PENSIERI SPIRITUALI

 


« Al pari di chi non crede, i credenti non si fanno un’idea corretta della religione: immaginano che sarà sufficiente inginocchiarsi in una chiesa o in un tempio e recitare qualche preghiera per sentirsi alla presenza del Signore. Ebbene, non è così. Si può sentire la presenza del Signore solo quando ci si è lavati interiormente. Un vetro, su cui si siano accumulate polvere o fuliggine, non lascia passare la luce del sole; allo stesso modo un essere che non si sia sbarazzato delle proprie impurità non può lasciarsi pervadere dalla presenza divina.
C’è sempre un lavoro da fare: è ogni giorno, mattina e sera, che occorre pensare a questa pulizia. Analizzando i vostri stati interiori, i vostri pensieri e i vostri sentimenti, e sforzandovi di dominarli e orientarli verso la via del bene, diventerete come un cristallo trasparente che lascia passare la luce celeste. E a quel punto sì, sentirete la presenza del Signore.  »
Omraam Mikhaël Aïvanhov




« Pur trovandosi in situazioni identiche, le persone non reagiscono tutte allo stesso modo. Quante volte lo si può constatare!
Si verifica un ingorgo stradale… Quali sono le reazioni degli automobilisti? L'uno si innervosisce, suona il clacson e insulta i suoi vicini, l’altro sfoglia il giornale o ascolta la radio, un terzo chiacchiera con il suo passeggero, oppure l'abbraccia, se si tratta della sua innamorata! E infine eccone uno che decide di approfittare di quel momento di sosta per rientrare in se stesso, collegarsi al Cielo, inviare il suo amore e la sua luce a tutte le persone che come lui sono in attesa, e anche a tutti gli esseri sulla terra. Questo caso è certamente molto più raro, ma è il genere di aggiustamento che è necessario imparare a fare per rendersi padroni di tutte le situazioni. Provate: con un buon ragionamento, là dove gli altri si irritano, si tormentano e avvelenano la vita delle persone intorno a loro, voi, al contrario, vi rafforzerete, vi arricchirete, e grazie alle esperienze da voi vissute potrete in seguito aiutare il vostro prossimo.  »
Omraam Mikhaël Aïvanhov 





« Un amico mi ha raccontato che un giorno, sentendosi disperato, era andato a camminare in campagna. A un certo punto si era seduto su una roccia e lì, in una minuscola fessura, aveva visto alcuni fili d’erba. Li aveva guardati a lungo chiedendosi come avessero potuto spuntare in tali condizioni. E all’improvviso, mentre li guardava, qualcosa in lui si era rianimato. Egli non capiva come la vista di qualche filo d’erba avesse potuto strapparlo alla sua disperazione.
In realtà non era l’erba di per sé, ma lui che, guardandola, a sua insaputa aveva operato quel cambiamento nella sua anima. Tutte le forze di rigenerazione sono in noi, e a volte è sufficiente una minima causa per risvegliarle. Gli esseri, le cose: tutto ciò che esiste in natura può aiutarci. Può accadere che ciò si verifichi al di fuori della nostra coscienza e della nostra volontà, ma sta a noi rendere cosciente tale fenomeno senza attendere che un avvenimento esterno venga per caso in nostro aiuto. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov 





« Non si sa ancora cosa sia la vera bellezza di un essere, perché ci si limita troppo alla forma. Se quella forma è armoniosa, gradevole, si esclama: «Che bellezza!». Ma dietro la forma c’è ancora qualcos'altro da conoscere: gli effluvi, le emanazioni che vengono dal più profondo di quell'essere, la vita che fluisce…. E se si potesse andare ancora oltre, per vedere quella parte di lui che vive nelle regioni celesti, si scoprirebbe una bellezza ancora più grande: lo splendore dello spirito. Ma lo splendore dello spirito è di una essenza troppo sottile perché possa trovare un'espressione fisica.
La vera bellezza non può essere descritta: è la vita pura, la vita zampillante… Voi guardate un diamante su cui è caduto un raggio di sole e rimanete abbagliati da quello scintillio, da quei bagliori, da quei colori… Ecco la vera bellezza! Quanto più un essere riesce a catturare la luce per impregnarsi delle sue vibrazioni e dei suoi zampillii di colori, tanto più si avvicina alla vera bellezza.  »
Omraam Mikhaël Aïvanhov 






« In quanto entità cosciente, l’essere umano è posto alla frontiera tra il mondo inferiore e il mondo superiore. Se non è vigile, delle forze oscure lo attirano a sé per stritolarlo e divorarlo; e una volta divorato, egli viene rigettato, e di lui non rimangono altro che resti. Se invece si lascia attirare, assorbire dalle forze del mondo superiore, in lui tutto si illumina ed egli diventa un focolaio di correnti luminose, potenti e benefiche.
Ma così come deve sforzarsi di sfuggire all’attrazione del mondo inferiore, l’essere umano non deve neppure abbandonarsi completamente all’attrazione del mondo superiore. La sua missione è lavorare sulla terra con i mezzi del Cielo, e per far questo deve trovare il modo di mantenere l’equilibrio fra la terra e il Cielo, fra la materia e lo spirito. Dal momento che è sulla terra, non deve trascurare i doveri terreni. Se rompe questo equilibrio, vivrà forse nell’immensità, nella luce, ma non avrà portato a termine la sua missione. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov