RIFLESSIONI SEMISERIE DI UNA CASALINGA SERENA DI GABRIELLA FOGLI





Oggi stavo leggendo un articolo sul cambiamento del mondo delle donne dal '68 a oggi, un articolo molto interessante anche perchè andava a toccare dei punti nevralgici per noi donne riguardanti i cambiamenti, se ci sono stati, e i benefici, se ci sono stati.
In effetti sono tornata indietro di tanti anni con la mente, all'epoca avevo 14 anni, piena adolescenza, periodo di ribellione a tutti e a tutti.

Manifestazioni, cori, proteste, ma oggi, cosa è rimasta o noi donne? Dove e come ci ha portato ad essere quelle che siamo?

Abbiamo guadagnato qualcosa e nel caso, cosa, o ci abbiamo rimesso?

Leggendo le cronache dei giornali la situazione è terribile, ogni giorno vengono immolate donne sull'altare della violenza, donne che si sono macchiate del più odioso dei peccati. Hanno detto "BASTA" AD UNA VITA DI VIOLENZE, a un amore finito, a un rapporto sbagliato. Donne, ma anche ragazze colpevoli solo di essersi innamorate del ragazzo sbagliato, magari di un'altra nazionalità. Mi viene in mente il padre che ha ucciso a bastonate la figlia perchè si era innamorata di un ragazzo italiano. 

In certi Paesi nascere donne è una disgrazia a causa di un fondamentalismo abietto e ignorante delle più elementari regole di rispetto civile.
Un padre...per quanto poco rispetto possa avere per il genere femminile quella che colpisci ogni volta spezzandole le ossa una ad una è tua figlia, sangue del tuo sangue, ma quello versato è un sangue di odio e non d'amore.

Storie sbagliate, orrori vissuti nel silenzio interrotti dalle grida di terrore e dolore di pugni, cinghiate e quant'altro possa servire a spezzare la resistenza.

Acidi a cancellare visi sorridenti per trasformarli in orrende maschere con il marchio da portare per tutta la vita.

E la nostra società "civile" che fa per noi donne? Abbiamo guadagnato il diritto al lavoro, cioè a lavorare due volte perchè quello che potresti fare durante il giorno lo devi condensare in poche ore alla sera e nei fine settimana, a volte passati a stirare montagne di panni.

Donne che si alzano presto, preparano la colazione per tutti e poi vanno a svegliare marito e cuccioli e via di corsa verso la scuola e poi il lavoro. E alla fine del tuo turno il giro all'incontrario: ritiro dei bambini dall'asilo/scuola, portarli agli allenamenti, nel frattempo fare la spesa, poi andare a recuperarli e tutti a casa, bagnetto,. compiti se ci sono, cena da preparare, cucina da riordinare, lavatrice da preparare ed accendere, lavastoviglie, se c'è, da svuotare per ricaricarla nuovamente, ma tutto non ci sta e si lavano a mano le padelle incrostate ed unte con l'ultimo sgrassatore di grido, quello che lo spruzzi e fa tutto da solo.

 Ma...allora...dov'è la famiglia del mulino bianco?
Quella dove tutti si svegliano senza mugugni e grugniti, quella dove le mamme fanno pulizia con i tacchi alti e non con i capelli tenuti su dal mollettone e una tuta da casa  che è più buco che tuta, informe e di taglia abbondante così è più comoda. E le ciabatte? Nooooooooooooooo, orrore........solo le chiattone mettono le ciabatte, tutte le altre scarpe tacco 20 e calze a rete (questa è la fantasia maschile della moglie che gira sculettando per la casa, tutta truccata e profumata per poi "farlo" sulla lavatrice che sbatte contro il muro: bum bum bum....finito. E' stato bello? Ceeeeerto micione mio, sei fantasticooooo!!!!!!!

 La realtà è che la sera sei stremata, le pantofole con le orecchie di Topolino sono tanto comode così come il pigiamone di lana/cotone (sai, per l'allergia!).

 Se è venerdì sera si fa bum bum bum tre volte e il resto è come sopra, solo che lei al secondo bum sta già guardando il soffitto e pensando a cosa dovrà fare domani. La domanda lui ha smesso di farla dopo che lei gli ha risposto che con soli tre "bum" non faceva nemmeno in tempo a mettere in moto la macchina biologica, lui ha risposto che la colpa è sua perchè è sempre stanca e tra una volta e l'altra deve togliere le ragnatele.

Caspita, ne abbiamo fatti di progressi ! Lavoriamo due volte di più, ci esauriamo molto prima, siamo obbligate ad esporre sempre una immagine falsa perchè, se sei naturale, le tue "colleghe" e amiche te lo fanno notare e poi tu sei meglio di loro, certo, per tenere su il deretano indossi i collant speciali, per tenere su il seno ricorri al balconcino con tutti i fiori compresi, per far sparire la pancia la pancera magica, per allungare le ciglia c'è il mascare che a forza di aggiungere peli finti ti costringe a infilare due stuzzicadenti per tenere su le palpebre; i capelli non ti sono cresciuti miracolosamente, sono frutto del lavoro del tuo parrucchiere e di un sostanzioso compenso, le unghie perfette sono anche loro una aggiunta della manicure e della sua esperienza, poi le scarpe con i tacchi perchè allungano le gambe  che alla sera sono così gonfie che quasi non riesci a sfilarle dal piede, ma non ci rinunci manco morta. 

