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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

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Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell'oggi, perchè è ciò che oggi decidiamo che darà l'impronta al nostro futuro.
Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa....se non ci fosse un po' di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik non meglio identificati.
E' il mondo dei sentimenti, quelli più autentici. Questo blog rappresenta un sentiero, una Via che da tanto tempo percorro, il più delle volte da sola, altre con amici carissimi che il Buon Padre ha posto al mio fianco.
Gli argomenti affrontati sono molteplici, così come molteplici sono le strade che percorriamo ogni giorno. A volte sbagliamo il percorso, ma l'importante è avere …

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OTTO MODI FACILI PER MEDITARE SDRAIATI




Meditare sdraiati è un modo di praticare la meditazione molto efficace, quale valida alternativa alla meditazione seduta o alla meditazione camminata. Quella sdraiata è una delle 4 posizioni fondamentali della meditazione, insieme a quella seduta, camminata e in piedi.

Sia in piedi che in cammino, sia seduti che distesi, purché svegli,
manterremo salda nel cuore la consapevolezza dell’amore.

Passiamo in rassegna le diverse opportunità che si offrono a chi vuole provare a meditare in posizione sdraiata.

1. Stare con l’udito. Basta porre tutta l’attenzione al sentire i suoni: non tanto dunque ai suoni in quanto tali, interpretandone il significato, quanto proprio all’atteggiamento del sentire attraverso l’udito. Un interessante stratagemma è quello di immaginarsi come morti: sentiamo i suoni intorno a noi, ma non possiamo intervenire e dunque lasciamo che le cose vadano da sole. Meditando tramite l’udito ci si rende conto pian piano che i rumori “fastidiosi” non sono altro che una costruzione della nostra mente.

2. Scegliere una parte del corpo. Può trattarsi di una parte dolorante o che ci interessa per altri motivi. Si può provare ad esempio con la pelle, che porta sensazioni diverse a seconda che sia a contatto coi vestiti o con l’aria, e che è anche veicolo di gran parte delle sensazioni tattili, derivanti dal movimento dell’aria, dal calore, dal contatto col supporto. Spesso anche dal prurito, un veicolo di consapevolezza.

3. La consapevolezza non selettiva. Connsiste nell’adottare un’attenzione aperta e spaziosa che coinvolge tutti e 5 i sensi più la mente. Basta stare in ascolto di tutto ciò che passa attraverso il campo della coscienza tramite uno di questi 6 canali, senza giudizio e senza preferenze, ma con la massima attenzione, come si fa nella meditazione vipassana.

4. Osservare i propri pensieri. Quello che ci proponiamo di osservare (senza giudicare!) è il susseguirsi di formazioni mentali alle quali sono associati stati emotivi, ma mantenendo sempre una consapevolezza di fondo, che ci consenta di non farci portare via dai ragionamenti o dal pensiero discorsivo.

5. La meditazione zen. L’approccio tipicamente zen consiste nello scegliere il respiro come elemento di collegamento tra mente e corpo, concentrarsi su quello – magari osservando fenomeni come l’espandersi e il ritirarsi dell’addome – insistere e poi dimorare in uno stato di quiete privo di pensieri e di sbalzi emotivi, nel quale esiste unicamente la dimensione dell’essere, il puro e semplice esserci, qui e ora.

6. Il body scan (è forse il modo più tipico di fare meditazione sdraiata). Consiste nel passare in rassegna ogni singola parte del corpo, portando su di essa la consapevolezza. Lo si può fare con grande minuzia (e dunque passarci parecchio tempo) o in modo più veloce. In modo compassionevole o più analitico. Va tutto bene.

7. Shavasana, ovvero la “posizione del cadavere”. E' una delle asana (posture) dello yoga più importanti, finalizzata a un rilassamento del corpo e della mente insieme. Ci si dispone come per il body scan e ugualmente si pratica un’intera scansione del corpo, per individuare e rilassare qualsiasi tensione muscolare fosse presente, anche minima. Alcuni maestri propongono un rilassamento complessivo del corpo, senza scansione, concentrandosi solo su alcuni punti, come la mascella, la lingua e gli occhi.

8. Le meditazioni guidate. Risultano le più facili da applicare, specie per i principianti, perché basta mettersi le cuffiette e concentrarsi sulle istruzioni della voce. Ce ne sono vari tipi e dunque si può scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

Dove, quando e come meditare sdraiati
  • La superficie orizzontale sulla quale sdraiarsi va scelta in base alle proprie preferenze e possibilità: può essere un letto, un divano, un materassino, un tappetino steso sul pavimento, una coperta. Specie in questi ultimi due casi, cioè se il piano è piuttosto duro, è consigliabile mettere dei cuscini o altro supporto sotto le ginocchia, in modo che la zona lombare non si affatichi.
  • La sera e la mattina a letto, subito prima e subito dopo il sonno, sono momenti perfetti, per racchiudere le attività della giornata tra due “strati” di consapevolezza. Durante il giorno, avendo anche solo 5 minuti a disposizione – oltre a una superficie su cui sdraiarsi – una pratica di meditazione sdraiata può avere un grande effetto rigenerativo.
  • Stai male, sei in ospedale? Allora usa la meditazione sdraiata per riprendere contatto col tuo corpo e dargli tutto il tuo amore. Osservando la tua patologia, potrai fare pace con essa. La malattia è una condizione normale e accettabile del corpo umano e lo potrai constatare di persona, grazie all’osservazione profonda.
  • La posizione più adatta di tutte è quella supina, con le braccia distese lungo i fianchi, ma leggermente allargate e ruotate verso l’esterno, in modo che i palmi guardino verso l’alto, le spalle aperte. In realtà, comunque, qualsiasi posizione si presta. Gli occhi possono rimanere indifferentemente aperti o chiusi: sono solo due “sapori” diversi della meditazione.

(Paolo Subioli -  Zen in the City)

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