UNA RIFLESSIONE DI GABRY


Portatori di handicap:


Scrivo questa nota con una punta di amarezza condita da una parte di cinismo. Sono una persona che crede ancora fermamente nei valori: amicizia, rispetto e SOLIDARIETA'.
Ho provato a riavvicinarmi alla politica nella città dove vivo sperando, così, di promuovere un maggiore interesse verso le
classi sociali più deboli, quelle costantemente penalizzate anche senza crisi, famiglie con bambini o famigliari disabili, con ritardi mentali, anziani con pensioni insufficienti a vivere decorosamente e dignitosamente dopo aver lavorato una vita, giovani e meno giovani senza lavoro e con l'impossibilità di crearsi una famiglia, malati e portatori di handicap o "diversamente abili" come si dice ipocritamente oggi, almeno a mio modesto avviso.
Non ho avuto nessun riscontro, anzi, c'è una commissione, giusta, per l'integrazione dei cittadini stranieri, ma nulla di simile che riguardi le categorie sopra citate.
Non ho risposte sul perchè, o meglio, le ho, ma queste considerazioni preferisco tenerle per me.
Non credo che tale situazione sia uguale sul territorio nazionale, conosco città, qui, nel mio Piemonte, ove le cose funzionano più che bene, diversamente da quanto accade ad altre.
Neppure tra le associazioni c'è solidarietà. Il modello politico si ripercuote uguale, per la maggior parte sono gli uomini a detenere le posizioni di dirigenza, si lamentano che non hanno aiuto, ma quando ti offri ti mettono da parte se hanno paura che puoi, in qualche modo, attentare alla loro posizione di superiorità.
O ti ignorano completamente.
A me è accaduto in tutte e due le situazioni.
Sia i politici che, peggio ancora, gli "amici" disabili, non una volta ti domandano come stai.
Cha tempi squallidi che stiamo vivendo!!!
Eppure le persone semplici, quelle che vivono normalmente, che tutti i giorni si preoccupano di mettere insieme il pranzo con la cena, quei genitori che dedicano la loro vita, tra millè difficoltà, occupandosi dei loro bambini e specialmente di quelli malati, o disabili, 24 ore al giorno, sfiniti dalla stanchezza, quei figli che con amore e sacrificio si occupano dei loro anziani, queste persone, dicevo, sono il simbolo dell'italiano vero, quello che ha un cuore che palpita, che ama, che combatte per difendere i diritti dei propri cari, che si commuove e che ride, e sono anche quelli che non vengono considerati da nessuno perchè hanno dei problemi e risolvere i problemi comporta attendere al proprio lavoro con la volontà di dare una mano, di non lasciarsi intrappolare dalla burocrazia, di cercare unavia d'uscita che c'è, esiste, se solo la vogliamo vedere.
Questi sono gli eroi della nostra era, eppure non hanno diritto a case con affitti possibili, non hanno diritto ad avere aiuti di nessun genere, a volte nemmeno domandano perchè hanno una dignità che impedisce loro di farlo, un pudore sconosciuto a certi potenti della politica che, per i troppi soldi, hanno bisogno di emozioni sempre più forti, di sballi di sesso e droga, e donne, perchè il potere è una brutta bestia e lo devi saper cavalcare o lui prenderà il sopravvento su di te.
Chi mi conosce sa che più che i partiti mi interessano le persone e quello che fanno,non quello che dicono di fare.
Non mi interessa il tuo colore politico, è una veste, può essere tolta o indossata.
Mi interessa che cosa provi dentro di te, mi interessa sapere se ti indigni quando un bambino non vede riconosciuti i propri diritti, quando un disabile gravemente malato si vede rifiutare dei servizi essenziali o deve vivere con 240€ al mese.
Mi interessa sapere quanto sei disposto a metterti in gioco.
Io sto giocando da molto tempo.
Da sola.
Ecco..se esiste un politico così ed ha bisogno di aiuto, può contare su di me.
Altrimenti...continuo a restare un cane sciolto per il tempo che il Padre vorrà concedermi.

Gabry Fogli

Fu solo dopo la malattia che

capii quanto sia importante dir di sì

al proprio destino.

In tal modo forgiamo un io

che non si spezza quando accadono

cose incomprensibili; un io che

regge, che sopporta la verità, e che

è capace di far fronte al mondo

e al destino.


C.G.Jung