IL SANGUE CONTINUA A SCORRERE....




Il sangue continua a scorrere, scorre lentamente a fiumi o rapido con un guizzo dagli arti moncati, l’odore della carne bruciata si mescola a quello del fumo e del sangue. Brandelli piccolissimi schizzano come proiettili tutto intorno e il velo nero di sorella Morte scende dispiegato e non basta a ricoprire il tutto. Mano a mano questo velo si estende sempre di più imperlato di lacrime, sangue e sudore….Mostri terribili appaiono invisibili con i denti pronti e ghermire mentre sghignazzano contenti: anche per oggi il pasto è assicurato….l’odio li alimenta rendendoli sempre più potenti ed incontenibili.
Orrore, orrore senza fine.
I Signori della Guerra hanno molto da fare di questi tempi, i traffici vanno bene, benissimo, le armi rendono, e parecchio, e d’altra parte siamo troppi, quindi una guerra compie un atto di grande umanità riducendo la popolazione.
Almeno questo dal loro punto di vista.
Ma quale è il NOSTRO punto di vista?
Qualcuno ci ha mai domandato che ne pensiamo?
E mi sorge una domanda, sicuramente ingenua: ma i soldi che sono spesi in armi non potrebbero essere impiegati a costruire la pace, a sconfiggere la fame, a creare alfabetizzazione e cultura? Perché no? Per quale motivo?
Non pecco di superficialità, tutt’altro, credo che sia ora che venga spiegato a tutti gli esseri umani perché si compiono scelte di morte invece che tendere alla Vita, perché si continua a rubare, depredare, violentare, uccidere, torturare, calpestare, infamare nel nome di Dio.
Esigo una risposta, e la voglio ora!!!! Spiegatemi e spiegateci chi siete voi per arrogarvi il diritto di decidere per tutti. Chi vi ha dato l’autorizzazione ad operare nel nome del Male, a diventare operatori del terrore e delle nefandezze più atroci, chi……chi….improvvisamente , con orrore, mi rendo conto che siamo noi che abbiamo permesso tutto questo, che ci siamo resi complici con il silenzio, che abbiamo girato le spalle alla Luce ed alla Vita. Siamo complici perché abbiamo visto ed abbiamo cambiato canale, abbiamo letto i titoli e siamo andati alla pagina dello sport o del gossip. Noi, perché ogni volta ci siamo detti che da soli non potevamo fare nulla, dimenticando che una goccia d’acqua scava la roccia più dura e tante gocce formano un oceano. 
E questo lo sappiamo, lo abbiamo sempre saputo. 
Quindi vergogna anche per noi che ci siamo tappati occhi, bocca ed orecchie. Mai come oggi l’infanzia è violata e resa spettacolo per vermi che ne depredano la linfa, succhiano via la vita, spezzano i sogni e spazzano i desideri.
Coltivare l’odio, coltivare questa gramigna che tutto soffoca è facile, non è necessario seminarla, nasce spontanea in qualunque clima, in qualsiasi terreno e soffoca con le proprie radici i teneri germogli della Pace. Ed anche il vento attenta a quei teneri virgulti, il vento del fuoco delle esplosioni che lancia i corpi con forza e li sbatte violentemente contro il terreno, li schiaccia sotto il peso del terrore e con il fragore delle mine.
Sradicare l’Odio è difficile, è duro, significa estirpare con tutte le proprie forze quelle radici che tutto soffocano e ci rendono ciechi, sordi, ed anche muti.
Per diventare seminatori di Pace occorre prima di tutto dissodare e arare il terreno eliminando in questo modo tutte le radici dell’odio all’origine, anche se questa gramigna continuerà comunque a crescere  e mai dovremo distogliere l’attenzione ed estirparla appena si presenta.
Com’è facile diventare seminatori di odio, non c’è molto lavoro da eseguire, basta fomentare quei demoni che albergano all’interno di noi stessi con i germi della paura, della diffidenza, dell’intolleranza.
