Il cammino di Compostella


Which route should you take for the Camino de Santiago?: Camino de Santiago routes through Europe:


Anche il pellegrinaggio è un simbolo. Chi affronta uno dei grandi cammini tradizionali europei come quello di San Giacomo, deve essere pronto a incontrare esperienze che potranno trasformarlo. Ma perché San Giacomo e perché proprio quella terra di Galizia?
I pellegrini arrivavano da tutta Europa. Muniti della conchiglia di San Giacomo, la cappasanta, partivano per il lungo cammino sulle strade affidate alla custodia dei cavalieri templari. La congiunzione tra corporazioni (compagnons) e templari avveniva a Compostella: il luogo alchemico. Ma chi era San Giacomo e che cosa rappresenta il cammino di Compostella, la via che porta a Compostella? Tenterò di trasmettervi quel poco che so. Secondo la carne (nel mondo terreno) Giacomo è cugino di Gesù. Secondo il cielo (dagli astri forse, e comunque da Dio), il suo destino spirituale
è segnato. Giacomo muore martire come Gesù, dopo essere stato il primo vescovo di Gerusalemme e aver così inaugurato la dinastia di Gesù. San Giacomo è patrono degli alchimisti. E’ detto “Maggiore” e fu, con suo fratello Giovanni, Andrea e Simon-Pietro, uno dei primi discepoli di Cristo (dopo essere stato compagno di Giovanni Battista). Come San Giovanni venne chiamato da Gesù con il nome misterioso di “Boanerges” (Figlio del tuono). Il tuono non è forse la parola divina, il Verbo, la Tradizione trasmessa oralmente?

Carlo e Vittore Crivelli, San Giacomo Maggiore, polittico di Monte San Martino,  1477-1480:  
Carlo e Vittore Crivelli, San Giacomo Maggiore, polittico di Monte San Martino, 1477-1480 

Dopo l’ascensione di Cristo, Giacomo inizia ad evangelizzare la Giudea e la Samaria. Nulla lo ferma “né le parole dei potenti”, precisa papa Calisto II, “né gli uomini dal cuore duro”. Poi si reca in Spagna dove trova qualche discepolo. Nell’anno 39 torna in Palestina. Imprigionato da Erode, viene decapitato. Nottentempo, due dei suoi discepoli – Atanasio e Teodoro – raccolgono il suo corpo e lo adagiano su una barca priva di timone. Questa, guidata da un angelo, approda in Galizia. Il corpo del santo viene misteriosamente sbarcato e posato su una pietra che all’istante si trasforma in sarcofago. Precisiamo che – secondo la leggenda – il viaggio per mare durò sette giorni. Nell’anno 813, un eremita di nome Pelagio (uomo del mare) scoprì la tomba dell’apostolo. Fu aiutato nella ricerca da vari fenomeni straordinari: stelle scintillanti, musiche celestiali. Ritroviamo quindi le origini del pellegrinaggio medioevale di Compostella. Attraverso la Francia, partendo da Parigi, da Vézelay e dalla regione di Arles, quattro grandi vie convergono verso i colli di Roncisvalle e del Somport nei Pirenei, per riunirsi poi in un unico cammino verso Ovest.
In terra spagnola, la via è delimitata da due linee parallele, disseminate di luoghi che portano nomi di stelle. Proprio perché è un “cammino verso la stella” il pellegrinaggio a Compostella rappresenta allegoricamente il procedere dell’Opera alchemica. Del resto, le varie etimologie proposte per il nome Compostella confermano questa interpretazione: compos stellae (il maestro della stella), campus stellae (il campo della stella). Fulcanelli afferma che tutti gli alchimisti devono obbligatoriamente compiere il pellegrinaggio di Compostella. Quanto meno in senso figurato, perché durante le varie fasi dell’Opera l’adepto deve restare ai fornelli giorno e notte. Sorvegliare la materia. Sorvegliare il fuoco. Secondo Fulcanelli i saggi, avrebbero velato con l’allegoria del pellegrinaggio a Compostella la preparazione della materia o mercurio comune. “L’operazione è terminata quando sulla superficie appare una stella brillante; formata di raggi emananti da un solo centro, prototipo dei grandi rosoni delle nostre cattedrali gotiche.

