TI AIUTERO' DIO



'Mio Dio, sono tempi tanto angosciosi. 
Stanotte per la prima volta ero sveglia al buio con gli occhi 
che mi bruciavano, davanti a me passavano immagini su immagini di dolore umano. 
Ti prometto una cosa,
Dio, soltanto una piccola cosa: 
cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi 
delle mie preoccupazioni per il domani – ma anche questo richiede una certa esperienza. 
Ogni giorno ha già la sua parte. 
Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, 
ma a priori non posso promettere nulla. 
Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me,
 e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, 
 e in questo modo aiutiamo noi stessi. 
L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica 
che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. 
Forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini. 
Sì, mio Dio, sembra che tu non possa far molto per modificare le circostanze attuali,
 ma anch’esse fanno parte di questa vita. 
Io non chiamo in causa la tua responsabilità, 
più tardi sarai tu a dichiarare responsabili noi. 
E quasi a ogni battito del mio cuore, cresce la mia certezza: 
 (…) tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi. 
Esistono persone che all’ultimo momento si preoccupano di mettere
 in salvo aspirapolveri, forchette e cucchiai d’argento – invece di salvare te, mio Dio

(Etty Hillesum, Diario 1941-1943, Adelphi, pp. 169-170).