ESSERE DONNA OGGI





Abbiamo selezionato per voi alcuni articoli che dicono di Donne oggi, come la Donna appaia sui mas media italiani che secondo noi è un insulto alla Femminilità, oltre a un ormai certificato decadimento o meglio scadimento di un valore etico morale dell’essere Donna.
https://i2.wp.com/umsoi.org/wp-content/uploads/2010/08/tette.jpgOggi riteniamo sia ormai un luogo comune che dire Donna significhi solo indicare l’esibito di tette e fondo schiena ed altre parti più o meno gradevoli del corpo, Donna non vuol più dire per la maggior parte delle Teen Egers, senno cultura e perche no! Pudicizia, con questo non intendiamo essere bacchettoni ma ben si coerenti con quello che dovrebbe essere il valore della Femminilità.
Purtroppo il gossip girl pare interessi molto più della stessa politica e non solo, ma potremmo dire del quotidiano affanno, di poi non dobbiamo tralasciare la morale, immorale, sempre edotta al Femminile che ci viene profusa dalle varie soap opere, che dire? Forse con questi mezzi si cerca di distrarre la gente da problemi più tangenti? E chiaro che per i Maschietti un bel paio di tette e quant’altro di una Donna crea distrazione e piacevolezza cosi come è chiaro che i modelli televisivi dei vari fondo schiena e quant’altro per le Donne divengono modelli imitativi.
Ma a questo punto viene da chiedersi è questo un modello di società civile, responsabile, educata e moralmente ordinata?. O piutosto è un modello ci si permetta di un grande “casino” a cielo aperto? Tralasciamo in questo scrivere quant’altro vi sarebbe da dire sul mondo Gay e Trans, ma questo essendo un altro discorso che riprenderemo prossimamente. E che comunque rientra ancor più pregnantemente in quel decadimento morale divenuto spettacolarizzazione, cronaca morbosa e sempre più spesso modello imitativo. Ci si consenta concludere questo nostro scritto col dire in che “casino” di società stiamo vivendo???.
La Donna nella pubblicità
teen5Che tragedia, la donna in televisione. Esaltate dall’estate, le donne in tv sono: o giovanissime e seduttive con gambe, sederi e tette di fuori. O, nell’ordine: portano la dentiera; vanno troppo al gabinetto e quindi gli serve qualcosa che freni; ci vanno troppo poco e devono ritrovare la naturale regolarità. Decidono di fare tanta pipì per depurarsi, ma, come cominciano ad avere un po’ più di quarant’anni, la pipì se la fanno addossso e urge risolvere il problema dell’odore in ascensore. L’odore perseguita, e piomba sotto le ascelle: se le signore vogliono piacere devono trovare un prodotto che non faccia sudare (quindi contro natura) e non le pianti in asso durante la giornata.
Gli uomini possono al massimo patire un gentile mal di testa, ma passa in un moment. Una volta avevano mal di schiena: ora, con l’emancipazione, lo hanno lasciato alle femmine. Di nuovo: che sta succedendo? E’ vero che il 60 per cento del pubblico tv è femminile, però è vero nello stesso tempo che le donne sono le maggiori responsabili di acquisto. Se la fanno addosso solo loro? Non pensano alle incontinenze maritali? Ah, già, gli uomini sono sempre virili, l’esempio viene dall’alto. Mentre le ragazze, per apparire emancipate, si devono porre come oggetto del desiderio o come consapevoli impiastri. Anche quelle visibilmente intelligenti, non mostrano al video il vero volto, bensì una maschera, tirati tu che mi tiro anch’io. E’ come se le donne vere stessero scomparendo dalla tv, sostituite da una loro rappresentazione grottesca, volgare, grondante fisicità. Una «machera» esuberante, ma pure puzzolente.
Le Donne della Televisione
Mettiamoci dal punto di vista maschile: la bellezza e l’immagine sono tutto. Allora le donne rappresentate in TV si dividono in 3 categorie: le divine, le gradevoli, le donne della realtà.
femminaLe Divine- sono già dotate di carrozzeria superlativa da Madre Natura. Quelle gambe chilometriche non te le confeziona certo il chirurgo estetico. Sono giovanissime e i nuovi modelli spiano già da dietro le quinte. Possiamo pensare che il volto perfetto sia la bellezza dell’asino. Ma le tette no. Le tette il fascinoso chirurgo le ha staccate da un corpo più tozzo e più prosperoso e gliele ha incollate al posto giusto. Belle sì, eccessive sempre. A pensar male vengono in mente le stravaganze delle trans, con rispetto per loro. Ma forse è tutta invidia.
Che poi le divine farebbero la loro bella figura anche con un abito dei grandi magazzini. Invece no. Abiti da sera luccicanti e colorati sembrano fatti di proposito per sottolineare le loro grazie. E pencolano pure sui tacchi a spillo. Quelli con i quali fai tre passi ma che per camminare li butti. Così le gambe sembrano ancora più lunghe.
