« «Non è bene prendere il pane dei bambini e gettarlo ai cagnolini», diceva Gesù. Per interpretare correttamente queste parole, è necessario comprendere a cosa corrispondono il pane e i cani nella nostra vita interiore. Il pane rappresenta tutte le buone cose preparate dal nostro cuore, dal nostro intelletto, dalla nostra anima e dal nostro spirito. Non bisogna darle da mangiare ai cani, vale a dire, simbolicamente, alle entità inferiori del piano astrale, ma occorre custodirle preziosamente per nutrire gli angeli, gli arcangeli e tutte le entità celesti. Infatti ci sono visitatori del mondo divino che sono felici di venire a soggiornare fra noi, ma se, avvicinandosi, constatano di non essere attesi e vedono che le entità inferiori hanno già mangiato tutto, si allontanano.
Ci sono spiriti luminosi che ogni giorno scendono accanto agli esseri umani. Si tratta di visitatori regali, e sono carichi di doni; ma occorre almeno essere in grado di accoglierli con un nutrimento che essi apprezzano: pensieri e sentimenti della più grande purezza. Altrimenti se ne vanno. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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