UN PENSIERO DI AIVANHOV SULLA DONNA






« Una delle vocazioni della donna è quella di essere l'educatrice dell'uomo; con i suoi pensieri, i suoi sentimenti, i suoi sguardi e tutto il suo atteggiamento, la donna deve
ispirarlo affinché egli si comporti con sempre maggiore nobiltà, rettitudine e coraggio. L'uomo chiede solo di essere ispirato, esaltato dalla donna. Perciò, finché le donne non hanno questo ideale, finché pensano agli uomini solo per soddisfare i propri desideri, i propri piaceri o il proprio bisogno di comodità, perderanno di vista la loro vera vocazione e ne saranno esse stesse le vittime.
Direte: «Ma come può la donna educare l'uomo? È tanto più debole e fragile di lui! Le è impossibile opporgli resistenza». Per influenzarlo, non è necessario che essa gli si opponga: esistono metodi più sottili. E può educarlo anche in un altro modo, ossia educando i suoi figli, e per tutta la vita quei figli rispetteranno le donne a motivo della propria madre. Attraverso l'influenza quotidiana che le donne possono esercitare sui propri figli quando sono ancora piccoli, le madri hanno i mezzi per creare caratteri retti, nobili e generosi: dei santi, degli eroi.  »