SENSAZIONI ED EMOZIONI DAVANTI ALLA SINDONE



Faccio una premessa: amo molto l'arte, non sono una "critica", ma funziono a sensazioni ed  emozioni, quelle "di pancia"  che​ mi attirano o no verso un'opera. 
Ovviamente sono "le mie" che nulla hanno a che vedere con i famosi critici. Ricordo ancora adesso con una intensa emozione quando, qualche anno fa, ci recammo agli Uffizi di Firenze e rimasi commossa, travolta, attorniata dalla Primavera di Botticelli. 
Come puoi descrivere queste sensazioni che ti colpiscono e pam....rimani attonita, sorpresa...era lì...davanti ai miei occhi...l'avevo vista raffigurata in centinaia di immagini, ma mai avrei pensato di provare quel tumulto, quella totale beatitudine e. al tempo stesso, quel terremoto sensitivo.
E' stata una gioia per gli occhi, nutrimento per la mente, tumulto dell'anima allo stato puro.
Non me lo aspettavo, ero totalmente impreparata.
Ho provato una sensazione più intensa soltanto quando sono andata a visitare la Sacra Sindone durante l'ultima esposizione. 
Essendo disabile siamo entrati subito e il passaggio era proprio sotto il telo e mi sono fermata ad osservarlo, perdendo la nozione del tempo. Una scossa elettrica mi ha attraversata dalla testa ai piedi, una incredibile commozione è salita dalle viscere, gli occhi si sono bagnati di lacrime sincere mentre parlavo dentro di me a quel "Telo" che ha avvolto il Suo Corpo.
Ero lì e pensavo a sua Madre, al Suo dolore, perdere un figlio credo che sia la sofferenza più indicibile, ma vederlo martoriato e torturato in quel modo barbaro, sotto ai tuoi occhi di mamma e senza poter fare nulla, è tragedia nella tragedia.
Lei sapeva  che non era colpevole di nulla, solo di Amore per quella gente che lo stava uccidendo e per cui  domandava   a Suo Padre il perdono.
E piangevo perchè sentivo il dolore della  mamma e quello, terribile, del Figlio e, al tempo stesso, una gioia che mi faceva tremare le gambe.
Ero così vicina a quel Telo....e, sommessamente, mi misi a pregare nel silenzio del mio cuore.

Affermare che ho "sentito" il dolore del Cristo è, ovviamente, una metafora, solo Lui ha provato sulla propria pelle il dolore fisico e morale, ma, in qualche modo, ho partecipato come ho potuto di quel dolore grandissimo e offerto in dono le mie sofferenze, anche se certamente non sono nulla paragonate a ciò che gli è stato inflitto.
Sono uscita sconvolta, mai avrei pensato di essere in grado di provare tali sentimenti contrastanti e così potenti...
Vi ho raccontato queste due esperienze, diverse, ma che mi hanno lasciata arricchita.
Sono ricordi da custodire nel proprio cuore.
Ecco...al mondo c'è anche tanta bellezza, non è tutto buio e corrotto.
Per fortuna le emozioni appartengono a noi e solo a noi.
Gabriella