LA "CONFESSIONE" DI UNA DONNA MALTRATTATA FISICAMENTE E PSICOLOGICAMENTE



LA STORIA DI "CHIARA" UNA STORIA VERA

Eccomi qua…a riunire i cocci della mia anima frantumata, non mi riconosco più, non so più chi sono veramente.
Tutto ha avuto inizio quando ti ho conosciuto, sei stato il primo e unico  vero amore della mia vita, ti ho amato con tutta me stessa, come mai avrei creduto fosse possibile, pensavo tu fossi l’uomo della mia vita e ti ho messo tra le mani la mia anima, ma tu l’hai distrutta e ora sono persa non so più dove andare.
Ho tanti perchè che non hanno trovato una risposta, continuo a chiedermi dove ho sbagliato,cosa c’è di sbagliato in me, rimugino tra i se e i ma senza trovare una soluzione.
Tutto è cominciato dal tuo essere così geloso, non potevo uscire più con le mie amiche, non potevo più andare in Parrocchia e non potevo neanche uscire a far la spesa con mia mamma perchè chissà chi avrei potuto incontrare!! Ti ho amato così tanto che mai e poi mai avrei pensato di tradirti.
Ho smesso di volermi bene il mio primo giorno di tirocinio da infermiera, a fine turno ho accompagnato un mio compagno alla fermata del pullman, tu eri lì nascosto, mi avevi seguito… hai iniziato ad insultarmi e io non capivo il perchè, credevo di non aver fatto nulla di male e invece…sei tornato a casa ed hai incominciato a graffiarti, hai simulato un tentato suicidio e dentro me è scattata un odio per quello che sono, perchè inconsapevolmente ti avevo procurato un dolore enorme.
Da quel momento più nulla è rimasto uguale, durante le discussioni mi hai lasciato spesso per strada, a chilometri da casa, sotto la pioggia, mi hai riempito di insulti, anche davanti ad altre persone, mi hai minacciato, mi hai tolto tutto ciò in cui io credevo e sono diventata niente, perchè non hai mai capito quanto tenevo a te? Credevo che il tempo potesse aggiustare le cose, credevo che isolandomi da tutto potessi acquistare fiducia in me, invece non è servito a niente.
Poco dopo sono rimasta incinta, ricordo ancora il tuo sguardo quando l’hai saputo, mi hai detto “ il bambino non è mio, è del tuo amante perchè tu sei una puttana!!”, il mondo mi è crollato addosso, avevo 19 anni e avevo paura. Mi hai lasciato due giorni da sola, in posto dove non conoscevo nessuno, ho deciso di interrompere la gravidanza perchè non ero capace di fare la mamma, perchè avevo paura di tutto anche di me. Mi hai sempre accompagnato alle visite, ma non hai mai voluto partecipare, neanche quando la ginecologa ti chiedeva di entrare, tu rispondevi che il problema non era tuo e potevo fare quello che volevo.
Mi ricordo che quando vomitavo mi accompagnavi in un campo, tu rimanevi in macchina e cantavi, da allora non riesco più ad ascoltare quel gruppo senza che mi vengano in mente quei giorni.
Il 23 agosto ho messo fine alla futura vita, quel giorno diluviava, come se qualcuno più grande di noi stesse piangendo per il gesto che stavo per compiere. Tu hai perso una giornata di lavoro per accompagnarmi e ho dovuto pagarti per questo, durante l’intervento sei stato fuori dal reparto, sentivo la tua voce chiacchierare con altre persone, avrei voluto stringerti la mano, avrei voluto piangere con qualcuno, invece l’unica persona che mi ha rivolto la parola è stata un’infermiera che mi ha somministrato l’antidolorifico. Durante l’intervento ho avuto dei problemi, ma tu hai detto ai medici che non mi conoscevi, mi sono autodimessa  perchè non sapevo come tornare a casa e da te neanche una parola. Nei giorni successivi ti ho cercato, ho aspettato ore davanti alla tua porta ma non mi hai mai aperto. Ho pensato più volte di togliermi la vita, perchè da quel giorno Chiara è morta insieme al suo bambino.
Settimane dopo mi hai cercato e io sono tornata da te, pronta a ricominciare, persa più di prima con un odio inverosimile verso me stessa, mi facevo e mi faccio schifo. Da allora sono passati quattro anni, ho continuato a stare con te, a sopportare ogni insulto, ogni umiliazione, mi sono umiliata davanti alla tua famiglia per avere un briciolo del tuo affetto ma non è servito a niente… ho provato ancora una volta a mettere tutto nelle tue mani, o forse l’ho fatto fin da subito e non sono più riuscita a riprendere il controllo sulla mia vita. Sei stato e sei tutt’ora l’unica persona a cui abbia raccontato degli abusi da parte di mio zio, ma tu mi ha detto che era colpa mia, perchè mi facevo toccare perhè sono una puttana!! Le minacce sono diventate sempre più dure, fino a che una sera mi hai detto che mi avresti ucciso perchè avevo guardato troppo un nostro amico ad una cena… urlavi, ti dimenavi ed io ho avuto veramente paura di morire, tre giorni dopo ti ho lasciato e tu hai detto va bene… forse non ti importava di me già da un po’, ma allora perchè continuare a stare con me se per te sono solo una lurida e schifosa puttana che non merita di vivere??
Non mi hai  più cercato per giorni, ogni tanto mi scrivi che ti manco che ti ha rovinato la vita, che nonostante tutto saresti pronto a perdonarmi e a tornare da me.
Io mi sono persa, non trovo più Chiara in ciò che sono, mi odio, mi faccio schifo, non capisco dove ho sbagliato, non capisco cosa c’è di sbagliato in me… sono passati sei mesi, com’è ancora soffocante e irruente il pensiero di te. Sento ancora le tue parole, quando mi guardo allo specchio vedo i tuoi occhi schifati per quello che sono su di me.
Non sono  più in grado di gestire la mia vita, mi riempio la giornata di cose da fare per non pensare, mi sento sola, persa, da dove posso ricominciare? Se le persone che ho vicino sapessero veramente chi sono, mi vorrebbero ancora bene? Non so se riuscirò mai a trovare una risposta alle mie domande, non so se riuscirò mai a sorridere con il cuore e non più con la maschera che indosso ogni giorno per nascondere tutto agli altri, perchè in fondo penso di proteggerti, è tutto  dentro me nessuno saprà mai quello che è successo e tutti continueranno a stimarti, mentre io mi odio.
Non riesco a non pensarti, sei un chiodo fisso nella mia anima, nel mio cuore, nella mia testa…se solo avessi capito quanto ti amavo!! Le lacrime continuano  a scendere calde sulle mie guance, ogni piccola cosa mi ricorda te, non so se riuscirò mai a superare questo dolore, non so se merito di essere felice… non riesco ad odiarti, ogni tanto ti incrocio per strada e vedo la tua nuova vita, ti vedo sorridere, io non faccio che piangere e chiedermi il perchè, se avessi potuto leggere nel mio cuore avresti scoperto quanto amore c’era per te…ora non è rimasto più nulla, è distrutto, dilaniato, senza forze, svuotato…continuo a farmi scivolare la vita addosso in questi giorni che passano, arrancando, aspettando la sera per poter piangere le mie lacrime affogate nel cuscino, e ogni giorno perdo un po’ di me, se ancora ne è rimasto e cado in un baratro nero dove non vedo uscita.
”Chiara”
http://www.massimilianofrassi.it/blog/2011

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