Non basta. Il trucco, le luci, il bravo regista fanno il resto, se mai ci fosse qualcosa da aggiungere. Non sarò mai come loro, pensa la spettatrice ammirandole ed odiandole. Ma la mela avvelenata è in agguato. Ecco che qualche trasmissione di gossip cattivello le riprende in spiaggia con la luce sbagliata. E la cellulite delle divine umiliate finisce pure in Internet. La TV minaccia: attenta, bambina, io ti ho creata e io ti distruggo.
Le Gradevoli– comprendono tre gruppi: le giovani non bellissime, per lo più giornaliste o conduttrici, le divine non più di primo pelo, le ex-cantanti, ex-attrici, ex-star televisive di età avanzata. In questo caso il look accattivante è garantito da un pezzo di tetta in vista, dal vestito giusto, dal trucco sapiente, dalla pettinatura furba e dal solito regista, più mago del primo, che tra studio, luci e riprese ce la mette tutta per renderle belle. E ci riesce egregiamente. La spettatrice si rasserena e le guarda speranzosa.
Beh, se la cantante ottantenne fa ancora la sua figura anch’io posso farcela. In questo caso non è solo la bellezza – mai posseduta o sfiorita – ma sono intelligenza, verve e vitalità a renderle belle. Ahimé, qualcosa sfugge al rigido controllo estetico-anagrafico della TV sulle donne. Forse non se ne sono accorti. Diciamocelo sottovoce.
donneLe Donne della realtà– comprendono due categorie: quelle intervistate per strada e quelle invitate in TV. Non si capisce perché, all’apparenza, quasi nessuna di costoro sia stata graziata da Madre Natura. Eppure le divine vengono dal popolo. Qui le gambe si accorciano, i sederi debordano, le tette sono magari grandi ma non belle, gli occhi sono maron e i capelli del colore sbagliato. Quelle intervistate per strada sono anche spettinate, chissà perché tutte con la crescita e senza trucco. Sono colte in flagrante nel momento peggiore e pure l’eloquio italiano pencola. Forse non volevano essere intervistate.
Ma poi l’orgoglio di finire in TV e la probabile invidia delle vicine le ha indotte in tentazione. Oppure è colpa del regista che vuole dimostrare che quella è proprio la “gente”, genuina, spontanea, senza trucchi. Peggio risulta, meglio è, come quando nel cinema si fingono le riprese amatoriali e allo spettatore gira la testa. Fatto sta che l’intervistata gongola ad essere ripresa in TV comunque.
Ma se si vedesse forse gongolerebbe di meno. Anche a lei farebbe piacere far parte delle “gradevoli”, perché no? E basterebbe poco. Portarla in casa, nell’angolo migliore, o al bar, darle una pettinata e una passata di cipria. Soprattutto fornirle un operatore furbo. Le telecamere, si sa, fanno miracoli. La guardi e pensi a quanto è brutta. Ma poi ti penti di un pensiero tanto maschilista – siamo o non siamo vittime consenzienti? – e ti dici che la fanno apparire più brutta del necessario. Per loro, per la televisione, lei è un numero, una signora Maria qualsiasi.
Le donne della realtà invitate a trasmissioni – solitamente di basso profilo – cercano disperatamente di rientrare nella categoria delle gradevoli. Eppure non ci riescono. La pettinatura sembra confezionata dal parrucchiere sotto casa in stile anni 50. Magari è stata la parrucchiera dello studio a infierire su di lei perversamente. Chissà. Il trucco è esagerato e maldestro. Il vestito è quello della domenica, bello non c’è che dire. Ma lei si aggira impacciata, rimpiangendo la vestaglietta. Le scarpe col tacco le ha portate solo al matrimonio e si vede che i piedi le fanno male.
Insomma, volendo, qualsiasi donna può essere resa gradevole. Ma la televisione non vuole. Bisogna vendere “sogni” o illusioni o finzioni. Altrimenti il mercato non tira. Bisogna spacciare ansia. E la donna della realtà appare una popolana travestita. Il gap tra lei e le divine, ma anche le gradevoli, appare evidente. La spettatrice si immalinconisce di fronte a tanta bellezza inaccessibile e a tanta bruttezza imprescindibile. Chiede tristemente allo specchio lei dove si colloca. Forse compera creme che promettono miracoli. O acquista vestiti e scarpe come quelli delle divine che lei non metterà mai. Magari si consola, se è fortunata e ha un marito innamorato, pensando che lui la desidera ancora ed essere divine non è poi tanto importante. O forse no. Si attacca alla bottiglia di per tirarsi su. Lo fanno in molte.
Donne e dignità nei media
velineLe donne devono esigere il rispetto della loro dignità in tutti i settori, media compresi dove spesso sono rappresentate come “ornamento” o “bene di consumo”. Lo scrive il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato a Mirella Ferlazzo in occasione del convegno «Donne in tv e nei media: un nuovo corso per l’immagine femminile». Un concetto che l’ex presidente  Napolitano aveva sottolineato con forza al Quirinale anche durante la cerimonia dell’8 marzo scorso. Quando aveva invitato le adolescenti di oggi a esigere il rispetto della loro dignità di donne.
