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Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
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LA SHOWGIRL NADIA TOFFA SPONSOR DELL'UTERO IN FFITTO, CIOE' SFRUTTAMENTO DI DONNE E BAMBINI

Ieri sera la marchetta, priva di contraddittorio, delle Iene alla maternità surrogata. Un servizio nato come vendetta verso il mondo femminista che la scorsa settimana ha chiesto all’ONU che l’utero in affitto venga considerato reato universale, considerandolo «nuovo schiavismo» Ad ideare lo spot verso tale crimine umano -dove le donne diventano incubatrici viventi (volontarie o spinte per bisogno economico) a cui vengono ordinati bambini da donare, come fossero oggetti, ai meno fortunati-, è stata Nadia Toffa. Nonostante il tema divisivo, la Iena non chiesto opinione ai tanti esperti che si sono opposti all’utero in affitto (tra cui lo psichiatra Paolo Crepet), ma è andata a pescare una delle poche psicoterapeute, Giuliana Barbieri, che ha strizzato l’occhio all’eugenetica, sostenendo che non ci sarebbe nulla di male nel selezionare in laboratorio bambini perfetti e scelti da catalogo -con naso piccolo, occhi azzurri e capelli biondi-, semplicemente ci sembra strano «perché non siamo abituati».

Ad onor del vero qualche tentativo venne fatto in passato nei laboratori di Hitler per creare la razza perfetta, non è un caso che il dott. Crepet definisca la maternità surrogata una «pratica nazista». La Barbieri è membro associato della Società Psicoanalitica Italiana, ed è proprio tale associazione a smentirla definendo i bambini nati tramite surrogata «figli dello strappo», nonché «aspetto utopico eppur distopico del mondo contemporaneo» e condividendo gli articoli della femminista Monica Ricci Sargentini, una delle leader italiane contro tale pratica. Le Iene non hanno nemmeno avuto l’onestà intellettuale di ricordare che sia Parlamento di Strasburgo, sia il Consiglio d’Europa che la Corte europea dei diritti umani si sono opposti alla maternità surrogata.
A proposito dell’autrice della marchetta, Nadia Toffa, la cosa più curiosa non è che nella sua carriera abbia portato in televisione Raffaele Sollecito, accusato dell’omicidio di Meredith Kercher (poi assolto per “mancanza di prove”), trasformandolo in vip, sghignazzando con lui e promuovendo il suo libro durante la trasmissione Open Space, quando quest’ultimo su Facebook gestisce gruppi d’odio verso le donne e deride la povera Meredith. Ciò che colpisce davvero è che la showgirl della tv berlusconiana abbia oltre 1 milione di fans su Facebook. Senza considerare, inoltre, che il programma ideato dalla Toffa è stato chiuso dopo poche puntate a causa del flop di ascolti. Lo scrittore Giancarlo Dotto si è detto vergognato da lei, del «vellicare languidi il presunto assassino». «I Luciferi» delle Iene «montano la bagarre contro le scommesse legali e non si fanno scrupoli di promuovere un libro che nasce, all’origine di tutto, sul corpo macellato di una ragazza».
Il servizio pro-utero in affitto -che ha generato una marea di critiche- si è caratterizzato da sdolcinate interviste a benestanti donne americane che hanno portato in grembo figli per coppie sterili come gesto d’amore, con il chiaro obiettivo di contrastare l’idea che vi sia un pagamento di denaro o uno sfruttamento dei ricchi verso donne povere. Il problema, tuttavia, non è solo questo, come abbiamo già ricordato: ma è altrettanto grave usare i bambini come “pacchetti regalo”, strapparli dal grembo materno in cui sono cresciuti per nove mesi, sviluppando un legame fortissimo con la madre (chiamato “bonding“) e cederli ad altri su commissione. Con o senza scambio di denaro.
Il filosofo Massimo Reichlin, ordinario all’Università San Raffaele di Milano, ha giustamente osservato che «la maternità surrogata svilisce l’essere donna e fa passare a una logica produttiva e commerciale, fa perdere la centralità di essere portati da una donna, divenendo oggetto di relazione contrattuale e di scambio di servizi». La femminista rossa Luisella Costamagna ha chiarito ulteriormente le cose: «basta internet per capire cosa sia davvero la gestazione per altri, per abbandonare via via idee tipo libertà, amore, altruismo delle donne e scoprire lo sfruttamento, l’emarginazione, il business che si nutre di loro». Susanna Tamaro nell’intervento pronunciato alla Camera pochi giorni fa, ha dichiarato: «La gestazione per altri è forse la più sofisticata e atroce forma di schiavismo inventata dalla modernità, uno schiavismo in cui il volto della iena è nascosto dietro il sorriso del benefattore, uno schiavismo che furbescamente si ammanta della parola “amore”».
La gestazione per altri è forse la più sofisticata e atroce forma di schiavismo inventata dalla modernità, uno schiavismo in cui il volto della iena è nascosto dietro il sorriso del benefattore, uno schiavismo che furbescamente si ammanta della parola “amore”.
Se Le Iene sponsorizzano la mercificazione degli esseri umani, del corpo delle donne (generose o meno) e dei bambini strappati dal grembo materno e regalati come pacchi natalizi, vanno ribadite le parole della più famosa femminista europea, Sylviane Agacinski: «i bambini sono persone, non si tratta di cose» da regalare con generosità a chi non ne ha. Parole simili a quelle della filosofa californiana Rivka Weinberg: «Non si può trattare una persona come una cosa, anche se la si scambia gratis».
La redazione 

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