IL RUOLO DEL SIONISMO NELL'OLOCAUSTO: RELIGIOSAMENTE E FISICAMENTE RESPONSABILE

I bambini ebrei del campo della morte di Birkenau

Sin dall'inizio, molti rabbini hanno avvertito dei pericoli potenziali del sionismo e hanno apertamente dichiarato che tutti gli ebrei fedeli a Dio dovevano allontanarsi da esso, allo stesso modo in cui ci si allontana dal fuoco. Hanno reso i loro avvertimenti chiari per i membri delle loro comunità e al grande pubblico. Il loro messaggio era che il sionismo è un fenomeno razzista sciovinistico che non ha assolutamente nulla a che vedere con l'ebraismo. Hanno pubblicamente dichiarato che il sionismo sarebbe certamente stato nocivo al benessere degli Ebrei e dei Gentili, che i suoi effetti sulla religione ebraica non sarebbero staio nient'altro se non distruttivi, che essi corrompevano la reputazione degli Ebrei nel loro complesso e che avrebbe causato la confusione totale nelle comunità ebraiche e non ebraiche. L'ebraismo è una religione. L'ebraismo non è una razza o una nazionalità.
Questo era e resta sempre il consenso tra i Rabbini. Abbiamo ricevuto la Terra Santa da Dio allo scopo di poter studiare e praticare la Torah senza essere disturbati, e raggiungere così dei livelli di santità difficili da raggiungere al di fuori da questa Terra Santa.
Ma abbiamo abusato di questo privilegio, e ne siamo stati espulsi. E' esattamente ciò che sostengono tutti gli ebrei nelle loro preghiere in occasione di tutte le loro festività ebraiche: "Umipnay Chatoenu golinu mayartsaynu", e cioè "in ragione dei nostri peccati siamo stati espulsi dalla nostra terra".
Siamo stati avvertiti da Dio di "non entrare nella terra santa come un sol corpo prima dell'ora fissata", "di non ribellarsi contro le nazioni", ma piuttosto di essere dei cittadini leali, di non fare non importa cosa contro la volontà di non importa quale nazione o del suo onore, di non cercare la vendetta, la discordia, la restituzione o la compensazione, "per non uscire dall'esilio prima dell'ora".
Dobbiamo essere umili e accettare il giogo dell'esilio. Violare questi giuramenti avrebbe come conseguenza di fare che "la vostra, diventasse una carne da preda come quella dei cervi comuni e dell'antilope nella foresta", e che la redenzione sia ritardata.
Il rispetto dei giuramenti fissato nel Talmud (Tractate Ketubos, p. 111a)
Violare i giuramenti è non soltanto un peccato, ma anche un'eresia perché ciò va contro i principi fondamentali della nostra Fede. Non è attraverso il pentimenro che Dio il solo Altissimo, senza alcun intervento o sforzo umano, ci farà ottenere la redenzione del nostro esilio. Sarà dopo che Dio avrà inviato i Profeti Elijah (Elia) e Moshiach (il Messia) [1] che conduranno tutti gli ebrei a compiere il pentimento. In quel momento vi sarà la Pace universale. 


Tutte le autorità religiose tradizionali di quest'epoca hanno predetto che, a causa del sionismo, delle grandi difficoltà si abbatteranno sull'intera umanità e in particolare sugli ebrei. Essere ebrei significa innanzitutto essere nati da una madre ebrea o che ci si è convertiti a questa religione, ma anche che si accetta totalmente la Legge ebraica, senza esprimere nessuna riserva in rapporto a ciò che essa stabilisce.
