PENSIERI SPIRITUALI I AIVANHOV

Da leggere e meditare per inserirli nella nostra Vita.
Gabry.




« Per vivere nell’abbondanza occorre sapersi privare: è ciò che ha compreso il saggio. Egli dice a se stesso: «Mi priverò di qualche chicco di frumento, e questo mi permetterà di raccoglierne a migliaia». Anziché mangiare quei chicchi, egli li semina, e ben presto ecco tutto un campo da mietere. Chi invece non ha questa saggezza mangia tutti i chicchi, e dopo qualche tempo non gli rimane più nulla e si ritrova in miseria. Si ha bisogno di mangiare, ma non tutto: occorre seminare il resto.
I semi di cui vi parlo sono i vostri pensieri e i vostri sentimenti che dovete imparare a seminare. I pensieri e i sentimenti possono infatti lavorare per il bene di tutti, ma a condizione di non “mangiarli”, ossia di non metterli al servizio di interessi egoistici. Chi sa privarsi ottiene raccolti così abbondanti che non solo non gli manca mai nulla, ma può anche nutrire un gran numero di creature nel mondo.  »



« Osservando gli insetti, si possono fare scoperte molto interessanti riguardo alla nostra vita psichica. Un esempio: se si lascia un po’ di cibo su un tavolo, ben presto compaiono degli insetti (mosche, formiche, vespe ecc.). Come possono, a distanza, scoprire la presenza di quelle briciole di cibo? Ma se le togliamo, gli insetti se ne vanno.
Lo stesso fenomeno si verifica nel piano psichico. Sì, perché anche nel piano psichico esistono “bestiole” d'ogni genere, che da lontano sentono le impurità che gli esseri umani lasciano dentro di sé: esse vengono attirate e arrivano per nutrirsene. Le entità malefiche, tenebrose, hanno bisogno di mangiare, e ciò vale anche per le entità luminose. Allora siate vigili e chiedetevi a quali entità i vostri pensieri e i vostri sentimenti serviranno da nutrimento.  »









« Nel momento in cui gli avvenimenti si stanno verificando, noi non possiamo sapere se questi, col tempo, si riveleranno per noi felici o sfavorevoli. Quante circostanze che le persone ritenevano fortunate, alla fine sono state la causa del loro crollo, mentre invece le prove, alla lunga, si sono rivelate molto benefiche! Non è dunque sul momento che si può giudicare riguardo alla fortuna o alla sfortuna: per pronunciarsi occorre attendere.
Di fronte a ogni situazione sgradevole o dolorosa, prendete dunque l’abitudine di dire a voi stessi che in fondo al cammino, forse vi attende una fortuna. Non perdete il vostro tempo in lamentele o ribellioni, ma ringraziate piuttosto il Cielo. Dicendo “grazie”, liberate in voi delle energie che vi aiuteranno ad affrontare la situazione. Sì, ecco la potenza della parola “grazie”: di già essa combatte l’ostacolo che stava sorgendo e neutralizza i veleni che la tristezza, la collera e lo scoraggiamento cominciavano a distillare in voi.  »








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