camino de santiago:

E’ questo il segno sicuro che il pellegrino è arrivato felicemente alla conclusione del suo primo viaggio. Ha ricevuto la benedizione dell’apostolo Giacomo, confermata dal sigillo luminoso che, a quanto si dice, brillava sopra la tomba dell’apostolo stesso. L’umile conchiglia che portava sul cappello è diventata un astro splendente, un’aureola di luce.” Il cammino di Compostella – secondo la tradizione – rappresenta la via lattea. Ora, quest’ultima fa pensare al latte della Vergine (lac virginis) il mercurio dei saggi, che ha una parte così importante nelle operazioni pratiche dell’opera alchemica. E gli attributi di S. Giacomo sono il bastone (simbolo del fuoco divino, della magia, dell’autorità spirituale), la stella (sigillo della Grande Opera), la conchiglia (immagine di fecondità, di matrice universale, del mercurio, della tradizione portatrice di conoscenza), il cane (equivalente del corvo come simbolo della materia prima).
E quindi, è proprio nel campo della stella (campus stellae) che la stella del composto permette all’Artista – conducendolo alla meta – di diventare il maestro della Stella (compos stellae). Il cammino di San Giacomo di Compostella è scritto nel firmamento e rappresenta la via lattea che raggiunge la stella polare. Infatti la via lattea è detta anche “Via di San Giacomo”. La sua direzione indica il Nord e il suo punto terminale, la stella polare, sovrasta l’asse del mondo. Il vero cammino iniziatico è il cammino delle stelle (Sirio sarebbe in posizione perpendicolare rispetto a Santiago). Con il pellegrinaggio, vero viaggio iniziatico, il pellegrino rischiava la vita per sublimarla e ricevere alla fine del percorso lo stato di grazia della conoscenza che permette il risveglio dell’anima. Così il cammino di San Giacomo conduceva il pellegrino, dopo molte tappe; fino al termine della sua stessa trasformazione. Il pellegrinaggio restituiva l’uomo alla sua dimensione cosmica originale. Certi pensano che il pellegrinaggio di San Giacomo sia nato sotto il regno di Carlomagno. Sbagliano: il cammino di Compostella risale alla notte dei tempi.

Ma perché andare a Compostella? La risposta è fin troppo ovvia: per devozione naturalmente! Senza dubbio la maggioranza di coloro che seguivano il cammino di San Giacomo erano mossi da una fede straordinaria e il loro numero era grande in un’epoca di misticismo ardente e spesso fanatico. Quella tuttavia non era la sola motivazione Vi erano anche certi pellegrini, modesti e attenti a non dare nell’occhio, che appartenevano a qualche confraternita segreta. Sul cammino di Compostella trovavano più che altrove l’occasione di incontri e di riunioni lontani da sguardi indiscreti. Alcuni luoghi divennero addirittura centri privilegiati per questo tipo di persone. Chi vi rimaneva per qualche giorno era sicuro di incontrare dei fratelli in scienza ermetica. Alcuni conventi, situati di solito sulle “bretelle” che facilitavano il passaggio da un itinerario all’altro, acquisirono una fama che, pur essendo nota ai soli iniziati, era comunque vastissima.

Per coloro che non avevano un appuntamento fisso, esistevano segni prestabiliti che permettevano di riconoscere sia i luoghi doppiamente santi che i fratelli in “alta scienza”. Lungo tutto il cammino sculture e bassorilievi portano ancora la testimonianza di questo insegnamento iniziatico. Come ad esempio il bassorilievo scoperto tra le rovine del monastero delle Dune di Coxyde, e che viene chiamato enigmaticamente “pietra dell’ariete”: un piccolo capolavoro per le dimensioni e un grande messaggio per il simbolismo. L’immagine raffigurata è molto esoterica: la parte superiore reca a sinistra un sole con 9 raggi; una rosa dei venti indica i punti della levata e del tramonto del sole nei solstizi d’inverno e d’estate. Ma naturalmente anche le costruzioni e i luoghi erano portatori di messaggi. Eunate, ad esempio, è una modesta cappella ottogonale racchiusa entro un ottagono di archi disposti come quelli di un chiostro, ma aperti in tutte le direzioni anziché racchiusi entro un patio. Eunate in basco significa “le cento porte” o forse, dato che non si tratta di un plurale “quella dalle cento porte”.

