DAI GHIACCHI DELL'ANTARTIDE EMERGONO PIRAMIDI

Buonasera a tutti. Questa notizia, rinvenuta su un sito, mi ha fatto saltare sulla sedia perchè sono anni che sostengo che l'Antartide nasconde segreti pre-glaciazione.
Ma volevo essere certa della notizia ed allora ho cercato su Google ed ho trovato dei video di Voiager che ne parlano, ma non mi bastava ancora ed ho trovato altri video di notiziari RAI in cui viene data la notizia. Vi incollo il sito così potete controllare:
http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-363db49b-0750-44a0-ba84-2c94c3bf109c-tg2.html


In Antartide, a causa dello scioglimento dei ghiacci, sono state scoperte da un team di scienziati statunitensi ed europei, tre antiche piramidi.

Due sono state scoperte nell’entroterra, a circa 16 chilometri dalla costa, mentre la terza si trova proprio in prossimità della costa. Le prime informazioni riguardo a queste piramidi, sono apparse sui media occidentali lo scorso anno.

Alcune immagini sono state pubblicate, e sembrano comprovare che questo continente di ghiaccio, una volta fosse abbastanza caldo da ospitare una civiltà avanzata in grado di costruire monumenti grandi dimensioni.
Finora se ne sa comunque molto poco, perché la squadra di ricercatori continua a mantenere il silenzio sulla scoperta. Le uniche informazioni affidabili fornite dagli scienziati, riguardano la possibilità di una nuova spedizione per approfondire e determinare con certezza, se le strutture piramidali siano veramente di origine artificiale. Purtroppo non sono ancora stati resi noti i dettagli sulla tempistica della spedizione.

Se i ricercatori saranno in grado di dimostrare che queste piramidi sono effettivamente strutture costruite dall’uomo, la scoperta potrebbe determinare una vera e propria revisione della storia dell’umanità, come non è mai successo in precedenza. Nel frattempo, di recente, sempre in Antartide sono state fatte alcune strane e interessanti scoperte. Nel 2009, ad esempio, alcuni scienziati del clima hanno trovato delle particelle di polline di palma, rivelando che una volta in questi luoghi, crescevano piante di questo genere e che la temperatura estiva doveva raggiungere almeno i 20/21 gradi.

E’ possibile che l’Antartide, in un recente passato, fosse dunque abbastanza caldo da poter ospitare una civiltà avanzata in grado di costruire piramidi, e verosimilmente anche altre strutture analoghe, e che molte di queste giacciano ancora sepolte sotto il ghiaccio? Sappiamo ormai che cambiamenti climatici anche molto repentini si sono verificati nella storia. Ad esempio, in Egitto, le analisi del livello di erosione procurato dall’acqua sulla Sfinge, hanno messo in evidenza una storia di cambiamenti climatici (da clima tropicale a clima desertico), avvenuti in poche migliaia di anni, e permesso agli studiosi di retrodatare l’età del monumento, che avrebbe dunque più di 10.000 anni. Quindi se il clima in Egitto è cambiato così rapidamente, è possibile che anche quello antartico sia cambiato radicalmente, nell’arco di poche migliaia di anni.
Secondo la “teoria di correlazione” di Robert Bauval e Adrian Gilbert, la costruzione delle piramidi di Giza avrebbe avuto luogo in un periodo precedente al 12.500 avanti Cristo. Inoltre le tre principali piramidi della necropoli di Giza, sarebbero allineate con le tre stelle della costellazione di Orione e tale correlazione sarebbe stata intenzionalmente perseguita dai costruttori delle piramidi.



Il riferimento a questa data (12.500 avanti Cristo), è significativa anche per “Graham Hancock”, dal momento che tale datazione coincide con il momento preciso in cui, una precedente civiltà avanzata, avrebbe visto il proprio declino a causa di un gigantesco cataclisma. Nel suo libro intitolato “Impronte degli Dei”, Graham Hancock parla di tracce che porterebbero a concludere che strutture a forma di piramide siano state costruite in tutte le culture del mondo, e che questi monumenti contengano tutti simili ed evidenti configurazioni astronomiche.
Attraverso l’analisi di antichi monumenti appartenenti a svariate culture – come la Grande Sfinge d’Egitto, i misteriosi templi di Tiahuanaco, le gigantesche linee di Nazca in Perù, le enormi piramidi del Sole e della Luna in Messico – e il confronto di questi con i miti e le leggende universali e con lo studio accurato delle antiche mappe di questi luoghi, lo studioso ha potuto ipotizzare l’esistenza di una grande antica civiltà, dotata di intelligenza superiore, di tecnologie sofisticate e conoscenza scientifica avanzata, la cui “impronta”, sarebbe però stata spazzata via completamente, da un disastro globale di enormi proporzioni.


 Ogni cultura ha adorato i loro re come divinità, mentre le religioni erano tutte rivolte alla ricerca dell’immortalità dell’anima e i sacerdoti erano spesso astronomi, in grado di prevedere i movimenti celesti. Questa grande comune unità culturale suggerisce che la civiltà umana non nasca improvvisamente dal nulla, ma sia stata, per così dire, “aiutata” da esseri dotati di conoscenze tecnologiche e culturali avanzate e ne abbia subito l’imprinting. La prova principale a sostegno di questa teoria, riguarda la datazione dell’espansione dell’agricoltura nel mondo. Si è scoperto infatti che l’agricoltura è nata contemporaneamente in almeno sei grandi aree del mondo, senza alcuna relazione apparente tra loro: Centro e Sud America, Mezzaluna Fertile, Africa centrale, Cina orientale e Sud Est Asiatico.