«È evidente – spiega l’ex  presidente della Repubblica – che la comunicazione di un’immagine della donna che risponda a funzioni ornamentali o che venga offerta come bene di consumo offende profondamente la dignità delle donne italiane». Questo stile di comunicazione, rimarca Napolitano, che riguarda i media, le pubblicità e il dibattito pubblico, «può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte dei giovanissimi».
Napolitano preferisce non entrare «nel merito degli strumenti pratici da voi proposti», ma sottolinea l’importanza che si ponga «un argine a questo dilagare della tendenza alla sottovalutazione o all’aperto disprezzo della dignità femminile, educando fin dall’infanzia i giovani al rispetto delle donne, le ragazze a pretenderlo e ancor di più i ragazzi a esprimerlo». Affinché gli uomini e le donne del domani costruiscano una società in cui siano realmente garantite, come ricorda Napolitano, la libertà e l’uguaglianza dei cittadini (sancita dall’articolo 3 della Costituzione), ma anche la piena parità tra i due sessi. Che le leggi regionali, sottolinea ancora l’ex capo dello stato, devono impegnarsi ad assicurare «rimuovendo ogni ostacolo» che ne impedisca la realizzazione
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Donne che fanno politica.
y1pV4DWEtOYJLvQTc1nUbw6w5B5tG3G1M21k9tlJ7nLPRXDU94zqTQFQLe donne, dal momento in cui intraprendono una carriera politica, diventano oggetto di pettegolezzi o di battute sarcastiche che le impediscono di svolgere il loro lavoro con dignità. Ma non è che qualche volta se la vanno a cercare? Perché tra una dichiarazione fumosa, una posa sexy e vari slogan ammiccanti, ci si chiede talvolta se le donne che fanno politica prendano sul serio il ruolo che il governo le affida. Da qui la “leggera” differenza tra una vera donna politico e una semplice donna che fa politica…
Alcune delle più note Onorevoli parlamentari Italiane
Katerina Klasnova, 32 anni, deputato al parlamento Ceco | Ha anche posato “non troppo vestita” per un calendario, un giornale nazionale polacco ha pubblicato un‘intervista al nuovo capo del governo sloveno Iveta Radicová. La prima domanda è stata: «Essere donna in politica dà dei vantaggi o, piuttosto, crea degli handicap?».
Che inizio! Senza dubbio la prima cosa da chiedere a un primo ministro, appena eletto per giunta. Ma la risposta dell’intervistata è stata, se possibile, peggiore: secondo la Radicová, infatti, portare avanti una carriera politica, quando si è una donna, è difficile, perché si deve smontare il cliché del «sesso debole».
imagesMa, essere donna, può anche tornare utile, dal momento in cui «hai la possibilità di utilizzare le tue armi, la tua dolcezza, il tuo sorriso. Tutte cose che agli uomini piacciono». Già me la immagino, la signora primo ministro, durante le riunioni del Consiglio: circondata da uno stuolo di ammiratori, mentre bacia la fronte dei suoi collaboratori o, meglio ancora, mentre getta uno sguardo languido dritto negli occhi del ministro delle finanze.
La questione è ancora più ridicola in Repubblica Ceca, dove, dopo le elezioni, le donne del parlamento hanno posato nude per un calendario sexy nell’intento di festeggiare il semplice fatto che il 20% dei parlamentari sono donne. Questa cosiddetta “blond coalition“, infatti, si impegna a dimostrare che si può essere sia donne che politici. Anche se alla fine non sembrano altro che semplici persone con le quali si è voluto passare una notte piacevole (lo testimonia la marea di immagini con una bella camera de letto sullo sfondo). A questo punto mi chiedo: perché gli uomini politici non sentono il bisogno di farsi vedere in slip per provare alla nazione intera che loro sono il metro di paragone della virilità?
bigEsibirsi in bikini non ha tuttavia favorito la carriera politica di Mara Carfagna,ex Ministro per le Pari Opportunità, ex soubrette, ex modella e finalista del concorso di Miss Italia.
Perché, in fin dei conti, nessuno nel Belpaese si è mai preoccupato di ciò che ha fatto in qualità di membro del governo.
Al contrario, tutti vociferano di cio’ che avrebbe “regalato” a Silvio Berlusconi per guadagnarsi quella poltrona.
da sx.l’ex mistro Georgia Meloni-l’ex Ministro Maria Stella Gelmini-l’ex Ministro Mara Carfagna (considerata il più bel ministro d’Europa)-l’ex Ministro Stefania Prestigiacomo,
Per quali motivi le donne lottano per sedere in parlamento? Per essere stimate come buone politiche o per essere considerate nient’altro che donne che si occupano di politica?
Non dimentichiamo che la sola dimensione che deve prevalere, nel momento in cui si parla di politica, resta quella del loro lavoro al servizio della Società.
lovers
Gli autori degli articoli selezionati sono nell’ordine di: G.M.S.– Alessandra Comazzi-
Wally Festini-Celestina Dominelli-Aleksandra Sygiel. 
FONTE

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