Iglesia de Santa María de Eunate ( Navarra ) IGLESIAS DE PLANTA CENTRALIZADA, circundada en su totalidad por una arquería exenta con capiteles decorados.:

E’ situata sulla via più antica verso Compostella, quella che passa da Jaca sotto il Somport, e si trova a pochi chilometri da Puenta la Reina dove questo cammino si congiunge con la via più cristiana attraverso Roncisvalle e Pampelune. Ciò dimostra chiaramente che la cappella non era destinata a tutti i pellegrini, tanto più che la via di Jaca era usata prevalentamente dai membri delle corporazioni. La divisione dell’edificio in deambulatorio esterno e in santuario interno ricorda vagamente la costruzione dei labirinti; non di quelli complessi delle cattedrali francesi, ma di quelli ritrovati in Galizia e in Cornovaglia e che risalgono al neolitico. Il loro percorso simboleggia il “ritorno alle origini” in due tappe successive, ritorno al grande utero della Madre Terra, Nostra Signora, promessa e occasione di rinascita. La carità svolgeva anch’essa un ruolo non transcurabile nello svolgersi del pellegrinaggio; penso in particolare agli “hospitalet”, il cui nome evoca l’ospitalità più che l’ospizio. Erano costruiti dai monaci dell’ordine di Cluny.
I pellegrini vi trovavano cure, conforto materiale e spirituale nella assoluta gratuità della “Caritas”. Il cammino attraversa il cuore delle città santificate da una chiesa il cui nome ricorda il santo patrono di coloro che sono “in cammino sul sentiero”. Luoghi predestinati in cui chi faticava sulla via della salvezza incontrava coloro che non osavano partire. Era un onore ospitare sotto il proprio tetto il viaggiatore che aveva accettato il rischio di lasciare la sua casa. I pellegrini portavano con sè i desideri, i sogni, le speranze nascoste di coloro che restavano. Il sentiero è costellato di menhir, colonne e pietre piantate nella terra. Il pellegrino le vede, le sente; esse lo accompagnano in ogni momento, seguendo ogni sua svolta, ogni suo capriccio di saggio, ricco di una saggezza diversa dalla logica attuale. Il pellegrino lo sa. Ha preferito la via alla routine perché la via rappresenta una rottura con tutto il passato. Per la sua lunghezza essa è progresso, ossia cammino verso la conoscenza, verso gli uomini che finalmente si trovano.

El camino de Santiago:

Per la sua ristrettezza essa impedisce la dissipazione. Come ben dice il poeta: “stretta è la via che conduce alla vita”. Il pellegrino lo sa. Ogni passo è un sogno. Avanza con ritmo. Il bastone porta lo spirito e il corpo per meglio elevarli. Nessuna preoccupazione di velocità, né di precedenza. Lo spirito ricerca le cause, si libra sulle visioni. Tutto è in tutto, il pellegrino lo sa. Lo spirito è libero; poiché la direzione è già stata presa. Il pellegrino lo saprà come altri lo hanno saputo. Se raggiungerà la vetta della collina che precede Santiago, sarà re (il primo pellegrino che arrivava sulla collina era chiamato re). Re di cuori, di fiori, di picche e di quadri. I quattro elementi formano il composto dal quale nascerà la stella “Compostela”, la stella di San Giacomo Maggiore, fratello di Cristo. Ma dove si trova questo cammino di San Giacomo? Dove possiamo trovarlo? Come sul mare, come nel cielo non esistono sulla terra percorsi tracciati. Il cammino è nascosto dalle ali degli uccelli, dal fuoco delle stelle, dai fiori delle diverse stagioni. Ciascuno di noi deve scoprire, e a modo suo, la conoscenza del cammino invisibile.

Elisabeth de Thex 

MACRO

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