DAL MALE NASCE IL BENE E VICEVERSA

epitteto DAL MALE NASCE IL BENE E VICEVERSA (1^ parte)



“Ciò che tormenta gli uomini, non è la realtà, ma l’idea che essi se ne fanno”. (Epitteto)


Dal male nasce il bene e viceversa (1^ parte)

Nel medio-lungo periodo, dal male nasce il bene e dal bene nasce il male.

Avere ragione è una pretesa distruttiva…

Occorre dare tempo al tempo.



Premessa
Intendo dimostrare che nel medio-lungo periodo dal male nasce il bene e dal bene nasce il male. Non ci credi? Leggendo questo articolo cambierai idea.
Intanto ti dico che non vale la pena affliggersi per nessun motivo. A riflettere bene, è da stupidi soffrire e lamentarsi, anche perché con i lamenti la situazione peggiora anziché migliorare.
Non bisogna disperare neanche di fronte a difficoltà insormontabili! Non bisogna mai perdere la speranza e la pazienza perché ogni problema ha la sua soluzione e ogni meta può essere raggiunta; e tuttavia senza sudore, impegno costante e fiducia nei propri mezzi, non si raggiunge alcun traguardo! Ricordati che non esistono risultati immediati. Persino una pianta ci mette otto anni per entrare in produzione.

Dal male nasce il bene e viceversa

  1. La sofferenza è causata dai desideri insoddisfatti
Tutti crediamo che nel momento in cui riusciremo ad ottenere quella data cosa saremo finalmente felici e contenti, ed invece non appena raggiungiamo l’obiettivo agognato diventiamo succubi di altri desideri.

Generalmente si ha più propensione a soffrire che a gioire. Sentiamo passione ed entusiasmo nel desiderio di qualcosa, ma la magia scompare dopo averla ottenuta. Restiamo quasi sempre delusi dalle nostre aspettative. Ciò spiega perché tante persone cadono in depressione proprio quando sono riuscite a realizzare il loro più grande desiderio. Ciò perché smettono di sognare e di darsi da fare.
È evidente perciò che la sofferenza è connessa al desiderio: più forte è il desiderio e più siamo esposti a frustrazioni, dolore e stress. Ma senza desideri la vita è impossibile! D’altra parte, se non desideri abbastanza non ti impegni neanche e non ottieni risultati positivi.
Queste considerazioni sul desiderio dimostrano una cosa molto evidente: ogni cosa, anche conseguire i desideri, ha un prezzo. E più è forte il desiderio, più è alto il prezzo da pagare in termini di impegno, stress, delusioni e frustrazioni. I risultati si fanno spesso attendere a lungo ed è ciò che non sappiamo sopportare. Soltanto chi ha abbastanza calma e pazienza e si rialza e riprende dopo ogni caduta, riesce a raddrizzare qualunque risultato. Con la calma e la pazienza i problemi si risolvono d soli.

Dal male nasce il bene e viceversa

Dandoci da fare per migliorare o acquisire cose nuove, non dovremmo farlo in modo morboso, ossia con eccessivo attaccamento, e dovremmo essere grati alla vita per ciò che già abbiamo. Se non sappiamo apprezzare ciò che è già nostro diventa difficile crescere e migliorare! Le cose migliorano solo poco a poco, e quindi è bene essere grati e contenti per ciò che già abbiamo ora perché solo così otterremo anche il resto un domani.
Purtroppo, noi non siamo santi e non abbiamo la vocazione per le privazioni. Siamo esseri umani e abbiamo bisogno dei desideri per sentirci vivi, anche se è la loro mancata o ritardata realizzazione a generare la sofferenza. E si dà il caso che l’erba del vicino ci appare sempre più verde. Ma così deve essere, altrimenti non ci daremmo da fare per migliorare la nostra posizione!
Siamo stressati proprio perché non possiamo fare a meno dei desideri, e siamo soggetti, chi più e chi meno, all’invidia e alla gelosia che sono sì un difetto, ma anche uno stimolo a migliorarci. Possiamo consolarci comprendendo come stanno le cose perché il bene arriva solo attraverso la consapevolezza! Soltanto attraverso l’integrazione degli opposti, in particolare dell’ombra o polo negativo, si raggiunge l’equilibrio, la saggezza e la serenità.
Il che vuol dire che solo riconoscendo il male che è dentro di noi, ossia la nostra metà animale, i nostri istinti, solo riconoscendo e accettando che siamo buoni e cattivi allo stesso tempo, che ci sono bisogni insopprimibili e prepotenti dentro di noi che spesso cozzano con la morale, soltanto con l’acquisizione di questa consapevolezza siamo in grado di far prevalere i nostri lati migliori!
La nostra vita è una continua lotta interiore tra il bene e il male, tra l’emisfero destro e quello sinistro del cervello, tra la nostra parte animale e la parte divina, tra la nostra parte irrazionale e quella razionale, tra la nostra parte amorale e quella etica-sociale.
Per far trionfare la parte migliore di noi dobbiamo pagare spesso un prezzo molto alto consistente nella perdità temporanea della serenità e della gioia anche perché il più delle volte non sappiamo qual è la cosa giusta da fare!
Siamo continuamente tirati di qua e di là e tutto questo continua inesorabile fino a quando non si raggiunge abbastanza consapevolezza e saggezza. Già da bambini sperimentiamo che per essere amati e accuditi dobbiamo fare i bravi, dobbiamo obbedire a regole che non ci piacciono per niente, e questo andazzo continua più o meno per tutta la vita.

