PENSIERI SPIRITUALI DI OMRAAM MIKHAEL AIVANHOV











« La scoperta di un insegnamento spirituale è fonte di grande gioia per numerose persone. Finalmente hanno trovato! Sì, ma le cose non sono così semplici. Accettando un insegnamento spirituale, per quanto elevato, nel giro di un mese, sei mesi, un anno – dipende – è possibile che in esse si insinui un turbamento e, anziché intensificare il lato positivo, i loro sforzi non fanno che sviluppare il lato negativo. Perché? Perché ogni nuova idea, ogni nuovo stato di coscienza, produce fermentazioni negli esseri che non si sono preparati a riceverli.
Gesù diceva: «Non si mette il vino nuovo in otri vecchi, altrimenti gli otri si rompono, il vino si versa e gli otri vanno persi; ma il vino nuovo lo si mette in otri nuovi». Gli otri nuovi rappresentano le forme solide, resistenti, che l'essere umano deve preparare in se stesso per essere in grado non solo di sopportare una visione nuova delle cose, ma anche di adottare un comportamento che le corrisponda. Quando egli si è armonizzato con la nuova filosofia, ossia quando ha preparato il proprio organismo fisico e il proprio organismo psichico, può resistere alla tensione che
sarà prodotta dalle nuove correnti alle quali è ormai esposto. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov





« Perché tanti uomini e donne che dapprima provavano una grande attrazione reciproca finiscono per non sopportarsi più? Perché non hanno saputo preservare la vita in se stessi, abbellirla, renderla poetica. Inconsciamente, infatti, quel che tutti cercano è la vita, anzi non cercano altro che questo. E la vita è sempre legata all'amore. Quando amate un essere, potete darne tutte le spiegazioni che volete, ma in realtà non c'è spiegazione; se lo amate, è per via della vita che emana da lui, quella vita che assume diverse forme: bellezza, bontà, purezza, intelligenza, pace ecc.
Non sapendo rinnovare la vita in se stesse, le persone si annoiano e annoiano gli altri. Perciò, se non volete annoiarvi e volete essere amati, sappiate conservare in voi la sorgente della vita, sempre nuova, sempre zampillante.  »







« Si possono trovare delle analogie tra la vita di certi animali e la vita psichica degli esseri umani. Prendiamo come esempio la talpa: essa vive sotto terra, lontano dalla luce, e per spostarsi è costretta a scavare nel terreno lunghe gallerie, che a volte vengono distrutte dall'aratro del contadino. Senza dubbio questa vita oscura e limitata le si addice perché essa è una talpa e non può immaginarne un'altra. La vita del pesce è più libera di quella della talpa, poiché lo spazio entro il quale si muove è molto meno stretto e buio. Ma quanto più libera è la vita dell'uccello! Tutto lo spazio gli appartiene: l'uccello canta e si rallegra nella luce del sole.
Qui la talpa (la terra), il pesce (l'acqua) e l'uccello (l'aria) sono simboli; ciascuno di essi corrisponde a un livello di coscienza, e il livello di coscienza determina il destino degli esseri. »




« Anche se tutti i giorni si incontrano tra loro, e purtroppo anche vivendo insieme, gli esseri umani si rivolgono solo uno sguardo superficiale. Si fermano alle manifestazioni esteriori, all'apparenza, e l'apparenza spesso non è gran che. Dimenticano che al di là di quell'apparenza c'è anche un'anima, uno spirito, e anche se quell'anima e quello spirito si esprimono raramente e debolmente, esistono. Allora perché non essere più attenti per riconoscere le loro manifestazioni?
Un saggio sa che tutti gli esseri umani che incontra sono figli e figlie di Dio, si sofferma su questo pensiero e avvicina tutti con questo pensiero. Anche se essi non ne sono coscienti, egli compie su di loro un lavoro creatore che un giorno darà dei frutti, e si sente felice. Credetemi, il modo migliore di essere utili agli altri è scoprire le loro qualità, le loro virtù e le loro ricchezze spirituali, e concentrarsi su di esse: in quegli esseri si risveglierà allora qualcosa di buono che sentiranno il bisogno di sviluppare. »





