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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

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Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell'oggi, perchè è ciò che oggi decidiamo che darà l'impronta al nostro futuro.
Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa....se non ci fosse un po' di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik non meglio identificati.
E' il mondo dei sentimenti, quelli più autentici. Questo blog rappresenta un sentiero, una Via che da tanto tempo percorro, il più delle volte da sola, altre con amici carissimi che il Buon Padre ha posto al mio fianco.
Gli argomenti affrontati sono molteplici, così come molteplici sono le strade che percorriamo ogni giorno. A volte sbagliamo il percorso, ma l'importante è avere …

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I VAMPIRI ENERGETICI




Molte delle informazioni qui riportate traggono spunto da una lezione tratta da Esegesi, il videocorso in 3 volumi di Igor Sibaldi, che virtualmente saluto e ringrazio per tutto quello che mi ha permesso di imparare negli ultimi dieci anni. Ho aggiunto anche altre informazioni ed esperienze mie.
Chi è un vampiro
Innanzitutto diamo la nostra possibile definizione di vampiro energetico.
Limitandoci a quello di tipo visibile, ossia esseri umani incarnati, si tratta di persone che si sentono in difetto rispetto alla possibilità di
ricevere energia dalla fonte, cioè da Dio, o, se preferite definirlo in altri modi, dall’universo, dall’energia universale o come si vuole, in ogni caso da una fonte non umana.  Spesso non pensano proprio che esista qualcosa di superiore al loro ego. A causa di questa sensazione, o di questa credenza, il vampiro sente, o crede di avere bisogno, di dover prendere energia in orizzontale, ossia dagli altri esseri umani.
E fin qui forse molti di voi potrebbero pensare che si possa trattare di un atteggiamento normale, o che può entrare nei canoni comunemente accettati della normalità.
Ma ciò che distingue un vampiro dagli altri sono due caratteristiche:
– il vampiro pensa di non avere alternative al parassitare;
– in cambio non dà nulla, e tende ad attaccarsi sempre di più alle sue vittime. Queste ultime, se non riescono a staccarsi in tempo, chiudendo il loro rubinetto energetico, cominceranno a isolarsi, a non cercare più aiuti e stimoli dall’esterno, e, prima o poi, nell’attacco finale del vampiro, verranno ridotte all’esaurimento, alla pazzia o al suicidio, o anche a tutte e tre, esattamente in quest’ordine.
Come appaiono
Sono spesso persone molto affascinanti, caratterizzati da grande magnetismo, da grande teatralità, da una lista pressoché infinita di racconti e aneddoti eccezionali, che utilizzano per abbagliare e attirare le loro vittime. Ci raccontano storie che evocano in chi le ascolta un senso di lontananza, di suggestiva distanza dalla nostra quotidianità, magari percepita come limitata e piena di cose che ci piacerebbe cambiare. Spesso una delle promesse del vampiro è che ci porterà via, a volte fisicamente, con la promessa di un trasferimento nel paese della cuccagna, oppure, rimanendo dove siamo, in una dimensione immaginaria colma di soddisfazioni, nella promessa della nostra realizzazione (secondo i suoi piani!).
Le sue prede finiranno prima o poi per innamorarsene (non necessariamente dal punto di vista relazionale), al punto di dichiararsi disposte a seguirli in tutto quello che fanno, costi quel che costi. Sempre citando da Sibaldi:
Subito non hai male. Subito dopo ti senti male, e non sai perché; poi nei giorni successivi muori, e diventi un vampiro anche te”.
Ecco, questo è un punto importante: come nelle storie che troviamo in
letteratura o dei film di vampiri, quando si viene vampirizzati si rischia di diventare un vampiro a propria volta, rivolgendosi a coloro che si ritengono essere inferiori o meno in grado di difendersi: un collega, il partner, i figli. Spesso ci si scopre delusi a morte da un vampiro, quando si ha un barlume di coscienza di chi è veramente, ma non sempre ci si accorge di esserlo diventato a propria volta.

