, le due forme della svastica sono strettamente legate alla doppia spirale.
Sotto quest’apparente diversità di croci verticali ed orizzontali, si nasconde un senso universale comune a tutte le tradizioni e situato all'incrocio delle vie, lo stato indifferenziato e di cui tutti procedono..



All'incrocio delle Vie :     Il Vero Uomo. 
 
    Il piano orizzontale rappresenta uno stato di Essere o un grado d'esistenza qualunque. Muoversi dalla periferia verso il centro di questo stato, situato all'intersezione del piano orizzontale e della verticale, porta ad integrare le diverse possibilità associate a questo stato. L'integrazione significa realizzare l'unione delle opposizioni evidenti.
Così, nel campo fisico-corporale, gli elementi costitutivi del mondo fisico sono di solito collegati ai punti cardinali ed opposti due a due: Fuoco a sud ed acqua a nord, aria all'est e terra all'ovest. Tuttavia, da un punto di vista più globale, il carattere complementare del fuoco e dell'aria da un lato, dell'acqua e della terra dall'altro, porta un equilibrio tra gli elementi simbolizzato dai rami di lunghezza uguale. Infine tutti quest'elementi si risolvono in un quinto situato al centro, l'Etere, che le contiene tutti allo stato indifferenziato e di cui tutto procede.


Inoltre nel dominio psico-sensibile, le sensazioni di paura o d'aggressività, di tristezza o di rabbia che si oppongono apparentemente, trovano il loro equilibrio nell'Amore.
      In generale, la complementarità nel simbolo della croce si manifesta con il carattere attivo di uno dei rami rispetto all'altro relativamente passivo. Questa complementarità, alla base della costituzione dei vari mondi ed esseri, si ritrova nelle diverse tradizioni sotto denominazioni diverse: Purusha e prakriti nella tradizione indù, yang e yin nella tradizione cinese o maschile e femminile nella tradizione ermetica o alchemica. Quest'ultima fa soprattutto riferimento agli stati umani e raggiungere il centro in questa tradizione significa realizzare l'armonia tra gli aspetti maschili e femminili in ciascuno di noi. Così l’Essere trova il suo stato originale “d'androgino primordiale„ in equilibrio perfetto. Diventa allora un essere umano a pieno titolo, “un Uomo Vero„ tenendosi all'incrocio delle Vie e neppure squartato  sui rami della croce.
    “Inchiodato all'incrocio delle Vie, Cristo rappresenta l'alleanza della natura divina (verticale) ed umana (orizzontale), simbolo del mediatore per eccellenza tra il Cielo e se la Terra “



L'uomo universaleL'integrazione di uno stato qualunque, umano od altro, costituisce come un riflesso sul piano orizzontale della moltitudine indefinita dei stati centrati sulla verticale. Stabile nel “Invariabile Mezzo”, l’essere può ora raggiungere il centro della croce verticale, il centro universale e superare lo stato umano per abbracciare la totalità degli stati. Diventato “l'Uomo Universale”, si tiene oltre i punti d'equilibrio tra attivo e passivo, yang e yin, maschile e femminile, poiché queste distinzioni non hanno più senso ne esistenza per lui. Si trova ormai nel non manifestato, al centro del mondo, all'incrocio di tutte le Vie. Con la sintesi di tutti gli stati di essere, è diventato “il mediatore” per eccellenza tra il Cielo e la Terra all'immagine di Cristo che ha realizzato l'Unione delle nature divina ed umana.

Fonte: René Guénon:  “Il simbolismo della croce”. 


http://masseria.over-blog.com/article-simbolismo-della-croce-2-124968650.html

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