Sfortunatamente, vi sono molti ebrei che non sospettano assolutamente quali siano i doveri di un ebreo. Un buon numero di loro non possono essere biasimati, perché semplicemente, in molti casi, non hanno ricevuto una vera educazione ebraica. Ma vi sono anche quelli che deformano deliberatamente gli insegnamenti della nostra tradizione per farli concordare con i loro interessi personali. Si capisce oggi difficilmente che, in religione, non importa chi ha il diritto o la capacità di prendere una decisione concernente la Legge, e in particolare nelle materie in cui questa non ha assolutamente alcuna competenza. Ne deriva di conseguenza che gli individui che hanno "deciso" che il giudaismo era una nazionalità devono essere ignorati e anche criticati. Non è un segreto per nessuno che i fondatori del sionismo non hanno mai studiato la Legge ebraica, e che essi non hanno mai espresso un sincero interesse per la nostra santa Tradizione. Essi si sono autoproclamati delle autorità rabbiniche e si sono designati essi stessi come i leader della "nazione ebraica. Nella storia ebraica, delle azioni come queste si sono sempre accompagnate da disastri. Essere ebrei e sfidare apertamente le autorità, o ancora introdurre delle "riforme" o delle "innovazioni" nella religione, senza consultare preventivamente coloro che sono stati designati ufficialmente come i maestri spirituali degli abrei, è l'equazione ideale per ottenere una catastrofe. Non si può decidere semplicemente di "modernizzare" delle leggi e delle tradizioni antiche. I maestri spiritualu contemporanei di giudaismo, più noti con il nome di Rabbini ortodossi, sono stati regolarmente investiti per giudicare e interpretare i soggetti che riguardano la Fede abraica. Questi Rabbini hanno ricevuto i loro diritti e responsabilità [dai loro maestri, e non da se stessi], e costituiscono un anello nella catena ininterrotta della Tradizione ebraica che risale sino a Mosè, che ha ricevuto la Torah da Dio l'Altissim Stesso. Sono questi Rabbini stessi che hanno previsto, durante l'apparizione del movimento sionista, i funesti risultati che ne sarebbero indubbiamente derivati.




Il Grande Rabbino Teitelbaum


E' quest'uomo, che possiede una comprensione eccezionale dell'essenza del giudaismo, e un grado incontestato di santità, che ha statuito su quale debba essere la posizione del vero giudaismo su quel che concerne il sionismo. Quest'uomo carismatico, il Rebbe di Satmar, il Grande Rabbino Joel Teitelbaum, non ha dissimulato il suo linguaggio.
Infatti, ha esplicitamente chiamato il sionismo "l'opera di Satana", un "sacrilegio" e una "blasfemia". Ha vietato ogni forma di partecipazione a qualsiasi manifestazione sionista. Ha anche affermato che il sionismo è stato fondato per attirare la Collera di Dio sul Suo popolo. Ha mantenuto questa posizione con un coraggio costante sin dall'inizio del sionismo mentre era in Ungheria, sino alla sua morte avvenuta a New York, dove dirigeva una comunità ebraica che contava almeno un centinaio di migliaia di persone.
Il Grande Rabbino Teitelbaum, erede di una tradizione mistica di santi maestri del Chassidismo, ha sfortunatamente visto le sue predizioni compiute. Abbiamo perso più di sei milioni di nostri fratelli, sorelle, figli e figlie, in modo orribile. Più di sei milioni di persone hanno dovuto provare questa punizione a causa della stupidità sionista.
L'Olocausto, ha detto, è stato il risultato diretto del sionismo, e cioè una punizione di Dio. E' unanimamente noto che tutti i saggi e santi d'Europa hanno dichiarato, durante l'ascesa al potere di Hitler, che era un mezzo per compiere la collera divina, inviata per castigare gli Ebrei, a motivo dell'apostasia amara del sionismo contro la credenza nella redenzione certa del Messia.


Ma le cose non finiscono qui. Non è bastato ai sionisti di svegliare la Collera di Dio. Si sono permessi di mostrare un disprezzo insondabile per i loro fratelli e sorelle ebrei partecipando attivamente al loro sterminio. La sola idea del sionismo, contro la quale i rabbini li avevano messi in guardia dicendo loro che essa aveva causato la devastazione e la distruzione, non era sufficiente per essi. Hanno fatto in più lo sforzo di gettare benzina su una fiamma già ardente. Hanno dovuto inoltre incitare Adolf Hitler, l'Angelo della Morte, a commettere ciò che ha commesso.
Si sono presi la libertà di dire al mondo che essi erano i rappresentanti degli ebrei. Ma chi ha nominato questi individui come capi degli ebrei?! Non è un segreto per nessuno che questi pretesi "capi" eranbo degli ignoranti in materia di giudaismo, che erano atei, e anche razzisti. Questi sono i "politici" che hanno organizzato il boicottaggio irresponsabile contro la Germania nel 1933. Questo boicottaggio ha colpito la Germania allo stesso modo in cui una mosca colpirebbe un elefante - ma ha apportato la calamità sugli Eberi d'Europa.