E com’è possibile che siamo diventati così? Come possono le madri seminare odio nei cuori dei propri figli, allevarli nel nome della vendetta, e poi gridare e piangere quando imbottiti di esplosivi si fanno esplodere in mezzo a civili inermi colpevoli solo di appartenere a un’etnia diversa? E dall’altra parte ci siamo noi tutti che abbiamo paura del colore della pelle, che ad un chek point non esitiamo a uccidere una famiglia in macchina perché il terrore ti porta a credere che siano imbottiti di esplosivo. Soldati con armi, terrorizzati dalla paura della morte, civili che da quella morte scappano e destini che si incrociano per un misterioso destino comune.
Purtroppo questo è il frutto della disperazione, di chi ha conosciuto solo la sofferenza da quando è nato  e cresciuto per le strade polverose, giocando in mezzo a brandelli di carne, di chi ha imparato prima di tutto a imbracciare una mitragliatrice piuttosto che a giocare a pallone, di chi ha visto solo morte, distruzione, fame, povertà, miseria. 
Bambini a cui è stata negata l’infanzia, la dolcezza del calore famigliare, diventati adulti troppo in fretta con occhi ormai abituati all’orrore più spaventoso.
Questa storia va avanti dai tempi di Abramo, il grande Patriarca comune da cui videro la propria discendenza questi popoli, e continua tuttora in un fazzoletto di terra che ha visto calcare la propria terra arida e polverosa dalla più grande figura di riferimento per noi Cristiani, Gesù.
L’ha visto nascere, crescere, giocare, abbracciato ed amato dalla propria mamma e da Giuseppe, lì è cresciuto, è diventato Uomo, e come Uomo ha ricevuto lo Spirito Santo durante il battesimo nell’acqua, per poi passare a quello del Fuoco mediante tutta la sofferenza prima e durante la Crocifissione. 
Lì fu sepolto, e lì resuscitò.
E in questo sacro territorio dobbiamo  assistere alle lotte furenti tra monaci che si professano Cristiani, tra Cristiani e Musulmani, Ebrei e Arabi, Arabi e Cristiani. Una storia infinita di odio e di dolore.
I nostri cuori vestono a lutto, piangono sangue, l’indignazione per la mancanza di rispetto per la Vita sale.
Basta. Bastaaaaaa. 
Forse che il sangue ha diversi colori? Forse che una madre ama più suo figlio di un’altra? Forse non lo piange con la stessa intensità? Forse non è lacerata dal più grande dolore? Ieri sera guardavo Al_Jazira International e osservavo immagini di mamme o papà che correvano con i figli piccoli straziati in braccio. Ho pianto. Gli occhi non volevano guardare, ma me lo sono imposto per osservare la crudezza della guerra, di qualunque guerra, e un grido è salito impetuoso dalla gola: bastaaaaaa…..se  fosse stato possibile mi sarei inginocchiata per domandare perdono, ma non ho potuto far altro che lasciarmi cadere sul divano mentre tra il velo delle lacrime osservavo il sangue, tanto sangue, e quel correre via, dove non sai, via dalla morte che ti aspetta pronta a ghermirti col  suo nero mantello.  Via dalla disperazione come animali impazziti, mentre altissimi fuochi salgono a sfidare il Cielo.
Il mio compito di donna, di madre, è stato principalmente quello di donare la Vita, e continua con l’educare i figli, i nostri figli, alla Pace, al rispetto, alla tolleranza, alla Speranza, alla SOLIDARIETA’.
La SOLIDARIETA’ è una delle armi che possediamo per combattere contro i Signori della Guerra e della Morte, ma guardandomi attorno noto che, almeno per ora, hanno vinto loro. Ma non mi arrendo e pure con tutte le limitazioni fisiche continuo e continuerò a cercare di smuovere gli animi alla lotta, sì, ma per la pace e la Solidarietà con chi è più provato dalla Vita.
​Gabry Fogli