SOGNI DI GABRIELLA FOGLI


Quale posto migliore per cullare i propri sogni se non al chiarore di una luna rubata ad emozioni e sensazioni che nel profondo ci appartengono.
Ricordo qualche anno fa, quando ero sana, passeggiavamo la sera sulla riva del mare, le scarpe in mano e i piedi che affondavano nella sabbia bagnata. Si cercava un posto isolato tra un bagno e l’altro mentre la musica giungeva a noi in lontananza.
Ci siamo sdraiati sulla sabbia al riparo di una barca e li, deposti i sandali, ci siamo stesi sulla sabbia, il vento che soffiava dal mare faceva ondeggiare i miei lunghi capelli e sollevava malizioso il vestito. I bambini dormivano dai nonni e noi, come due amanti, riscoprivamo emozioni e sensazione che la routine quotidiana aveva non spento, ma ricoperto dalla polvere del tempo e dagli affanni del tran tran quotidiano.
Siamo rimasti lì, ad ascoltare in silenzio il mormorio delle onde, abbracciati stretti, abbandonati nell’estasi di cose semplici, ma di cui avevamo dimenticato il sapore e l’odore. Ed oggi, dopo pochi anni che sono una eternità, siamo cambiati, tutto è cambiato. Ma il nostro Amore è cresciuto parallelamente alle avversità. E ogni notte, con il viso nascosto da una maschera e grossi tubi che escono con il rumore sottofondo dell’ossigeno e del ritmo del respiro amplificato dall’apparecchio, ancora mi nascondo tra le tue braccia, e ancora tu mi accogli con infinito Amore, ora che le medicine mi hanno devastato ed ho bisogno di ogni più piccola attenzione.
Grazie, mi sento di dirti grazie, perché sentirsi amati così, in quello che son diventata, è la benedizione più grande che mi è stata donata.
Grazie, ho compreso che sono una donna molto fortunata. 
Gabry Fogli

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