I tuoi figli sono vestiti con i marchi più in voga del momento, dallo zaino alle scarpe, fanno almeno uno sport e una lezione di musica fino a quando ti arrendi perchè di progressi non ne vedi e finalmente ti rendi conto che TU avresti voluto suonare il pianoforte, ma tuo figlio ha la manualità di un contadino quando zappa l'orto, ma il contadino dall'orto trae dei miracoli di vita, tuo figlio o figlia dal pianoforte trae gli stessi stimoli sonori di quando pesti inavvertitamente la coda al gatto

Ovviamente ho esagerato per spezzare volontariamente il clima di dolore che crea il femminicidio, ma non sarà che questo nasce anche nelle aspettative deluse e irreali del maschio dominante? Inoltre ho lavorato per 15 anni in un ufficio ed ho conosciuto decine di donne che "se la tiravano" e flirtavano sfacciatamente con i rappresentanti e con il nostro capo. 

Donne "in carriera" dove "in carriera non significa farsi in quattro per arrivare dove un uomo arriva lavorando alacremente, e ne esistono tante di donne così, brave, molto più dei loro colleghi, ma costrette a mangiare la polvere. In carriera, per alcune, significa entrare nelle "grazie" dei colleghi e dei superiori e questo disonora tutte quelle donne che lavorano quanto e più di un uomo e non guadagnano la stessa paga, se vogliono dei figli hanno la carriera preclusa, perchè mettere al mondo dei figli, in questa società, è avere una palla al piede.
Quindi tante scelgono di rimandare il momento della maternità ai limiti biologici e poi lo vogliono subito, e subito non arriva. Quindi ci si sottopone a pratiche discutibili dal punto di vista etico.

Non sono qui per condannare nessuno, non è il mio compito. Però posso dire il mio pensiero ed è che ogni età ha le sue stagioni e certi treni passano solo in un determinato periodo, poi rallentano fino a non passare più. 

Stiamo vivendo tempi difficili ed oggi, alla maternità, si aggiunge una ulteriore difficoltà: il cambiamento dei tempi ha portato a contratti a termine e non puoi permetterti una gravidanza fino a quando non hai un contratto fisso, Chi assume una donna incinta? Chi rinnova un contratto ad una donna incinta? Si fa presto a dire che le nascite sono diminuite. Certo, una parte di responsabilità l'hanno alcune donne, ma, per tante, troppe, è una questione di scelte obbligata. O il figlio o il lavoro, e se non lavori non ce la fai con un solo stipendio, quello di tuo marito che magari è a contratto pure lui.

Oggi, a distanza di 45 anni dalla rivoluzione femminile e dal tempo in cui si bruciavano i reggiseni in piazza, guardiamo oggettivamente a qual'è, oggi, la situazione femminile: niente o poche politiche per la famiglia, maternità rimandate per lavoro, impossibilità di scegliere se lavorare o stare a casa con la propria famiglia, traffico di schiave umane del sesso, vendita di bambini in tutto il mondo per pedofilia, predazione organi e quant'altro. Femminicidio in aumento considerevole, violenze indipendentemente dalla classe sociale, lavoro malpagato e sottosviluppato, pochissime probabilità di occupare posti dirigenziali a meno di non diventare delle caricature maschili molto più perfide dei maschi stessi. Sviluppo della chirurgia estetica per inseguire il mito dell'eterna giovinezza e non accettazione della propria età anagrafica. Nonne che si vestono come le nipoti, nonne che vogliono diventare mamme, mamme che faticano e lavorano due volte per riuscire ad arrivare a fine mese,

Il mondo è impazzito. Sta girando al contrario. Non si insegna più il rispetto per il più debole, per l'anziano,  per il disabile, non si parla di malattia o, orrore, di morte. Genitori abbandonati negli ospizi perchè manca la possibilità materiale di ospitarli, case piccole, impegni di lavoro. Non è cattiveria, è proprio che questa Società non ti consente di vivere a ritmi umani, ci ha trasformati in robot incapaci di provare sentimenti, perchè se lasci affiorare i sentimenti sei fregato. 

Ed ecco che silente è arrivata la malattia del secolo: la depressione. Quando non ce la fai più cerchi rifugio nella depressione, nel baratro del nulla dove rifiuti tutto e tutti, dove provi paura, ma anche abulia contro un sistema che ti chiede di essere iper-attiva tu stacchi la spina.
E giaci, bambola abbandonata, nell'inferno del profondo e del vuoto della tua anima.
Coraggio, questo mondo è sbagliato, ma lo abbiamo costruito noi, la responsabilità è nostra. E forse è proprio quando te ne rendi conto che può avere inizio la guarigione. Con l'assunzione delle nostre responsabilità, ma anche con l'entrare in contatto con il nostro bambino interiore, quella parte che abbiamo trascurato per troppo tempo e che ora ci ricorda che esiste.

Il bruco, nel silenzio del proprio bozzolo, diventa farfalla.

Gabriella  Fogli