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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi ...

lunedì 21 dicembre 2015

PENSIERI SPIRITUALI









Osserva ogni cosa come se la stessi guardando
per la prima o per l'ultima volta.
Così il tuo tempo sulla terra
si riempirà di beatitudine.
Betty Smith "Un albero cresce a Brooklyn "





Il nostro atteggiamento verso la sofferenza è assai importante,
perchè può influire sulla capacità di affrontare il dolore
quando questo si presenta. E’ chiaro che di norma noi abbiamo
una forte avversione e intolleranza per le persone e i travagli
che ci toccano. Se però riusciamo a cambiare il nostro
atteggiamento verso la sofferenza, ad adottarne uno che
ce la faccia tollerare di più, avremo molte più possibilità
di neutralizzare sentimenti di infelicità, insoddisfazione e scontento.
(Dalai Lama, L’arte della felicità)





Sii padrone dei tuoi occhi,
delle tue orecchie,
del tuo naso,
della tua lingua.
Sii padrone del tuo corpo,
delle tue parole,
dei tuoi pensieri;
sii padrone di te stesso in ogni situazione
e sarai libero dalla sofferenza. (Dhammapada 360-361)





Per tre motivi la ricerca e la pratica sono follie fuorvianti,
sono l'inganno della mente per posporre la libertà.
Il primo è che viene a crearsi un cercatore. Ciò rafforza l'idea
di un individuo sofferente separato dalla libertà,
e che il Sè sia "altro" da Quello qui e ora.
Il secondo è la ricerca. La ricerca è una diversione
che causa il posporre e provoca un'inutile, infinita sofferenza.
La verità è soltanto qui e ora, ma la ricerca afferma che è domani.
Il terzo motivo è che la ricerca postula un oggetto da trovare, e questa
può essere la trappola più sottile e fuorviante.
Appena inizi una ricerca concettualizzi ciò che stai cercando.
(Poonja)







Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili.
Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.
Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.
Ogni via è soltanto una via.
Non è un affronto a voi stessi abbandonarla o ad altri abbandonarla,
se è questo che vi suggerisce il cuore.
Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla,
non deve essere provocata dalla paura o dall'ambizione.
Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma.
Provate a percorrerla mentalmente tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi volgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi.
Questa strada ha un cuore?
Tutte le strade sono uguali, non conducono in nessun posto.
Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.
Questa strada ha un cuore?
E' l'unico interrogativo che conta.
Se ce l'ha, allora è una buona strada.
Se non ce l'ha, è da scartare.
(Carlos Castaneda)



                                                 

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