RIFLESSIONI




Se siamo in silenzio Quando rinunciamo alle nostre idee, pensieri e concetti facciamo spazio per la nostra vera mente. La nostra vera mente tace tutte le parole e le nozioni, ed è enormemente più vasta di angusti costrutti mentali. Soltanto quando l’oceano è calmo e quieto riusciamo a vedere la luna che vi si riflette. Il silenzio è fondamentalmente qualcosa che giunge dal cuore, non da un insieme di condizioni al di fuori di noi. Vivere in un luogo di silenzio non significa non parlare mai, non impegnarsi mai né fare cose; significa semplicemente che non siamo disturbati dentro, che non c’è un costante chiacchiericcio interiore. Se siamo davvero in silenzio non importa in quale situazione ci ritroviamo, possiamo goderci la soave spaziosità del silenzio.

tratto da "Il dono del silenzio" Thich Nhat Hanh




Se potessi offrirti Se potessi offrirti, stamani,
il regalo più prezioso
sarebbe un tempo senza inizio
e senza fine.
Una vita colma di buona salute
e di quella pace e gioia interiore
che possono provenire solamente dallo spirito.
(Hinmaton Yalaktit)





Niente da cercare ...Nascita, vecchiaia,
Malattia e morte:
Fin dall'inizio
È questo il modo in cui
Le cose sono sempre andate.
Qualsiasi idea
Di liberarti da questa vita
Non farà che avvincerti più stretto
Nelle sue spire.
Chi dorme
Cerca un buddha,
Chi è turbato
Si volge alla meditazione.
Ma colui che sa
Che non c'è niente da cercare
Sa anche che non c'è niente da dire.
E tiene chiusa la bocca.
(Ly Ngoc Kieu)



Risentimento ...Il risentimento è una forma di autolesionismo,
nuoce inevitabilmente a chi lo produce.

Provare risentimento significa produrlo,
produrlo vuole dire avvelenare e avvelenarsi.
Che senso ha volersi male per desiderare il male ad altri?
(Andrea Pangos)





Bisognerebbe ...Bisognerebbe fare ogni cosa,
anche le più banali,
soprattutto le più banali,
con la più grande cura
e con la più viva attenzione,
come se da ciò dipendessero le sorti del mondo
e il corso delle stelle, e d'altronde è vero che le sorti del mondo
e il corso delle stelle ne dipendono.
Christian Bobin



« Ciò che è limitato non può comprendere l’illimitato. E poiché la coscienza umana è limitata, essa non può conoscere Dio, l’Illimitato. O più esattamente, l’uomo non può conoscere Dio fintanto che rimane al di fuori di Lui. Lo conoscerà solo entrando nell'immensità, fondendosi con essa, confondendosi con essa. Finché una goccia d’acqua rimane separata dall’oceano, non lo può conoscere; ma se ritorna all’oceano, non la si può più separare: la goccia diventa l’oceano e a quel punto lo conosce.
Direte: «Ma l’uomo è nell’universo, ne fa parte, non è separato dall'illimitato, da quell'infinito che è Dio». Sì, ma non ne è cosciente. Viceversa spesso è in piena coscienza che decide di separarsi da Dio, e in seguito dichiara che Egli non esiste. Quindi, se vogliamo conoscere Dio, dobbiamo coscientemente fonderci in Lui, perderci in Lui. A quel punto Lo conosceremo perché diventeremo Lui, e saremo tutt'uno con Lui.  »

Omraam Mikhaël Aïvanhov