Dal male nasce il bene e viceversa

La logica suggerisce che bisogna evitare le esagerazioni, e quindi, in fatto di desideri e comportamenti umani, lo stress e le frustrazioni sono la conseguenza della corsa forsennata e dell’eccessivo attaccamento ai beni materiali e ai risultati, caratteristiche queste delle società consumistiche. Ma anche la mancanza assoluta di desideri è da evitare perché corrisponde all’inedia!
La cosa che ci fa soffrire di più non sono tanto i desideri in sé, quanto le nostre pretese frustrate legate spesso al desiderio assurdo di voler cambiare gli altri, o peggio ancora, la stessa realtà.
“L’infelicità è causata dal bisogno ossessivo di voler cambiare le cose che non ci piacciono!” (Eckhart Tolle).
Opporsi alla realtà fa molto male. Contrastare la realtà crea tensione e frustrazione. Soltanto l’accettazione di ciò che è ci rende liberi e sereni. La serenità si può ottenere soltanto imparando ad accettarci, approvarci ed amarci, a prescindere dai risultati ottenuti e da ciò che ci manca.
Per stare bene dobbiamo amare e essere riamati. Senza amore, ma è più esatto dire senza spasimo e incertezza, la vita ci sembra grigia, noiosa e insignificante. Al limite, e almeno fino ad una certa età, forse è meglio amare e non essere ricambiati, che non amare affatto. Ma forse la soluzione del problema sta nella massima di Sant’Agostino: “La felicità è desiderare quello che si ha”! Dobbiamo apprezzare e amare ciò che già abbiamo senza darlo per scontato.

È un grave errore non amare, apprezzare ed essere grati per quello che è già nostro!

Dal male nasce il bene e viceversa

L’opposizione alla realtà si manifesta attraverso l’attaccamento eccessivo ai propri pensieri. Non è mai la realtà che produce sofferenza, ma l’idea che di essa ce ne facciamo! Più esattamente, sono i nostri pensieri in contrasto con la realtà, a crearci ogni genere di problemi e sofferenza. Accogliendo i nostri pensieri con comprensione e amore, riconoscendo che non siamo noi a produrli, ma il cervello, così come non siamo noi che scegliamo di respirare, ma dobbiamo respirare per vivere, insomma smettendo di dare potere ai nostri pensieri, cessano anche le paure, l’ansia e i problemi.

2. Il bisogno di avere ragione è una pretesa distruttiva
Sono arciconvinto che il rimuginamento interiore, e cioè il pensare sempre alle stesse cose, l’avere spesso pensieri negativi, è causato dal nostro innato e infantile bisogno di avere ragione. Il bisogno di avere ragione distrugge l’amore e il rispetto reciproco e crea biasimo, risentimento e odio. Avere ragione è la pretesa più deleteria in assoluto perché dissolve la capacità di amare e di essere riamati e spinge all’odio e alla cattiveria.
A riflettere bene, è da stupidi credere di avere ragione e volerla a tutti i costi; è un atteggiamento infantile voler avere sempre ragione! È puerile perché entrambi i contendenti credono di avere ragione. La realtà è che entrambi hanno ragione dal proprio punto di vista! Basta pensare all’odio acerrimo tra palestinesi ed israeliani, o tra sunniti e sciiti, tra due fratelli, entrambi convinti delle proprie ragioni e della giustezza delle proprie azioni e rivendicazioni, per renderci conto della gravità e pericolosità di tale pretesa. Tutte le liti, le discordie, le inimicizie e le guerre sono causate dalla pretesa di essere dalla parte della ragione. Credo anche che la fine di tanti matrimoni ed amicizie sia dovuta proprio al bisogno infantile, innato e insopprimibile di volere avere ragione.
Ribadisco: il contrasto è causato dal fatto che entrambi i contendenti, dal proprio punto di vista, hanno ragioni da vendere.

