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Visualizzazione dei post da ottobre 18, 2015

BUONASERA...CON RISPETTO

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Buona e serena serata a tutti. Quando ero piccola ricordo che quando io e mio fratello uscivamo con i nostri genitori  per recarci a casa di altre persone,  eravamo praticamente due statue. Non dovevamo toccare nulla e non chiedere nulla. Stavamo sulla sedia ad ascoltare i discorsi dei grandi fino a quando era ora di rientrare a casa. Se ci offrivano qualcosa in prima battuta rifiutavamo sempre guardando mamma e papà, e solo dopo il loro permesso accettavamo la caramella. Non siamo morti, neppure feriti.  Portavamo rispetto.  Forse era un po' esagerato, ma oggi?  Quando non si insegna il rispetto allora diventa lecito, per esempio, prendere in giro i disaili, o le persone obese, o chiunque non rientri nei propri schemi mentali. Basterebbe poco, proprio poco per andare d'accordo. Basterebbe rispettarsi. Ma forse questa è una favola d'altri tempi.... Gabry. 

AHAHAHAH INGEGNOSO !!!

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Questa è una delle tante e belle storie arrivatami su whatsApp Mi ha colpito a tal punto che ho voluto trasformarlo in un link  da poter condividere per tutti. leggete con attenzione Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne.
L'asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il
proprietario pensava al da farsi.
Finalmente il contadino prese una decisione crudele: concluse che
l'asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che
il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo.
Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l'animale
dal pozzo.
Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a
seppellire vivo l'asino.
Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra
dentro al pozzo. L'asino non tardò a rendersi conto di quello che
stavano facendo con lui e pianse disperatamente.
Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo …

BARZELLETTA PROFUMATA

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Per pranzo avevo mangiato tre piatti di fagioli, anche se non avrei dovuto. Quella sera quando tornai a casa mio marito mi accolse tutto allegro: “cara, stasera per cena c’è qualcosa di speciale!” mi bendò e mi portò in sala da pranzo. Mi sedetti, e proprio mentre stava per togliermi la benda, suonò il telefono.
Allora mio marito mi fece promettere che non mi sarei tolta la benda finché non fosse tornato e andò a rispondere.
Mentre aspettavo sentivo I fagioli che continuavano ad agitarsi, e ben presto la pressione diventò insopportabile.
Mio marito stava ancora parlando al telefono per cui approfittai dell’occasione e ne mollai una colossale.
Non solo rimbombò, ma puzzava come un camion di letame che passava davanti ad una pattumiera piena.
Presi il tovagliolo e sventolai ben bene, poi mi piegai dall’altra parte e ne mollai altre tre. La puzza era peggio del cavolo cotto.
Sentivo mio marito nella stanza accanto che stava ancora parlando al telefono per cui continuai a sganci…

UNA BREVE FAVOLA

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Buona domenica sera. Vi racconto una favola vera, quella di una nonna che ama le nebbie, la pioggia, la neve, adora quando il tempo invita a stare in casa, al caldo, con la copertina sulle gambe e il cane accucciato vicino e un bel libro.
Questa nonna vive sempre in casa, le pareti sono il confine tra il "suo" mondo e ciò che sta fuori. Vive aspettando le visite dei figli con i nipotini e condivide il suo "castello" con il Principe Azzurro, anche lui con i fili bianchi fra i capelli e le ginocchia croccanti che ormai a cavallo non ci va più, ma non ha mai smesso di amare la sua "princinonna" e ogni giorno le prende le mani e le accarezza teneramente. La favola è ancora in divenire perciò vi terrò aggiornati sugli eventi che seguiranno. Amore a tutti, a profusione.
Gabry.