UNA RIFLESSIONE PERSONALE DI GABRY




Una riflessione personale
Se un cane ringhioso ci viene incontro ci spaventiamo, è normale. Ma siamo anche consci che se percepisce la nostra paura ci sbrana. Sappiamo che è controproducente scappare e che l'unica soluzione è
restare tranquilli e dimostrargli amicizia, e magari si mette a leccarci.
Questo vale anche per quelli che riteniamo nemici avversi o diversi, sconosciuti o conosciuti.
Tutta la questione sta in "quel che riteniamo", e, come l'esempio del cane, dobbiamo mantenere un atteggiamento amichevole, non aggressivo, entrando nelle sue logiche e volgendole a nostro favore, in questo modo riusciamo ad evitare un conflitto che non porterebbe da nessuna parte, anzi, spesso scava un solco definitivo e non più ricolmabile se non attraverso molti sforzi che potevano essere evitati.
Premetto che occorre una assoluta padronanza delle nostre re-azioni e sono la prima ad affermare che non è facile, perchè in quel momento l'ego ti spinge a re-agire e farlo tacere, tapparsi la bocca e calarsi nel personaggio altrui, significa mettere da parte la nostra personalità.
Ma il dialogo ci fa comprendere che la paura era senza costrutto e che dovevamo superarla, una delle prove che la Vita ci presenta in continuazione.
A volte la diffidenza ci porta a costruire ipotetiche convinzioni dell'altro ed a dichiararle pubblicamente senza averle preventivamente accertate.
E' chiaro che, come re-azione al nostro atteggiamento nasce, nell'altro, un disappunto, e il tutto è basato sul nulla, su un "qualcosa" che prende vita nella mente, ed è ancora un esempio di come ci possiamo trovare a vivere situazioni sgradevoli sul lavoro, col vicinato, con i nostri cari che, in realtà, sono tessuti nel nulla.
Gabry.