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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

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Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell'oggi, perchè è ciò che oggi decidiamo che darà l'impronta al nostro futuro.
Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa....se non ci fosse un po' di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik non meglio identificati.
E' il mondo dei sentimenti, quelli più autentici. Questo blog rappresenta un sentiero, una Via che da tanto tempo percorro, il più delle volte da sola, altre con amici carissimi che il Buon Padre ha posto al mio fianco.
Gli argomenti affrontati sono molteplici, così come molteplici sono le strade che percorriamo ogni giorno. A volte sbagliamo il percorso, ma l'importante è avere …

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IL RAPPORTO MEDICO PAZIENTE


Conoscere la disabilità significa approfondire un delicato equilibrio fatto di perseveranza personale e capacità di una società civile di assistere verso una completa reintegrazione (laddove possibile), o fornendo un’assistenza sostenibile nel tempo che mitighi gli effetti di tale condizione.
Uno degli aspetti meno evidenti in queste situazioni è il rapporto tra il medico ed il paziente, che spesso può diventare il principale volano di cura per tutte quelle categorie di persone che soffrono situazioni di inabilità o malattia. I lati psicologici di un approccio del genere sono spesso sottovalutati, ed è bene fare luce su queste evidenze.
Vi segnaliamo un bel convegno che si è tenuto il 2 Ottobre a Roma, dal titolo “Nuova Sanità e rapporto medico-paziente” in cui sono stati oggetto d’analisi proprio questi principi fondamentali. In una situazione di disabilità infatti oltre al supporto fisico è molto rilevante che venga correttamente interpretato dal paziente il concetto che si può “andare oltre” senza rassegnarsi ad uno stato che viene giustamente percepito come limitante.


Un secondo fattore importante da mettere in evidenza è la diffusione ormai senza controllo delle informazioni sulla rete, che il più delle volte creano allarmismi ingiustificati e portano i pazienti a credere (e a convincersi) di soffrire di una patalogia ben diversa rispetto a quella reale. Questa problematica deve riposizionare anche il medico come una figura professionale capace di sfatare i falsi miti che si creano intorno a determinate malattie, indicando una via sicura e un appoggio a cui fare riferimento.
Siamo convinti infatti che cosi come il rapporto sociale tra disabili e istituzioni debba essere regolato da principi chiari e intransigenti, allo stesso modo anche la relazione con il medico deve passare attraverso una necessaria stimolazione e interpretazione delle singole “paure” del paziente, prima che dei sintomi. E’ importante continuare da questo punto di vista a rendere partecipi i medici dell’importanza che la loro figura ricopre anche al di là delle cure specifiche.


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