DUE IN UNO




Quando due persone si incontrano e passano del tempo insieme, si crea un’intimità dove le energie scambiate sono infinitamente ricche di informazioni. Ciò che io sono si fonde con ciò che tu sei: questo è un legame, un vincolo indissolubile che resterà con noi nell’intera nostra
esistenza.
Possiamo far finta che non ci sia mai stato oppure possiamo ricordarlo nei dettagli: non ha nessuna importanza. Ciò che è importante è comprendere che quel pezzo di strada insieme porta con sé un valore fondamentale: la conoscenza di sé.
Nessuno di noi sa quanto potrà durare una relazione. Lo immaginiamo, crediamo a volte possa essere per sempre. Ma quanto dura un per sempre? E dunque quando finisce una relazione, cosa resta? L’amarezza di non aver fatto abbastanza, il senso di colpa della disattenzione o la frustrazione che “un altro così non lo incontreremo mai più”? Cos’altro ancora?
La vera sfida non è condividere l’intera esistenza in maniera speculare facendo cose che anche l’altro fa e, il più delle volte, sentendone il peso dell’obbligo e del sacrificio.
Io credo che sia meglio sorprenderci e viaggiare insieme nella giusta consapevolezza di essere due, individui, ciascuno alla ricerca di sé stesso. Il che diventa semplice quando siamo in una relazione, poiché è nell’altro che possiamo imparare a conoscere noi stessi.

Due vite che diventano una

L’amore è estensione

e non dare il più piccolo dono

è non conoscere lo scopo dell’amore

Aprirsi all’altro scardinando la convinzione che mostrare le nostra fragilità significa essere deboli, è la reale manifestazione di una forza interiore che non spreca il suo tempo restando con le mani chiuse, ma è disposta ad aprirle per donare e ricevere.
Forse pensi che siano solo parole espresse: certo che avrai ragione se ad esse non farai seguire azioni azioni concrete per far emergere la sostanza necessaria per comprendere il significato di Vita, di Amore. E’ reale: le relazioni possono finire e la nostra evoluzione dipende da come finiscono.

Amare non è stare insieme a forza:

a volte è andare ciascuno per la propria strada

dopo aver camminato insieme

e insieme aver deciso di lasciarsi andare


Dopo una relazione sentimentale e artistica durata dodici anni, nel 1988 Marina Abramovic e Ulay crearono la loro ultima performance, The Lovers, nella quale partirono a piedi dai due estremi opposti della Muraglia Cinese – Ulay dal deserto del Gobi e Abramovic dal Mar Giallo –  per incontrarsi a metà strada dopo novanta giorni e dirsi addio. Ciascuno aveva camminato per 2500 km.
Da allora, Ulay e Abramovic non hanno mai più lavorato insieme.
Nel 2010 durante l’importante retrospettiva dedicata a Marina Abramovic al The Museum of Modern Art (MoMA) di New York dal titolo The Artist is Present, l’artista è rimasta seduta immobile su una sedia per sette ore ogni giorno dai 14 marzo al 31 maggio, guardando negli occhi senza parlare chiunque volesse sedersi davanti a lei. E il primo giorno ha ricevuto una visita inaspettata.  (dal web)