PIU' HAI FRETTA E MENO SEI VELOCE



C’è un momento molto illuminante che accade quando ci rendiamo conto
che più velocemente cerchiamo di portare a termine un compito e meno
velocemente riusciamo veramente a
realizzarlo. In altre parole, più ci
precipitiamo a riempire di più la nostra giornata, meno ci riusciamo.
Ci capitano inghippi e creiamo più pasticci che richiedono poi energia
e tempo extra per venire sistemati.

Pensare velocemente è un’abilità che viene molto apprezzata sul luogo
di lavoro. Tuttavia una mente che pensa troppo e troppo velocemente e
senza controllo è come un’auto senza freni. Si dice che la forza non
serve se non è controllata. Il nostro ambizioso dipendente riuscirà
ancor di più se all’occorrenza saprà usare un ‘freno’ mentale.

Fermati e chiediti: che ragione c’è di aver fretta e precipitarmi? Il
rischio connesso alla velocità, in tutti i sensi della parola, vale la
candela? La velocità uccide solamente. Talvolta la persona,
l’attività, la relazione dipendono solamente dalle circostanze.

Quante volte siamo stati precipitosi a dir cose delle quali subito
dopo ci siamo pentiti, e che forse dopo un certo tempo, quando una
breve pausa per pensarci sopra avrebbe forse potuto risparmiarci quel
momento e molto altro?

Abbiamo fretta perché ci sentiamo sotto pressione, sentiamo di perdete
il controllo del nostro mondo e perciò cerchiamo di rimetterci in
carreggiata: ma spesso in modo disordinato e caotico. Pertanto i
risultati esterni non si presenteranno in maniera ordinata, poiché
essi saranno semplicemente un riflesso dello stato di dis-ordine
dentro la nostra mente.

È perché non siamo capaci di controllare i nostri pensieri (incluso
desideri, ambizioni, idee ed altri obiettivi), che abbiamo scarso
controllo sulla nostra vita. Ridurre i nostri pensieri è un po’ come
ridurre la nostra lista delle cose da fare. Non ti sentiresti più
sollevato se la lista fosse molto ridotta?

Nella nostra fretta vogliamo provare questo, fare quello, realizzare
quell’altro e in realtà non ci fermiamo mai per vedere gli effetti o
le conseguenze di tutto questo accumulo di pressioni sulla nostra
vita. Quando è stata l’ultima volta che hai preso in esame la tua
vita? C’è qualche area che puoi ridurre o in cui puoi rallentare per
fare le cose in maniera più rilassata, più gestibile? Potresti
trovarne molte!

La ragione per cui sentiamo il bisogno di correre nella vita è perché
vogliamo ottenere molto. Ci addossiamo anche fin troppo stress per
vivere in un mondo che ci richiede sempre di più. Sarà che ci
aspettiamo troppo da noi e dai numeri sull’orologio? Sii realistico,
alleggerisciti, traccia dei confini e rallenta un poco.

Rallentare non implica impigrirsi o essere passivi. Ma prendersi
appena un momento per mettersi da parte, per respirare veramente
significa aumentare l’auto-rispetto ed evitare questo danneggiarsi
continuo causato dalla fretta eccessiva.

Una delle profonde lezioni della meditazione è che, quando
rallentiamo, in realtà stiamo ‘creando’ di più. Ottenere di più con il
fare è una cosa, e ciò accadrà di sicuro, ma padroneggiare l’energia
del pensiero è tutta un’altra cosa. Quanto più approfondiamo la nostra
pratica meditativa, tanto più cominciamo a sperimentare che i nostri
pensieri possono far accadere le cose anche da lontano. Creiamo un
pensiero e questo si realizza praticamente. Abbiamo un altro pensiero
e anche quello si concretizza! E’ stupefacente!

Quanto più diventiamo padroni della nostra mente, tanto più diventiamo
padroni della nostra vita. Di fatto facciamo meno e diventiamo di più.
Più efficienti, più rilassati, più gioiosi, più realizzati e di
successo.

Adesso, metti via le scarpe da corsa! Non c’è alcun bisogno di correre
via da qualcosa o di rincorrere qualcosa. Basta sederti sulla sedia da
meditazione per riprenderti la vita e ‘ricaricarti’! Crea il giusto
ambiente interno e tutto ciò di cui hai bisogno arriverà al momento
opportuno.

E’ Ora… di rallentare i pensieri e velocizzare i successi! Metti
ordine nella tua ‘casa’ interiore, e mietine i benefici, con molta
fatica in meno!

(di Aruna Lavda)