LA VERA LEGGENDA CHEROKEE DEL LUPO BIANCO E DEL LUPO NERO


Immagino molti di voi abbiano letto in giro la leggenda cherokee dei due lupi. Ecco più o meno come viene narrata, con piccole varianti irrilevanti sul significato:
“un anziano cherokee che racconta ai bimbi del villaggio come nel suo cuore alberghino due lupi: uno nero e uno bianco che combattono una lotta incessante. Il lupo bianco è un lupo buono mentre quello nero è cattivo. Alla domanda di uno dei piccoletti quale lupo vincerà, l’anziano risponde: “Quello che nutro di più”.”
La leggenda del lupo bianco e del lupo nero in realtà è differente. E mi sono chiesta per
quale motivo venga narrata in questo modo. Prima di dirvi cosa ne penso vi racconto una versione più completa della stessa leggenda.

Un’antica leggenda narra che…

Il capo di un grande villaggio decise che era arrivato il momento di insegnare al nipote preferito cosa fosse la vita. Lo porta nella foresta, lo fa sedere ai piedi di un grande albero e gli spiega:
“Figlio mio, si combatte una lotta incensante nella mente e nel cuore di ogni essere umano. Anche se io sono un saggio e vecchio capo, guida della nostra gente, quella stessa lotta avviene dentro di me. Se non ne conosci l’esistenza, ti spaventerai e non saprai mai quale direzione prendere; magari, qualche volta nella vita vincerai, ma poi, senza capire perché, all’improvviso ti ritroverai perso, confuso e in preda alla paura, e rischierai di perdere tutto quello che hai fatica tanto a conquistare.
Crederai di fare le scelte giuste per poi scoprire che erano sbagliate. Se non capisci le forze del bene e del male, la vita individuale e quella collettiva, il vero sé e il falso sé, vivrai sempre in grande tumulto.
È come se ci fossero due grandi lupi che vivono dentro di me: uno bianco, l’altro nero. Il lupo bianco è buono, gentile e innocuo; vive in armonia con tutto ciò che lo circonda e non arreca offesa quando non lo si offende. Il lupo buono, ben ancorato e forte nella comprensione di chi è e di cosa è capace, combatte solo quando è necessario e quando deve proteggere se stesso e la sua famiglia, e anche in questo caso lo fa nel modo giusto; sta molto attento a tutti gli altri lupi del suo branco e non devia mai dalla propria natura.
Ma c’è anche un lupo nero che vive in me, ed è molto diverso: è rumoroso, arrabbiato, scontento, geloso e pauroso. Le più piccole cose gli provocano accessi di rabbia; litiga con chiunque, continuamente, senza ragione. Non riesce a pensare con chiarezza poiché avidità, rabbia e odio in lui sono troppo grandi. Ma è rabbia impotente, figlio mio, poiché non riesce a cambiare niente. Quel lupo cerca guai ovunque vada, perciò li trova facilmente; non si fida di nessuno quindi non ha veri amici.
A volte è difficile vivere con questi due dentro di me, perché entrambi lottano strenuamente per dominare la mia anima.”
Al che, il ragazzo chiede ansiosamente: “Quale dei due lupi vince, nonno?”
Con voce ferma, il capo risponde:
“Tutti e due, figlio mio. Vedi, se scelgo di nutrire solo il lupo bianco quello nero mi aspetta al varco per approfittare di qualche momento di squilibrio, o in cui sono troppo impegnato e non riesco ad avere il controllo di tutte le mie responsabilità, e attaccherà il lupo bianco, provocando così molti problemi a me e alla nostra tribù; sarà sempre arrabbiato e in lotta per ottenere l’attenzione che pretende. Ma se gli presto un po’ di attenzione perché capisco la sua natura, se ne riconosco la potente forza e gli faccio sapere che lo rispetto per il suo carattere e gli chiederò aiuto se la nostra tribù si trovasse mai in gravi problemi, lui sarà felice e anche il lupo bianco sarà felice ed entrambi vincono. E tutti noi vinciamo.
Confuso, il ragazzo chiede:
“Non capisco, nonno, come possono vincere entrambi?”
Il capo continua:
“Vedi, figlio mio, il lupo nero ha molte importanti qualità di cui posso aver bisogno in certe circostanze: è temerario, determinato e non cede mai; è intelligente, astuto e capace dei pensieri e delle strategie più tortuose, caratteristiche importanti in tempo di guerra. Ha sensi molto acuti e affinati che soltanto chi guarda con gli occhi delle tenebre può valorizzare. Nel caso di un attacco, può essere il nostro miglior alleato.”
Poi il capo tira fuori due pezzi di carne dalla sacca e li getta a terra, uno a sinistra e uno a destra. Li indica e dice:
“Qui alla mia sinistra c’è il cibo per il lupo bianco, e alla mia destra il cibo per il lupo nero. Se scelgo di nutrirli entrambi, non lotteranno mai per attirare la mia attenzione e potrò usare ognuno nel modo che mi è necessario. E, dal momento che non ci sarà guerra tra i due, potrò ascoltare la voce della mia coscienza più profonda e scegliere quale dei due potrà aiutarmi meglio in ogni circostanza.
Vedi, figlio mio, se capisci che ci sono due grandi forze dentro di te e le consideri con uguale rispetto, saranno entrambi vincenti e convivranno in pace; e la pace, figlio mio, è la missione dei cherokee, il fine ultimo della vita. Un uomo che ottiene la pace interiore ha tutto; un uomo che è lacerato dalla guerra che si combatte dentro di lui, è niente.”

Che lupo nutro io?

Dopo aver letto la versione originale della leggenda occorrono davvero pochi commenti.
Il pensiero che ci si possa liberare della nostra parte ombra guardando e nutrendo solo quella luminosa è allettante. Tutti vogliamo essere buoni, trovare pace, portare amore. Sentirci dire che siamo buoni. Da questo bisogno di essere giudicati buoni nasce la versione della leggenda che è diventata virale in pochissimo tempo.
Ma è una bella illusione, semplicemente non funziona così.
Se ci dedichiamo a nutrire, espandere, curare solo la parte nostra parte luminosa alla fine sarà il lato oscuro a vincere. Semplicemente perchè non saremo consapevoli della sua presenza e della sua forza.
In un universo governato dalla legge dell’equilibrio, se facciamo crescere la luce l’ombra crescerà con lei. E se noi non siamo consapevoli di questo stiamo basando tutta la nostra vita su una gigantesca illusione. Un’illusione pericolosa.
E se lottiamo strenuamente contro l’ombra per alimentare la luce, di fatto, non stiamo facendo altro che rinforzare quello che desideriamo contenere. Lottare contro qualcosa gli conferisce forza.
Che fare quindi?
Essere consapevoli che se nutro il lupo bianco, crescerà anche quello nero. E che se non accetto la presenza e l’utilità del lupo nero, quello bianco rimarrà per me irraggiungibile.
L’obbiettivo della crescita personale e spirituale non è eliminare il lupo nero per conservare solo quello bianco. E’ essere consapevoli che l’equilibrio deriva dalla presenza di entrambi, che convivono in pace. E da questo equilibrio parte sia la mia pace, che la mia vera e autentica capacità di espansione.
Tu che ne pensi? 

POST PIU' POPOLARI NEL 2016

IMMAGINI DEL BUONGIORNO E DI BUONA SERATA