EROS E PIACERE: CHI SONO COSTORO?

Il Piacere in ogni sua forma è ciò a cui istintivamente ogni essere è predisposto. Per un fiore il farsi imbevere dalla pioggia e poi, lo immagino eroticamente, lasciarsi asciugare e scaldare dal sole è puro godimento. Per un animale stirarsi, essere amato, benvoluto e accarezzato è piacere,  per gli umani fortunatamente il piacere è declinato in milioni di sfumature.
Vivere con eros è, a mio parere, ben più di una faccenda sessuale. A volte la definizione di “amore”, pur così importante e profonda manca di qualcosa di viscerale, di denso, di pulsante, di travolgente.
Mentre ci si “evolve” qualcuno ritiene sia saggio lasciare da parte quella spinta, che sembra pericolosa, che fa accelerare il pensiero e l’azione, quella sensazione di stare a cavallo di un sentimento selvatico da cui arrivano informazioni fisiche e psichiche su noi stessi. L’emozione, a detta di certi illuminati, sembra qualcosa di superficiale, di eccessivamente “animale”.
L’ideale completezza è essere risucchiati dal languore e dal desiderio senza esserne dominati e ossessionati, potervi attingere come a una Fonte di Spirito terreno, un misto tra un’idea rinvigorente, una sana bevanda alcolica e quel senso di mancanza che porta a cercarne la soddisfazione.
L’eros parte da un punto di fuoco e si propaga ad ogni cellula come spinta vitale, come desiderio che coinvolge e ci immerge nella vita, verso la creazione, verso la guarigione, verso una dimensione più ampia.
E questa spinta conduce nutrendo ed è ininfluente che si conclami o no, anzi spesso il desiderio non appagato rimane vivo e bruciante e può essere usato come una lama sulla quale surfare con passione attraverso e verso altro, un carburante liquido, incandescente e benedetto.
Forse bisognerebbe coniare un altro termine per la sua “troppa” comunanza sessuale ma io trovo che sia qualcosa di assolutamente parallelo e altrettanto coinvolgente, qualcosa che radica e sradica contemporaneamente e propone un verso, un senso, una trasformazione.

Il giovarsi, il piacere e l’eros, a mio avviso, sono un’idea, una luce invitante che indirizza verso l’oltre, verso l’avvenire che avvenga o no. E’ un cibo che accelera il metabolismo, fa compagnia, da’ conforto, fortifica e rende brillanti, riempe di supporto e vitalità l’intero organismo, e questo che sia diretto verso un progetto, una persona, un’ideologia, un desiderio del corpo o della mente, o di entrambi.
Quando si è colmi di eros – fuoco, emozione, senso, direzione, luce, voluttà, desiderio, pienezza, piacere – ci si sente invincibili e indomabili (“adamas”) nei confronti del mondo e contemporaneamente trasparenti (“diaphanes” ) a noi stessi, proprio come dall’etimologia dei termini greci da cui nasce la parola diamante, la pietra più preziosa, brillante, pura e forte al quale gli Indù uira attribuivano la definizione di “frammento d’eternità”.
Vivere fremendo di piacere è una dimensione che indirizza e soddisfa, trovare erotismo in qualche dettaglio della vita è la spinta a fare con piacere anche altre cose, anche quelle “doverose” e ripetitive, come quei lati della professione scelta con amore ma che in tutti i contesti ha compiti meno gradevoli di altri.
Perchè erotico può essere un hobby, uno sport, un interesse che interessa solo noi, un sogno che alimenta la giornata, un pensiero che riempie e rapisce la razionalità e riporta in uno spazio personale e privato dove attingere energia, fantasia e piacere.
L’eros è segreto, soggettivo e magico, una dimensione da esplorare in silenzio. Come per il mago la cui magia è agita tacendo, vivere con erotismo non è un qualcosa da condividere e raccontare, e come per le fantasie erotiche o i sogni, quando se ne parla divengono polvere, evaporano banalizzandosi nella realtà. Una parte delle donne, e quando accade agli uomini è più grave, ha troppo bisogno di chiacchiere, sfoghi e confronti, questo depotenzia e annacqua il proprio potere, da’ in pasto ad altri quello che è il proprio cibo che ognuno deve trovare e coltivare dentro di sé.
Fino ad arrivare, nei corsi e ricorsi, a quell’altro qualcosa che ci trasformi, riparta e si riconsolidi nella direzione della nostra inscalfibile integrità, nata dalla lava liquida del piacere del nostro vulcano che si trasmuta in diamante.
Silvia Paola Mussini

http://www.cerchiamo.net/blog/2012/02/02/piacere-eros-magma-diamante-io-sono/

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