TUTTE LE PORTAEREI USA IN CANTIERE. PER RENDERLE INVULNERABILI?

Portaerei Usa attaccata da hacker cinesi: è la terza Guerra Mondiale? Non dimentichiamoci della Cina che, complice un’espansione economica senza precedenti, mira a un ruolo fondamentale negli equilibri geopolitici. In queste ore fa discutere il rischio di attacchi hack #cina #usa #hacker #guerramondiale:



Tutt’e dieci le portaerei americane,  con le relative squadre d’appoggio,   sono state richiamate in patria; è la prima volta dal 1947, e ciò ha dato adito a domande e sospetti: false flag  in arrivo?
Paul Craig Roberts  dice di aver ricevuto da un agente dell’intelligence un’altra precisa motivazione: le portaerei sono in cantiere per sostituire l’intero reticolato  in rame dei loro apparati elettrici con fibra ottica. Perché, “apparentemente, i russi hanno la capacità di spegnere
i sistemi operativi delle nostre navi e portaerei il cui apparati elettrico funziona a cavi di rame”.
Come (forse) si ricorderà, nell’aprile 2014  l’incrociatore  lanciamissilili americano Donald Cook fu fatto entrare nel Mar Nero  contro le convenzioni di Montreux, a provocare la Russia; un Sukhoi SU-24  disarmato sorvolò a bassa quota  la nave simulando un attacco,   e  l’equipaggio americano scoprì,  con terrore,  che i sistemi  missilistici a bordo erano paralizzati, i quattro radar   disabilitati insieme agli apparati di trasmissione e ai circuiti di controllo:  “ciechi e sordi”.  Il comandante riparò a tutto vapore la Donald Cook in Romania, dove – si dice –  27  marinai avrebbero chiesto di essere  rilevati dal servizio  per lo shock subìto.
Il fenomeno si ripeté, qualche tempo dopo, con l’incrociatore USS Washington.
Secondo Craig Roberts,  successivamente,  “due caccia israeliani Made in Usa  sono stati spediti a mostrare disobbedienza al  controllo russo dello spazio aereo in Siria. I russi hanno  comunicato agli israeliani di andar via, e quando questi non l’hanno fatto, i russi hanno spento i  sistemi di controllo del fuoco e comunicazione dei loro aerei”.
Il 12  gennaio, Israele ha bombardato l’aeroporto militare di Damasco. C’è da chiedersi se i caccia israeliani che l’hanno fatto abbiano ricevuto le modifiche che li rendono non più vulnerabili alle contromisure russe. Quella stessa invulnerabilità che le portaerei americane stanno acquistando con la sostituzione dei cavi di rame con le fibre ottiche.
Se la notizia è confermata, essa  mostra l’estrema pericolosità della situazione; forse la  Russia ha perso un vantaggio militare,  e il Pentagono riacquista la total  global  dominance.
La tensione di queste ore è ancor meglio dipinta da questo fatto: Trump, o meglio la sua squadra di transizione, ha ordinato la rimozione del capo della Guardia Nazionale, generale Errol R. Schwartz,  della capitale Washington un minuto dopo il suo insediamento  (alle 12.01), ma prima della cerimonia di inaugurazione prima che  cominci la parata inaugurale. Schwartz è stato fra quelli che hanno approntato la “security” nel giorno dell’insediamento.  Vedrà partire le guardie  nazionali  della capitale (più 5 mila  truppe aggiunte per la  cerimonia) ma non le vedrà tornare nella caserma. Ci dev’essere un motivo.
Trump ha anche ordinato a tutti gli ambasciatori nominati da Obama  di lasciare i loro posti il giorno stesso dell’inaugurazione – altra cosa molto inabituale, di solito si lasciano gli ambasciatori stare anche qualche mese, perché i figli finiscano l’anno scolastico. Non sono tempi soliti. 

MACRO

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