I CAMPI MORFICI E LA COSCIENZA COLLETTIVA


Il campo morfico (o morfogenetico) è un campo di informazione, un campo di coscienza che contiene tutte le informazioni relative ad una determinata specie.
E’ un campo quantico a cui tutti sono collegati e con il quale tutti entrano in relazione
(risonanza morfica), è una sorta di coscienza collettiva, un’unica coscienza fatta dalla coscienza di tutti gli individui.
Questo significa che aumentando la propria consapevolezza, aumenta anche nella coscienza collettiva, ma anche viceversa, ovvero più aumenta la coscienza collettiva, più aumenterà la propria coscienza per effetto di risonanza.
L’esistenza dei campi morfici è stata dimostrata da diversi studiosi, tra cui Rupert Sheldrake, famoso per i suoi esperimenti sulla “risonanza morfica”.
Tra i vari studi, è famoso quello delle scimmie, nel quale lo studioso notò che quando un gruppo di scimmie imparava qualcosa, automaticamente questa informazione si trasferiva in breve tempo a tutti i suoi simili.
Vide che quando alcuni esemplari, che si trovavano nel sud del pacifico, avevano imparato, ad esempio, a sbucciare le patate prima di mangiarle, dopo poco tempo anche i gruppi di scimmie (della stessa specie) che si trovavano nelle isole giapponesi, facevano lo stesso.
Come se l’informazione acquisita da un gruppo di esseri, in qualche modo, si fosse trasferita automaticamente anche agli altri esseri appartenenti alla stessa specie.
Notò anche che questo fenomeno si verificava sempre quando si raggiungeva una certa soglia di individui (massa critica) che avevano acquisito quelle nuove informazioni e adottato il nuovo comportamento.
Ricordo anche un altro studio – chiamato ”Effetto Maharishi” – che è la dimostrazione dell’esistenza di una coscienza collettiva. Gli studi hanno messo in relazione l’attività di meditazione di un certo numero di persone e il tasso di criminalità in quella stessa città. Venne dimostrato che nelle città in cui almeno l’1% della popolazione praticava la meditazione, l’indice di criminalità diminuiva. Questi studi furono ripetuti più volte negli anni successivi in diverse comunità e tutti i dati raccolti confermarono lo stesso risultato: più le persone facevano meditazione e più i crimini diminuivano.
Penso anche all’Akasha, che nella tradizione sanscrita rappresenta la memoria dell’Universo (l’Etere o la mente di Dio). Un campo di informazione che contiene tutta l’evoluzione dell’Universo  e dove tutti possiamo attingere. Ogni cosa già esiste nella memoria Akashica e ogni invenzione o scoperta, in realtà, non è altro che la connessione ad un informazione che già esiste e che viene “ripresa” da questa memoria.
Immagina, ad esempio, di essere una radio: nell’etere ci sono tutte le frequenze (Akasha) che vengono trasmesse contemporaneamente, ma sintonizzandoti su una frequenza specifica riesci a ricevere determinate informazioni che passano attraverso quel canale (tu).
Ora mi vengono in mente anche gli sciami di pesci e di stormi di uccelli che si muovono insieme contemporaneamente, come se fossero un unico essere. Anche questo fenomeno è possibile grazie alla mente collettiva, una connessione sottile tra i vari individui della stessa specie che permette la sincronizzazione e la coesione del comportamento. 


Insomma, siamo connessi – tramite una connessione sottile – con questo campo invisibile, dove la nostra coscienza è interconnessa con quella di tutti.
In conclusione, i dati dei vari studi e ricerche hanno dimostrato che è sufficiente un campo di coscienza unificato pari all’1% della popolazione per influenzare tutta la popolazione. Ecco perché, in questo periodo in cui molte persone stanno evolvendosi, c’è un’evoluzione generale del pianeta.
Se tu cambi, cambia il mondo!

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