Due tipi di vampiro
Esistono secondo me due tipologie di vampiri:
Vampiri di primo livello o consapevoli, ossia che parassitano gli altri in modo deliberato, e piuttosto abilmente. Normalmente, se glielo si fa notare, non ammettono,  e non c’è modo di convincerli a cambiare idea, invitandoli ad affidarsi un po’ di più all’esistenza lasciando un po’ più liberi gli altri.
Di solito si tratta di uomini potenti, dirigenti, capiufficio, caporaletti del lavoro o di genitori o partner despoti. In questo periodo di carenza di lavoro i vampiri-padroni hanno molta più facilità a ricattare i loro poveri “dipendenti”… e quanti quarantenni vengono tratti come dei bambini con la minaccia del licenziamento?
Vampiri di secondo livello o inconsapevoli: prendono energia per bisogno, per mancanza di autostima  o per disperazione, senza di solito mai rendersi conto del fatto che in realtà non si stanno dando un vero aiuto in quanto non sviluppano una minima capacità di “stare sulle loro gambe”…
Appartengono a questa categoria le persone anziane che non vogliono o non riescono a mantenere un minimo di autosufficienza, i malati che nella vita hanno parassitato molto, e a volte coloro che,  parassitati a loro volta da altri vampiri, e che non si sono ancora isolati, nel disperato tentativo di recuperare un po’ di energia si attaccano a chiunque possa fornire loro energia.. cercando di suscitare negli altri un senso di pena o ricattandoli, specialmente se sono parenti.
Come agisce un vampiro
I comportamenti variano a seconda del livello a cui si trovano.
I vampiri di primo livello sono di solito assetati dell’energie più basse delle persone, quelle che si potrebbero definire le emozioni inferiori o del basso astrale: rabbia, invidia, senso di inferiorità, senso di oppressione, insofferenza…
Faranno quindi in modo di far produrre alle loro “vittime ” questo tipo di emozioni il più possibile, come il fattore che cerca di stimolare la produzione di latte delle sue mucche dando loro il mangime opportuno.
Quindi cercheranno di demolire sistematicamente l’autostima in coloro che credono di “avere sotto di loro”, non risparmiando occasione per criticarli e farli sentire inadeguati, contemporaneamente osannando se stesse e celebrando di continuo i propri (spesso illusori) successi. Spesso amano caricare di richieste improvvise le persone che vedono già piene di compiti, o le costringono a dedicarsi a un compito mentre ne stavano portando a compimento un altro! Così lavoreranno o agiranno rimanendo divisi tra quello che stavano facendo, e che magari rappresentava un loro obiettivo o programma, e quello che ora sono costrette a fare!
I nostri amici vampiri che ricoprono qualche ruolo di potere sfruttano solitamente, con grande godimento, il potere derivante dal loro status per costringere le persone a seguire i loro (spesso assurdi) ordini, seminare la discordia nel gruppo di lavoro che si trovano a “comandare”, o nella famiglia di cui sono “capi”.
Scrivo tutte queste qualifiche con le virgolette in quanto di solito si tratta di ruoli imposti o auto-assegnati, e non ruoli che si meritano, per capacità , competenze o autorevolezza.  L’unica arma che riescono a utilizzare è il ricatto: di essere licenziati, di essere mandati fuori di casa, di finire sotto un ponte…
Come ci si sente vicino a un vampiro? 
Vicino a vampiri di primo livello di solito ci si sente sotto pressione, c’è uno strano, diffuso ma pungente, continuo e in qualche modo inevitabile senso di emergenza, di allarme, come se dovesse accadere qualcosa da un momento all’altro per cui ci sentiamo portati a sentirci responsabili. A volte, in presenza del vampiro, in modo più o meno cosciente potremmo sentirci attribuirci la colpa per determinate cose successe, o di assumere spontaneamente dei compiti in più, o di gravarci di ulteriori doveri e compiti, magari anche senza che quest’ultimo abbia avanzato una richiesta esplicita in tal senso. Questo è uno dei segni che ci dice che siamo stati vampirizzati già abbastanza in profondità.
Al sopraggiungere del vampiro non è raro sentirsi “le gambe molli”, anche se si trova a diversi metri di distanza. E’ il segnale kinesiologico con cui il nostro organismo ci avverte che si sta già indebolendo: il vampiro ha già ricominciato il suo pasto, anche prima di vederci e di interagire con noi. Le nostre cellule se ne sono già accorte, ed ecco , probabilmente, da dove viene fuori il senso di urgenza: è suonato l’allarme cellulare al nostro interno!
Dopo aver interagito con uno di primo livello, non è raro sentirsi spossati, divisi al proprio interno, come se i nostri sogni, i  nostri obiettivi non ci appartenessero più. Già: il vampiro vi ha inoculato i suoi!
A contatto (più o meno stretto) con un vampiro di secondo livello, tra le sensazioni che ricorrono più spesso ci sono un certo senso di insofferenza, di spossatezza  o un certo aumento della reattività da parte nostra. E qui abbiamo una splendida occasione per lavorare su noi stessi, e sul nostro senso di pazienza in particolare!
Non disperiamo!
Vi siete riconosciuti come vittime di un vampiro? Intanto, come si suol dire, rendersi conto di una situazione è già qualcosa. Esistono dei rimedi, naturalmente, e vedremo nel prossimo post che anche la tradizione ce ne suggerisce alcuni… anche se il rimedio è uno solo!
Quale?
Lo scoprirete nel secondo post, a breve! 

PAOLO

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