In un momento in cui l'America e l'Inghilterra erano in pace con il cane pazzo Hitler, questi "politici" sionisti hanno abbandonato la sola via politica plausibile; e, con il loro boicottaggio, hanno spinto il capo della Germania alla frenesia. Il genocidio è iniziato; ma queste persone, se esse possono essere considerate tali, come facenti parte della razza umana, si sono lavate le mani.
Nessuna vergogna [2]
Il Presidente Roosevelt organizzò la conferenza di Evian nel luglio del 1938, per trattare il problema dell'ebreo rifugiato. La delegazione dell'Agenzia Ebraica, diretta da Golda Meir (Meirson), ha ignorato un'offerta tedesca per permettere agli ebrei d'Europa di emigrare verso altri paesi mediante il pagamento di 259 dollari a persona. Inoltre, i sionisti non hanno fatto nessun sforzo per influenzare gli Stati Uniti e i 32 altri paesi durante il corso della conferenza per permettere l'emigrazione degli ebrei tedeschi e autriaci. Il primo febbraio 1940, Henri Montor, vicepresidente esecutivo dell'Appello Ebraico Unito (Appel Juif Uni), ha rifiutato di intervenire quando un cargo di rifugiati ebrei è fallito sul danubio, dichiarando che "la Palestina non può essere popolata con delle persone attempate o indesiderabili". E' un fatto storico che nel 1941, e anche nel 1942, la Gestapo tedesca ha offerto a tutti gli ebrei europei di trasferirsi in Spagna, se accettavano di abbandonare tutte le loro proprietà in Germania e nella Francia occupata, alla condizione che:
a) nessuno dei deportati viaggiasse dalla Spagna alla Palestina;
b) tutti i deportati siano trasportati dalla Spagna agli Stati Uniti  o le colonie britanniche, e rimanere là; i permessi di ingresso dovevano essere regolati dagli ebrei che vivevano là;
c) 1.000 dollari di riscatto dovevano essere pagati dall'Agenzia per ogni famiglia, pagabili durante l'arrivo della famiglia alla frontiera spagnola, dove dovevano arrivare quotidianamente 1.000 famiglie.
I capi sionisti in Svizzera e in Turchia hanno ricevuto quest'offerta con l'affermazione chiara che la Palestina era esclusa come destinazione per i deportati, a motivo di un accordo passato tra la Gestapo e i Mufti.
La risposta dei capi sionisti è stata negativa, con i seguenti commenti:
a) soltanto la Palestina può essere considerata come destinazione dei deportati.
b) gli ebrei europei devono subire una morte e una sofferenza tali, che, alla fine della guerra, le potenze vittoriose possono mettersi d'accordo sulla necessità della creazione di uno "Stato Ebraico".
c) nessun riscatto deve essere pagato.
Questa risposta all'offerta della Gestapo è stata fatta conoscendo pienamente che l'alternativa all'offerta dei Tedeschi era la camera a gas. Questi capi sionisti sleali hanno tradito la loro propria carne e sangue. Il sionismo non è mai stata una scelta per il bene degli Ebrei. Al contrario: era una formula perché degli esseri umani fossero impiegati come moneta di scambio per il viaggio di superbia di un pugno di disperati. Una perfidia! Un tradimento al di là di ogni descrizione!
Allo stesso modo, nel 1944, durante delle deportazioni ungheresi, è stata fatta una proposta preventiva, secondo la quale tutti gli Ebrei ungheresi avrebbero potuto essere salvati. La stessa gerarchia sionista ha ancora rifiutato quest'offerta (dopo che le camere a gas avevano già divorato alcuni milioni di ebrei).
Il governo britannico accordo dei permessi a 300 rabbini e alle loro famiglie per andare alle colonie delle isole Mauritius, includendo il passaggio attraverso la Turchia. I capi dell'Agenzia Ebraica hanno sabotato questo piano, e hanno in seguito commentato che questo piano era sleale verso l'ideale della Palestina, e che i 300 rabbini e le loro famiglie dovrebbero essere completamente ubriache per accettare. 