Il bisogno di avere ragione è strettamente legato al bisogno di potere o di predominio, che a sua volta affonda le radici nell’avidità e nell’egoismo umano alimentati da un’autostima insana, ossia troppo alta o troppo bassa.
E allora cosa bisognerebbe fare per sfuggire a questa trappola mortale che distrugge il rispetto reciproco e la convivenza civile? Bisogna farsi questa domanda: é più importante avere ragione o salvare il rapporto, l’amicizia, il rispetto, l’amore, la serenità, i propri beni e la propria stessa vita? Voglio avere ragione o essere felice? Lui vuole vincere? Se ne vale la pena, lascialo vincere: è ancora un bambino che vuole vincere! A meno che non preferisci la lotta, la rabbia, la distruzione e la guerra…!
Da qui si comprende che solo “in medio stat virtus”: la virtù è sempre al centro di due valori opposti e complementari (bene e male). La virtù è un difficile compromesso tra posizioni molto distanti tra loro!

Dal male nasce il bene e viceversa


3. La vita non è sotto il nostro pieno controllo
Non può essere il mito dell’eccellenza, così tanto in voga di questi tempi, la nostra ancora di salvezza, perché nel momento in cui ci diamo da fare per diventare espertissimi in un dato campo, siamo costretti a trascurare altre cose importanti e spesso ci ritroviamo con abitudini negative difficili da abbandonare. È il caso di una persona impegnata soltanto a fare carriera che trascura la famiglia, lo svago, la salute e le amicizie!
Occorrerebbe bilanciare opportunamente tra loro le tre sfere, personale, familiare e sociale, piuttosto che eccellere in un campo e traballare negli altri due! È anche utile sapere che capita a “tutti” di avere momenti, giornate e periodi di umore nero, come pure che non possiamo fare a meno di preoccuparci per la nostra riuscita personale e per i problemi dei nostri figli e del nostro partner, per la salute dei nostri genitori e parenti in genere, e per le traversie dei nostri amici.
Quanto alla vita di coppia e alle relazioni in genere, se esse non poggiano su solide basi di comprensione, amabilità, rispetto, flessibilità e soprattutto sulla reciproca accettazione, conducono presto al fallimento. Rinunciare a giudicare il prossimo e soprattutto a volere per forza ragione nelle discussioni è fondamentale per il mantenimento di buone relazioni che spesso sono più importanti delle capacità personali ai fini della riuscita nella vita. A tale proposito, la cosa più sensata è quella di non contraddire apertamente e di non pressare chi ci sta intorno! Ricordiamoci che le critiche sono distruttive sia per chi le riceve, sia per chi le fa.

Dal male nasce il bene e viceversa

La cosa più odiosa, stupida e inutile è il sarcasmo con cui si rimarcano gli errori dei nostri cari, come a voler far pagare chissà quale colpa. Basterebbe evitare il sarcasmo in famiglia ed essere più amorevoli per vivere in serenità ed armonia!
Il sarcasmo e il cinismo sono causati dal bisogno spesso frustrato di avere ragione.
Non è facile trovare l’equilibrio se lo cerchiamo al di fuori di noi stessi, ossia se lo facciamo dipendere dalle opinioni e dalle attenzioni degli altri. Smettiamola di volere apparire perfetti per paura della disapprovazione altrui.
La vita non può essere sotto il nostro pieno controllo essendo soggetta a molti fattori esterni, sempre vicini a noi e fin troppo coinvolgenti. Molte cose purtroppo non dipendono da noi e tutti viviamo prima o poi brutte esperienze e facciamo errori. Gli errori non mancano mai, ma è anche vero che proprio attraverso di essi cresciamo e miglioriamo. (Ogni cosa ha sempre vantaggi e svantaggi).
Quando ci capita qualcosa di brutto che non possiamo cambiare in alcun modo, l’unica cosa da fare è accettare la realtà in modo da liberarci subito dell’emozione negativa che ci fa stare male. In questo modo recuperiamo rapidamente la lucidità mentale offuscata dalle emozioni negative. Le emozioni spesso ci rendono stupiti e stupidi. E purtroppo ci emozioniamo spesso senza neanche accorgercene.

