VITA-MORTE COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

hevajra4.jpg

Nello stesso istante
Lo stesso secondo
Attraverso il mondo
Attraverso il tempo

Nello stesso istante
Attraverso lo spazio
Nel tempo che passa
Portandoci via

Nello stesso istante
Altri mondi sorgono
Altri scompaiono
Attraverso i cieli

Nello stesso istante
Se ne perde traccia
E noi si abbracciamo
E siamo felici
Nello stesso istante
Lo stesso secondo
Si scopre un mondo
Color primavera

Nello stesso istante
Un uomo al posto
Del cuore che trapassa
Innesta un cuore che batte

Nello stesso istante
Ai antipodi
Alcuni soldati
Muoiono al sole

Nello stesso istante
Altri li sostituiscono
E noi ci abbracciamo
E nulla è uguale
 
Nello stesso istante
Un aereo vola
Un bambino a scuola
Sogna sentendolo

Nello stesso istante
Un vegliardo spira
Un bambino sospira
Un uomo ha venti anni

Nello stesso istante
Si piange o si canta
Si muore si partorisce
Si soffre o si prega

Annegati nel tempo
Persi nello spazio
Noi due ci abbracciamo
E cosi è la vita
(TESTO DI JEAN DREJAC)
 
Tale è la legge crudelmente ironica dell’universo. L’Asia ha profondamente capito questo spaventoso mistero e l’ha espresso, in Tibet, con rappresentazioni  del Padre e della Madre abbracciati nell’amplesso, ornati di collane di teschi, schiacciando i vivi con i loro piedi. La rappresentazione più frequente della divinità ha visi e braccia multipli e quattro gambe, in posizione di danza ed in unione con Vajranairātmyā,  calpestando i quattro māra ( demoni tentatori). Ciascuna delle mani tiene un kapala (coppa scavata  in un teschio ) che contiene un simbolo specifico (terra, acqua, aria, fuoco, luna, sole ecc.). La Vita nasce dalla morte, la vita balla e risorge sempre sulla morte, la vita è eterna.

Finché, in Occidente, non capiamo questo mistero dell’intreccio Vita/Morte, non come una tragedia, ma come fenomeno naturale, di cui prendere coscienza senza paura, non potremo vivere con l’anima serena.  Questa visione poi influisce pesantemente sulla nostra vita quotidiana. Il nostro atteggiamento davanti all’avvenire,di fronte alle vicissitudini e le sofferenze dell’esistenza dipende molto dal nostro rapporto con la coppia Vita/Morte.

È su questo che il giorno delle anime defunte, o dei Morti (2 novembre), ci invita a meditare.
La chiesa ha istituito, in questo giorno la commemorazione dei defunti, per pregare per tutte le anime che nessun parente ricorda e che patiscono quest’oblio dalla memoria….perchè le anime, ovunque sono,al’ di là del velo dei nostri sensi limitati, sono VIVE. 


http://masseria.over-blog.com/

post scorrevoli

Post più popolari