« Ogni religione ha un giorno riservato in modo particolare al culto: per i cristiani è la domenica, per gli ebrei il sabato, per i musulmani il venerdì... Tuttavia, agli occhi del Creatore del cielo e della terra, tutti i giorni sono sacri. Ci sono il venerdì, il sabato e la domenica, ma anche il lunedì, il martedì ecc. per santificare il Suo Nome e per fare il bene. Altrimenti tutto questo non avrebbe alcun senso. Per sei giorni si trasgrediranno tranquillamente le leggi, e il settimo giorno si andrà in chiesa, alla moschea o alla sinagoga per cercare di cancellare gli errori commessi durante gli altri sei! Chi ha vissuto sei giorni nell'incoscienza e nella trivialità, in quale stato giungerà dinanzi al Signore? Dio apprezzerà forse quell'ipocrisia? Soprattutto, però, questo suo atteggiamento non gli porterà nulla.
Non ci si deve fare illusioni: un giorno alla settimana non solo è insufficiente per progredire nella via della saggezza, dell'amore, della purezza... ma inoltre quel che si vive il settimo giorno dipende dal modo in cui si sono vissuti gli altri sei. Ogni giorno, dunque, per tutto il giorno e per tutta la notte si devono fare degli sforzi per essere nella chiesa di Dio, e la chiesa di Dio è l'intera creazione.  »






« Tutte le parole di verità che avete letto o sentito pronunciare riaffioreranno un giorno alla vostra coscienza; anche se le avete trascurate, perché al momento pensavate di avere preoccupazioni più importanti o perché non vi erano gradite, quelle parole si imporranno a voi poiché possiedono una forza: la forza data dalla luce. A vostra insaputa esse si sono incise nel vostro subconscio dove fanno il loro percorso e, prima o poi, quando meno ve lo aspetterete, in occasione di un incontro o di un avvenimento, emergeranno davanti a voi, e non potrete sfuggire loro.
Direte: «Ma allora quelle parole di verità non ci lasceranno mai in pace?» Tutto dipende da ciò che intendete per “pace”. Se chiamate “pace” la possibilità di dare libero corso senza discernimento ai vostri pensieri, sentimenti e desideri, non stupitevi se alcune verità che avete sentito presso un saggio, un Iniziato, verranno ad avvertirvi che vi state smarrendo. Quelle verità vi pungeranno anche un po', vi morderanno, vi tireranno i capelli: in questo senso, è vero, non vi lasceranno tranquilli. Ma se le accetterete e prenderete la direzione giusta, non assaporerete altro che la pace e la gioia.  »






« Chi prova il bisogno di lavorare per il bene dell'umanità non si domandi se riuscirà o fallirà, poiché tale domanda introduce in lui un'esitazione, un dubbio che lo frena nel suo slancio. Deve lavorare, tutto qui. La storia dei popoli ci insegna che non si può esprimere un giudizio sul valore degli esseri prendendo come solo criterio i loro successi o i loro fallimenti. Quelli che hanno avuto successo non necessariamente sono i più grandi, e quelli che hanno fallito non sono di minore elevatezza. Il loro esempio ha nutrito lo slancio di una moltitudine di altri esseri: sono stati come una semenza, come un lievito; un giorno l'obiettivo verrà raggiunto e ancor meglio di quanto potessero sperare.
Ogni creatura viene sulla terra con una determinata missione e, spesso, coloro che sono incaricati delle più grandi missioni sono destinati a fallire, almeno in apparenza. Essi però hanno preparato il terreno – che è la cosa più difficile – per altri che, beneficiando dei loro sforzi, riusciranno. Perciò, quelli che riportano successi devono pensare con riconoscenza a tutti gli uomini e le donne che prima di loro hanno lavorato affinché quei successi fossero possibili. Quegli uomini e quelle donne hanno fatto dei sacrifici, a volte sono stati anche vittime, ma è possibile che ritornino in un'altra vita per raccogliere il frutto del proprio lavoro. »

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