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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

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Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell'oggi, perchè è ciò che oggi decidiamo che darà l'impronta al nostro futuro.
Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa....se non ci fosse un po' di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik non meglio identificati.
E' il mondo dei sentimenti, quelli più autentici. Questo blog rappresenta un sentiero, una Via che da tanto tempo percorro, il più delle volte da sola, altre con amici carissimi che il Buon Padre ha posto al mio fianco.
Gli argomenti affrontati sono molteplici, così come molteplici sono le strade che percorriamo ogni giorno. A volte sbagliamo il percorso, ma l'importante è avere …

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ATTACCAMENTO A RITI E RITUALI




La nostra sofferenza deriva principalmente dalla nostra mente e da come vediamo il mondo.
Nella tradizione buddhista parliamo dei dieci tipi di vincoli, samyojana, che ci legano e ci privano della libertà.
La parola sanscrita samyojana si può tradurre come «nodi» e tali vincoli sono come nodi stretti dentro di
noi. Ci spingono a fare e dire cose che non vogliamo fare né dire. Sono molto potenti. La nostra consapevolezza, concentrazione e saggezza devono essere anch’esse potenti per scioglierli.

Il decimo vincolo (la quinta visione): attaccamento a riti e rituali
Quando sei convinto che eseguendo un particolare rito o rituale potrai assaporare liberazione e salvezza, sei prigioniero di riti e rituali.
Magari credi di poter mangiare ogni tipo di carne tranne quella di manzo, e che mangiare la carne di manzo impedirà la tua salvezza. Oppure pensi di poter mangiare ogni tipo di carne tranne quella di maiale.
Questo è il genere di tabù o precetto di cui puoi finire prigioniero. Con la comprensione puoi liberare te stesso. Non è eseguendo rituali e cerimonie e osservando tabù che puoi ottenere la liberazione. Non esiste un’unica azione o rituale in grado di donartela.
La liberazione richiede una pratica continua, una dedizione continua a consapevolezza, concentrazione e saggezza.
Per illustrare questo vincolo uso talvolta l’esempio di qualcuno che si inchina al Buddha sull’altare. La retta pratica dell’inchinarsi è una sorta di meditazione, un modo di guardare a fondo. Ecco perché prima di inchinarti al Buddha dovresti sapere che il Buddha è dentro di te e tu sei dentro il Buddha.
Entrambi avete la natura del vuoto. Questo è un modo di guardare in profondità che ha il potere di liberarci. Se non lo facciamo, e crediamo che inchinarsi al Buddha sia un atto di devozione che contribuirà alla nostra salvezza, siamo prigionieri di rituali.
Celebrare il rito dell’eucaristia è la stessa cosa. Il sacerdote spezza il pane e te lo offre, e ti offre il vino da bere. Se, quando mangi il pane e bevi il vino, sei in contatto con il mondo intero, non sei prigioniero del rituale, perché nel pezzo di pane vedi che la luce del sole, le nuvole, la terra e ogni cosa nel mondo si trovano nel pane. Quando il sacerdote celebra l’eucaristia vuole che tu sia vivo e in contatto con Gesù Cristo come una realtà dentro di te.
Celebrare il rito automaticamente significa esserne prigioniero. A quel punto non otteniamo nulla a parte il rituale. L’autentica comunione è possibile quando sei davvero vivo mentre prendi parte al rituale. Quello è ciò che desideri, non la mera esibizione di una forma vuota.
La stessa cosa vale in ogni tradizione.
La meditazione camminata o la meditazione seduta possono essere un semplice rituale. Salmodiare un canto può essere un semplice rituale. Finiamo molto facilmente prigionieri dei rituali, e questo è uno dei vincoli che dobbiamo spezzare. Se pratichiamo in maniera sentita, non limitandoci a seguire la pratica meccanica, la pratica della consapevolezza e della saggezza ci libererà, e riti e rituali diverranno uno strumento e un’opportunità di fare pratica.

(Da: Le quattro verità dell’esistenza – Thich Nhat Hanh 

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