PENSIERO DI AIVANHOV




« La forma compatta del cubo ha fatto di esso il simbolo della stabilità e anche una raffigurazione del limite, della reclusione, della prigione. Ma se il cubo si apre e si sviluppa in una croce, si assiste a una sorta di liberazione. Sì, ed ecco perché nella croce non dobbiamo vedere solo uno strumento di sofferenza e di morte; essa è anche un simbolo cosmico che esprime tutte le possibilità della vita.
Nel testo stesso dei Vangeli, la morte di Gesù è seguita dalla sua resurrezione. Perché? Perché una morte non è una fine, ma è una tappa necessaria che prepara una resurrezione. Ovviamente qui la resurrezione va intesa da un punto di vista simbolico e spirituale, non da un punto di vista fisico. La resurrezione presuppone dapprima la morte, e giunge in seguito come un processo di trasformazione che avviene per fasi successive. Può dunque essere assimilata a una nuova nascita.  »

Omraam Mikhaël Aïvanhov