LA VITAMINA D - BENEFICI





Un impressionante numero di ricerche scientifiche dimostra che la vitamina D svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie e nel mantenere la salute ottimale. Ci sono circa 30.000 geni nel corpo, e la vitamina D si trova in quasi 3.000 di essi, così come i recettori della vitamina D si trovano in tutto il corpo.
Il Dr. Michael Holick, il più grande esperto al mondo di vitamina D, ha sottolineato che
l’aumento dei livelli di vitamina D nella popolazione in generale potrebbe prevenire malattie croniche che affliggono quasi 1 milione di vite in tutto il mondo ogni anno.
Quello che sorprende di più è che almeno il 50% della popolazione è carente di vitamina D, ovvero ha un valore sierico di 25(OH)D inferiore a 30 ng/ml e praticamente il 100% di persone affette da malattie hanno carenze anche più gravi sotto a 20 ng/ml. I soggetti più a rischio sono gli anziani la cui pelle è meno efficiente nel convertire i raggi solari in vitamina D, chi è in sovrappeso (dato che la vitamina D è liposolubile) e ovviamente chi fa una vita sedentaria e usa creme solari d’estate (impediscono alla pelle di produrre la vitamina D).

Tutti i benefici della vitamina D
 
Cancro
Secondo uno studio su larga scala, livelli ottimali di vitamina D possono ridurre drasticamente il rischio di cancro di ben il 60%. Mantenerli così può aiutare a prevenire almeno 16 diversi tipi di cancro, tra cui del pancreas, del polmone, dell’ovaio, della prostata e tumori della pelle. Infatti alzando la concentrazione sierica di 25(OH)D a 40 ng/ml si  può diminuire il rischio di tumori invasivi del 67%!

Malattie cardiovascolari
La vitamina D è molto importante per ridurre l’ipertensione, la cardiopatia aterosclerotica, infarto e ictus. Il Dr. Holick spiega infatti che la carenza di vitamina D aumenta il rischio di infarto del 50 %.

Malattie autoimmuni
La vitamina D è un potente modulatore immunitario, rendendola molto importante per la prevenzione di malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla (SM) e l’infiammazione intestinale che è alla radice della maggior parte dei disturbi autoimmuni.

Malattie neurodegenerative
La Vitamina D attiva molti neurotrasmettitori cerebrali e aumenta la capacità dei neuroni di utilizzare il glucosio che è il combustibile dei neuroni e nello stesso tempo annulla tutti i processi infiammatori. Ho spiegato nell’articolo “Ecco come mio padre con Alzheimer sta guarendo grazie alla Vitamina D” come nelle forme di Alzheimer iniziali ci si può aspettare una ottima risposta terapeutica ma anche nelle forme avanzate si ha una risposta molto positiva, e ancora di più se associata a cambiamenti alimentari e integrazione con ulteriori nutrienti.

Infertilità
La vitamina D può contribuire a stimolare la produzione di ormoni tra cui il testosterone e il progesterone, ed è stato dimostrato che può aumentare la fertilità negli uomini e nelle donne. La vitamina D è anche associata alla qualità dello sperma negli uomini e può migliorare la frequenza mestruale nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico.

Riparazione del DNA e processi metabolici
Uno degli studi di Holick ha mostrato che i volontari sani che assumono 2.000 UI di vitamina D al giorno per un paio di mesi regolano 291 geni diversi che controllano fino a 80 diversi processi metabolici. Alcuni di questi processi aiutano a migliorare la riparazione del DNA e ad aumentare la funzione immunitaria, mentre altri influenzano l’autossidazione (ossidazione che si verifica in presenza di ossigeno e / o radiazioni UV, che ha implicazioni nell’invecchiamento e nel cancro, per esempio).

Emicrania
Recenti ricerche suggeriscono anche la vitamina D può avere un ruolo nella emicranie. I ricercatori dell’ospedale dei bambini, il Medical Center di Cincinnati, ha scoperto che molti di coloro che soffrono di emicrania hanno carenze di vitamina D, riboflavina (B2) e il coenzima Q10. Le ragazze e le donne che hanno sofferto di emicrania erano particolarmente inclini ad avere carenza di CoQ10, mentre i ragazzi e gli uomini avevano una maggiore probabilità di essere carenti di vitamina D. Quelli con emicrania cronica erano più predisposti ad carenze di  CoQ10 e riboflavina, rispetto a quelli con emicrania episodica.

Disturbi psicologici e mentali
La vitamina D svolge un ruolo importante nella neurotrasmissione, e una sua carenza  è stata associata a una serie di disturbi neurologici e cerebrali, tra cui la disfunzione cognitiva,  la malattia di Alzheimer (in uno studio, quelli che erano più carenti di vitamina D avevano un 31% di rischio maggiore di soffrire di declino neurocognitivo), la schizofrenia, il morbo di Parkinson, ictus, epilessia e depressione.