Il 17 dicembre 1942, le due camere del Parlamento britannico hanno dato prova della loro diligenza per trovare una terra d'accoglienza provvisoria per i rifugiati ebrei. Il Parlamento britannico ha proposto di evacuare 500.000 ebrei d'Europa, e di accoglierli nelle colonie britanniche, nel quadro di negoziazioni diplomatiche con la Germania. Nell'arco di due settimane, questo movimento ha ricevuto un totale di 277 firme parlamentari. Il 27 gennaio, quando le tappe seguenti dovevano essere avviate da più di 100 M. P.'s e Lords, un portaparola dei sionisti ha annunciato che gli Ebrei si sarebbero opposti al movimento perché la Palestina non era presa in considerazione. Il 16 febbraio 1943, la Romania ha offerto a 70.000 rifugiati ebrei del Trans-Dniestria la possibilità di partire per il prezzo di 50 dollari a persona. Quest'annuncio è stato reso pubblico nei giornali di New York.
Il 18 febbraio 1943, Yitzhak Greenbaum, presidente del Comitato di Soccorso dell'Agenzia Ebraica, rivolgendosi al Congresso sionista di Tel Aviv, disse: "Quando mi hanno chiesto: 'Potete dare del denaro proveniente dai fondi dell'Appello Ebraico per salvare gli Ebrei d'Europa?', ho risposto: 'NO!', e dico ancora: 'NO!'... Si dovrebbe resistere a questa tendenza che spinge le attività sioniste a occuparsi di cose di importanza secondaria".
Il 24 febbraio 1943, Stephen Wise, presidente del Congresso Ebraico Americano e capo dei sionisti americani, presentò un rifiuto pubblico a quest'offerta, e dichiarò che nessuna colletta di fondi sembrava giustificata da questo punto di vista. Nel 1944, il Comitato d'Urgenza per salvare gli Ebrei chiese al Governo americano di stabilire un Consiglio di rifugiati di guerra. Ora, Stephen Wise, davanti a una riunione speciale del Comitato, si oppose a questa proposta. Durante i negoziati che ebbero allora luogo, Chaim Weizman, il primo "politico ebreo" dichiarò: "La parte più valida della nazione ebraica è già in Palestina; e gli ebrei che vivono fuori dalla Palestina non sono importanti". Nello stesso ordine di idee, Greenbaum ha detto: "Una vacca in Palestina vale più di tutti gli ebrei d'Europe". In seguito, dopo l'episodio più amaro della storia ebraica, questi "politici" sionisti hanno ingannato i rifugiati, spezzati dalle loro esperienze nei campi di concentramento, incitandoli a restare nella fame e la privazione, e a rifiutare ogni ricollocazione che non fosse la Palestina; e questo soltanto allo scopo di stabilire il loro Stato.
Nel 1947, William Stration, membro al Congresso, ha richiesto un preventivo per accogliere immediatamente negli Stati Uniti 400.000 profughi. Il preventivo non è potuto andare a buon punto, a causa dell'obiezione pubblica dei capi sionisti.  Questi fatti sono letti con una costernazione e una vergogna insopportabili. Come possiamo spiegare che precisamente nell'ultima fase della guerra, quando i nazisti erano disposti a scambiare gli ebrei contro denaro, in parte a ragione del loro desiderio di stabilire un contatto con le potenze occidentali che, essi credevano, essere sotto l'influenza ebraica, come possiamo dunque spiegare che gli autoproclamati "capi ebrei" non abbiano spostato mari e monti per salvare coloro che erano ancora in vita tra i loro fratelli?
Il 23 febbraio 1956, è stato chiesto alla Camera dei Comuni canadesi a J. W. Pickersgill, Ministro dell'Immigrazione, se avrebbe aperto le porte del Canada ai rifugiati ebrei. Egli rispose: "Il governo non ha compiuto nessun progresso in questo senso, perché il governo di Israele... non desidera che agiamo in tal modo". Nel 1972, i dirigenti sionisti si sono opposti con successo al tentativo del Congresso degli Stati Uniti di permettere a 20.000 - 30.000 rifugiati russi di entrare negli Stati Uniti. E le organizzazioni ebraiche di aiuto, come Joint e HIAS, hanno ricevuto delle pressioni per abbandonare questi rifugiati a Vienna, a Roma e in altre città d'Europa. Il loro progetto è chiaro!!! Gli sforzi umanitari di aiuto sono sovvertiti per servire gli interessi sionisti.
Si potrebbero anche citare molti altri esempi tra i crimini efferati e i misfatti compiuti da queste persone abiette e degenerate, chiamati "politici ebrei", ma per ora ci fermiamo qui.
