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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

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Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell'oggi, perchè è ciò che oggi decidiamo che darà l'impronta al nostro futuro.
Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa....se non ci fosse un po' di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik non meglio identificati.
E' il mondo dei sentimenti, quelli più autentici. Questo blog rappresenta un sentiero, una Via che da tanto tempo percorro, il più delle volte da sola, altre con amici carissimi che il Buon Padre ha posto al mio fianco.
Gli argomenti affrontati sono molteplici, così come molteplici sono le strade che percorriamo ogni giorno. A volte sbagliamo il percorso, ma l'importante è avere …

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LA NOSTRA ESPERIENZA CON IL CORPO




“Abbiamo idee e immagini del corpo, ma ovviamente il corpo non è un’idea né un’immagine e la nostra reale esperienza del corpo non corrisponde alle immagini che ne abbiamo. […]
Quando si vede che non esistono un corpo o un mondo come vengono normalmente concepiti, questo punto di vista immaginario svanisce e si
instaura di nuovo l’unità dell’esperienza, si instaura di nuovo l’amore.
Ciò non significa che l’esperienza non sia reale. L’esperienza è assolutamente reale […]. Ciò che viene negato è l’interpretazione che il pensiero sovrappone all’esperienza […]. Il corpo come un oggetto separato e indipendente è un concetto che non trova riscontro nella reale esperienza […] 
Con gli occhi chiusi, l’unica conoscenza che abbiamo del corpo è una sensazione fisica. Anzi, se non facciamo riferimento al pensiero o alla memoria, non abbiamo nemmeno la percezione di un ‘corpo’. Abbiamo solo una sensazione, a cui il pensiero applica l’etichetta ‘corpo’. […] Ma nemmeno questo è esatto: senza il pensiero non potremmo nemmeno definire la nostra esperienza una ‘sensazione’: è pura, intima esperienza priva di nome. […]
Seduti sulla vostra sedia, fate la reale esperienza del corpo. […] Entrate in questa sensazione. […]
L’esperienza diretta ci fa vedere chiaramente che non esistono né il corpo né la sedia. Nell’esperienza diretta c’è solo una sensazione. Corpo e sedia sono concetti astratti che il pensiero sovrappone all’esperienza. […]
Il pensiero non può andare al cuore dell’esperienza e ‘conoscerla’ come se fosse un oggetto esterno, perché l’esperienza è troppo intima […]. Solo l’io immaginario può farlo, ma esclusivamente nella sua immaginazione!
In realtà c’è semplicemente un puro e intimo sperimentare che non ha nome, fatto del suo stesso sperimentare, ovvero del sé, la presenza consapevole. […]
Entrate direttamente nella sensazione in questo preciso momento. Questa sensazione potrebbe essere simile a una piccola Via Lattea: un ammasso di puntini che fluttuano nello spazio vuoto. Infatti è essenzialmente spazio vuoto. […]
Lo spazio vuoto del nostro essere […] ama tutto ciò che tocca. È questo l’unico modo in cui può conoscere qualcosa, amandola […].
Il corpo è come un deposito in cui sono immagazzinati tutti i rifiuti, le ferite, le paure, i fallimenti e le amarezze, che rimangono anche dopo che il pensiero li ha dimenticati. Si sono stratificati nel corpo colonizzandolo a tal punto che, per molti di noi, il corpo è diventato una rigida rete di tensioni e contratture. Queste impediscono di vedere la naturale trasparenza e apertura del corpo, creando l’impressione che in esso risieda un io separato. […]
Ritorniamo alla sensazione e notiamo che, ogni volta che esercitiamo la pura contemplazione, la sensazione si libera da un altro strato di credenze che le sono state sovrapposte. La sua densità, compattezza, la storia e il senso dell’io si dissolvono e iniziamo a sperimentarla nella sua forma pura, nuda. Diventa vuota, aperta, trasparente e luminosa, e inizia ad assumere le qualità dello spazio consapevole del nostro essere in cui la sensazione appare.
Entrate sempre più a fondo nella reale esperienza del corpo. Non vogliamo cambiare niente, ma vederla nella sua realtà spogliando la nostra visione dagli strati di credenze. Notiamo che più che una sensazione è un sentire“.

Dal testo di Rupert Spira, La presenza consapevole
Rupert Spira in Italiano (facebook)

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