IL MESSAGGIO MISTERICO ESCATOLOGICO DI FRATE ELIA -INTRODUZIONE

Messaggio misterico escatologico di Elia <
Chiunque sia l'ispiratore di questa incisione parla attraverso

ancora più difficile da decriptare, essendo un linguaggio persosi nel tempo, patrimonio di pochi”Iniziati all’Arte Reale” cosi segreto e incomprensibile da suscitare inevitabili perplessità da parte degli storici e degli esperti di Arte medievale, che avanzano dubbi sull'autenticità della "feretro" di Francesco e di Chiara, ritrovato dopo  800 anni da Fra Marino Bigaroni in un ripostiglio del Convento delle Clarisse ad Assisi, come del resto le stesse Autorità ecclesiastiche e  francescane, che stanno mostrando una totale indifferenza su un scoperta di questo Frate, per anni professore di Arte all'Università di Perugia,considerato uno dei massimi esperti di archeologia francescana, tanto che il suo Ordine gli aveva affidato il compito di esaminare i reperti più antichi risalenti alla nascita del movimento francescano.


Nonostante l'indubbia e conclamata esperienza questa recente scoperta, da Fra Bigaroni ritenuta autentica, non ha sortito l'effetto che ci si sarebbe aspettati, ma anzi esattamente il contrario, come del resto era già successo per Frate Elia , non essendoci alcun interesse a mostrarne il lato esoterico e mistico. 


Tutto è stato messo a tacere e Fra Bigaroni è stato isolato, con il tipico atteggiamento da me denunciato per Frate Elia in uno dei miei articoli sull'argomento.
Questo strano ostracismo è ancora più incomprensibile, in quanto Fra Bigaroni, da me conosciuto personalmente, non mi è apparso un alchimista esoterico camuffato da frate, come era appunto  Elia



Oggi, privati delle conoscenze dell’Ars Regia, la Scienza dei Savi, del tutto incapaci di raggiungere il livello esoterico e mistico di Frate Elia, come del resto quello dei Templari o dei Maestri Sufi, incontrati da Elia e molto probabilmente dallo stesso Francesco alla Corte del Califfo di Bagdad,  è pressoché impossibile decifrare tutto il loro profondo

significato esoterico-escatologico

e cogliere la portata storiografica del messaggio di Frate Elia,unico nel suo genere, intriso di “metafore allegoriche”, semplicemente perché è stato scritto nella "lingua simbolica", creata dagli  adepti per esprimere certe "verità occulte" dello spirito umano. 



Questa misteriosa Lingua degli Uccelli (la sapienza degli Alchimisti),quella in uso tra i costruttori delle  Cattedrali gotiche, talmente segreta e indecifrabile da risultare del tutto incomprensibile ai "non adepti",come del resto mostra 
 
"la serratura"


che non richiama le rozze serrature delle casse mortuarie del Santo del secolo XIII, più volte riprodotte nelle Tavole istoriate fondo-oro, ma mostrava delle sorprendenti analogie con quella della cassa mortuaria della beata Giuliana di Collalto,morta nel 1262, e ritrovata nell’isola della Giudecca.


La cassa, perduto il coperchio originale, è restata per secoli nel Protomonastero della Clarisse, avvolta da una cortina di silenzio favorita dal fatto che nessun estraneo poteva accedere nel luogo dove era custodita e 

 nessuno
 
anche dopo il suo inatteso ritrovamento, sembra ancora intenzionato  a mostrarla al pubblico, né tanto meno farne oggetto di un’accurata ricerca storica scientifica per attestarne l’autenticità. Ma soprattutto decriptare “il messaggio simbolico escatologico”, se – come sembra – sia stato lasciato a futura memoria da Frate Elia e dal "circolo esoterico" , che a Lui faceva capo  e che si presume abbia deciso di predisporre con molto anticipo

Siamo del resto convinti che questo raffinato lavoro di cesello non è affatto improvvisato, ma quasi sicuramente è frutto di un lungo lavoro preparatorio da parte di una ristretta cerchia di amici e fratelli di Francesco, i quali hanno deciso - come gli antichi "Sacerdoti egizi" - di predisporre già prima della Sua morte, avvenuta il 4 ottobbre 1226, non una semplice "cassa mortuaria",che avrebbe dovuto contenere in modo definitivo e perenne "le sue spoglie mortali ", Erano infatti persuasi che l'energia , emanata sal Suo immenso Spirito, non si sarebbe esaurita al momento del trapasso, ma avrebbe continuato a sgorgare dai resti mortali, che andavano preservati in "un contenitore speciale energeticamente attivo".

  
 

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