Raffreddore e influenza
La vitamina D ha potenti capacità di lotta contro le infezioni, e può essere utile sia per la prevenzione sia per il trattamento della tubercolosi, polmonite, raffreddori e influenza. Secondo uno studio infatti la vitamina D è 8 volte più efficace dei vaccini antinfluenzali.

Diabete ed obesità
Numerosi studi hanno dimostrato che la vitamina D è un fattore fondamentale necessario per la normale secrezione di insulina, e che migliora la sensibilità a questo ormone. L’insulina è un ormone secreto dal pancreas che riveste un ruolo fondamentale nel controllo del peso corporeo, della glicemia e quindi nell’insorgenza del diabete e malattie cardiovascolari.

Depressione
Uno studio pubblicato su FASEB Journal ha dimostrato che la la vitamina D agisce sul gene TPH2 e trasforma il triptofano in serotonina ed attiva anche gli ormoni ossitocina e vasopressina. Tutto questo cambiamento ormonale ha un effetto grandioso sulla depressione.

Ipotiroidismo
Per chi soffre di ipotiroidismo, la Vitamina D è particolarmente importante essendo essenziale per la funzionalità della ghiandola, tanto che  il trattamento farmacologico potrebbe non funzionare senza l’adeguata presenza di Vitamina D. Inoltre un eccesso di calcio agisce negativamente sulla tiroide (stimola la funziona paratiroidea antagonista di quella tiroidea), e questo eccesso di calcio nel plasma sanguigno avviene perché c’è carenza di vitamina D.

Osteoporosi
La vitamina D è necessaria sia per assicurare un buon assorbimento di calcio nell’intestino, sia per la corretta mineralizzazione dell’osso. La vitamina D permette la fissazione del calcio e quindi previene efficacemente osteoporosi, fratture, rachitismo e carie dentali….MA OCCORRE POI IL SOLE E QUANT’ALTRO….

Intolleranze alimentari
Le intolleranze alimentari, dalle più lievi alle più gravi come la celiachia, sono legate ad un problema di permeabilità intestinale per cui le particelle del cibo indigerito passano la barriera intestinale entrano nel flusso sanguigno ed essendo degli intrusi stimolano una reazione immunitaria oltre che indigestione e tanti effetti negativi a livello fisico e mentale. E’ dimostrato che la carenza di vitamina D provoca l’indebolimento delle ginture della barriera intestinale facendola diventare permeabile. Integrare la vitamina D permette di riparare l’intestino ed eliminare l’infiammazione, risolvendo così il problema dell’intolleranza alimentare con tutti i sintomi digestivi che ne conseguono.
Qual è il modo migliore per ottimizzare il livello di  vitamina D?
Non vi è dubbio che la vitamina D sia fondamentale per una buona salute e per la prevenzione delle malattie. Può anche aiutare a contrastare alcuni degli effetti metabolici deleteri causati da alcuni farmaci. Non mancano le polemiche quando si tratta di come ottimizzare la vitamina D. La maggior parte dei ricercatori specializzati, però, concordano sul fatto che l’esposizione al Sole sia il modo ideale.
Prima di tutto, gli integratori di vitamina D3 non conferiscono effetti identici come quella generata dalla pelle in risposta all’esposizione agli UV. In secondo luogo, l’esposizione al sole ha benefici per la salute che sono estranei alla produzione di vitamina D. Ad esempio, l’esposizione agli UVA produce ossido nitrico (NO), che ha un effetto ipotensivo. Infatti, l’intero spettro solare è importante per una salute ottimale. Non siamo dipendenti unicamente dalla lunghezza d’onda stretta di circa 295 nanometri (nm), da dove viene prodotta la vitamina D.
Tuttavia, a meno che non si effettui uno sforzo, è probabile che la sola esposizione al sole non sia abbastanza per aumentare il livello di vitamina D. Come osservato in un recente studio, gli adolescenti non hanno un’esposizione al sole abbastanza lunga per aumentare la loro vitamina D ad un livello ottimale neanche in piena estate, e ciò spinge gli autori a suggerire modifiche alle linee guida della vitamina D.
Come riportato da Endocrine Today: “Più di un quarto degli adolescenti nello studio aveva livelli di vitamina D insufficienti anche durante l’estate, il periodo in cui i partecipanti hanno trascorso la maggior parte del tempo all’aria aperta.”

Integrare la vitamina D
Prima di tutto è importante valutare il proprio valore di 25(OH)D che è possibile attraverso le analisi del sangue. Sotto a 30 ng/ml c’è carenza, e per avere effetti terapeutici importanti bisogna portare il valore tra 50 e 100 ng/ml.
L’integrazione quotidiana generalmente consigliata è di 10.000 UI attraverso il Dibase (farmaco mutuabile reperibile in farmacia) oppure attraverso altri integratori (l’importante è acquistare integratori con valori di UI elevati altrimenti un barattolo di 400UI per capsula dura 2 giorni e quindi il costo lievita).
Dionidream.it

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