Dal male nasce il bene e viceversa

Già quando siamo soli e pensiamo, siamo emozionati senza saperlo! Rimuginare ci rende stupidi perché andiamo soggetti alle emozioni. Ecco perché accettando la realtà, anche se al momento non ci piace, evitiamo di perdere la testa e il controllo delle nostre azioni!
no stress1 300x300 DAL MALE NASCE IL BENE E VICEVERSA (1^ parte)La più grande virtù, secondo me, non è tanto l’assenza totale di trasgressioni, ma piuttosto saper comprendere cosa ci sta succedendo e riuscire a fermarci in tempo anche se ci troviamo sull’orlo del precipizio. Spesso è sull’orlo della follia che nasce la genialità, così come sull’orlo del fallimento arriva spesso la ricchezza, e sull’orlo della malvagità può nascere la santità!
Dalla somma degli errori e delle esperienze germogliano la saggezza e la flessibilità che sono sicuramente virtù grandiose, come pure la capacità di perdonare gli altri e perdonarsi. Invece, il male peggiore è rappresentato dall’orgoglio ferito -ancora il bisogno di avere ragione!- che scatena la voglia di vendetta, per cui il rancore finisce per disunire e corrodere il corpo e la mente come un tarlo causando danni irreparabili. Il più grave errore è ingiuriarci quando facciamo errori, quando le cose vanno male, perché continueranno a peggiorare.

Dal male nasce il bene e viceversa

4. Lo stress è seducente

La nostra vita è un guazzabuglio di vizi e di virtù perché abbiamo sicuramente molti pregi, ma anche tanti difetti. Insomma, siamo esseri umani e abbiamo una parte animale irrompente e una parte divina assestante!
E questo ondeggiare tra vizi e virtù è un bene o un male? L’uno e l’altro, come tutte le cose della vita, perché ogni cosa ha sempre due facce, anche se noi in genere ne vediamo una sola: quella che ci fa comodo… in quel dato momento!
Inoltre, non sappiamo vivere con sufficiente distacco e perciò, più ci attacchiamo alle cose materiali e alle persone, più siamo stressati. Lo stress ci incanta, ci seduce come le sirene di Ulisse, ci attrae proprio come le cose di cui non sappiamo fare a meno! Lo stress, senza accorgercene, ci piace: siamo noi che lo cerchiamo inconsapevolmente in quanto è il prezzo da pagare per soddisfare i nostri bisogni vitali e anche i nostri capricci, come pure per crescere e migliorare. Infatti, se non esci spesso dalla tua zona di comfort, inevitabilmente stressandoti, non cresci e non migliori! Tutto si paga.

Dal male nasce il bene e viceversa

Per sentirci vivi abbiamo bisogno di attaccarci alle cose, ma più ci attacchiamo ad esse, più ci stressiamo e consumiamo energie che non riusciamo a recuperare in tempo. A volte ci sentiamo stanchi fin dal mattino. Per uscire dal circolo vizioso dell’attaccamento eccessivo alle cose materiali, alle persone e al ritmo di vita frenetico che conduciamo, e ridurre la tensione, dovremmo imparare a rispettare i ritmi naturali – giorno e notte, movimento e riposo – ed eliminare l’impazienza e la fretta. La calma e la pazienza sono virtù meravigliose perché ci risolvono magicamente ogni problema.
Ma come facciamo a rispettare questi ritmi con la televisione che ci trattiene sul divano fino a tarda ora, il telefono e i telefonini che squillano in continuazione e i nostri tanti impegni importanti ed urgenti che abbiamo? Tutto sembra essere un inganno, persino il computer, a prescindere dai virus e dai messaggi indesiderati, perché era stato inventato per risparmiare tempo e fatica, ed invece ci ha raddoppiato il lavoro e ci rovina la vista e la schiena tenendoci avvinghiati davanti al monitor per ore e ore!
continua...
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