La responsabilità sionista nell'Olocausto è dunque tripla:
1. L'Olocausto è stata una punizione perché i sionisti hanno violato i tre giuramenti sacri (vedere Talmud, Tractate Kesubos).
2. I capi sionisti hanno apertamente rifiutato di appoggiare e aiutare, sia finanziariamente sia attraverso altri mezzi, i loro fratelli e sorelle per salvarli da una morte cruenta.
3. I capi del movimento sionista hanno cooperato con Hitler e i suoi alleati in numerose occasioni e in molti modi. I sionisti offroino un'alleanza militare con Hitler. Ci piacerebbe sinceramente poter affermare che i capi del movimento sionista si sono limitati a rimanere indietro nell'azione, ed hanno del tutto semplicemente ignorato la difficile situazione dei loro fratelli e sorelle abbattuti quotidianamente. Sfortunatamente, non soltanto hanno pubblicamente rifiutato di assisterli nelle loro delibere, ma hanno inoltre attivamente partecipato ai detestabili crimini di Hitler e del regime nazista. 


All'inizio del 1935, un battello di passeggeri esce dal porto tedesco di Bremerhaven per Haifa in Palestina. Si poteva leggere il nome del battello in ebraico: "Tel Aviv", mentre una bandiera recante l'emblema nazista della svastica campeggiava sulla cima del pennone. E benché il battello fosse di proprietà sionista, il suo capitano era un membro del Partito nazionalsocialista (nazista). Molti anni più tardi, uno dei passeggeri del battello, richiamandosi a quest'episodio, ha parlato di questa combinazione simbolica come di una "assurdità metafisica". Assurda o meno, non per questo esso resta il capitolo meno noto della storia: la vasta collaborazione tra il sionismo e il Terzo Reich di Hitler. 


All'inizio del mese di gennaio del 1941, una piccola ma importante organizzazione sionista sottopose una proposta formale ai diplomatici tedeschi di Beirut per un'alleanza militare e politica con la Germania in Guerra. La proposta u presentata dal gruppo radicale "Combattenti per la Liberazione di Israele", meglio noti con il nome di Lehi, o Gruppo di Stern. Il suo capo, Avraham Stern, aveva di recente rotto con il gruppo nazionalista e radicale "Organizzazione Militare Nazionale" (Irgun Zvai Leuni - Etzel), a motivo della posizione di questo gruppo nei confronti della Grande Bretagna, che aveva già vietato l'installazione di colonie ebraiche in Palestina. Stern considerava dunque la Gran Bretagna come il principale nemico del sionismo. E' necessario riprodurre qui, malgrado la sua lunghezza, una citazione di questa proposta notevole "per la soluzione della questione ebraica in Europa e per la partecipazione attiva del NMO [Lehi] nella guerra a fianco della Germania" [3]:
"Il NMO, che è a corrente della benevolenza del governo tedesco del Reich e dei suoi funzionari verso le attività sioniste in Germania e il programma sionista di emigrazione, considera questo:
1. Possono esistere degli interessi comuni tra un Nuovo Ordine Europeo fondato sulla concezione tedesca, e le vere aspirazioni nazionali degli ebrei rappresentati dal NMO.
2. La cooperazione è possibile tra la Nuova Germania e un'identità ebraica popolare e nazionale rinnovata.
3. La fondazione dello Stato ebraico su una base nazionale e totalitaria, così come i legami stabiliti tramite trattato con il Reich tedesco, serviranno gli interessi di quest'ultimo per mantenere e rafforzare la futura posizione egemonica della potenza tedesca nel Vicino Oriente.
Sulla base di queste considerazioni, e a condizione che il governo tedesco del Reich riconosca le aspirazioni nazionali del movimento di liberazione di Israele menzionate qui sopra, il NMO si offre dalla Palestina di partecipare attivamente alla guerra a fianco della Germania.
Questa offerta del NMO può includere l'attività militare e politica, così come dei servizi di informazione in Palestina e anche fuori, dopo alcune misure di ristrutturazione. Gli "ebrei" d'Europa saranno così militarmente formati e organizzati nelle unità militari sotto la guida e il commando del NMO. Essi parteciperanno alle operazioni di combattimento allo scopo di conquistare la Palestina, se un tale fronte si costituisse.
La partecipazione indiretta de movimentodi liberazione di Israele nel Nuovo Ordine Europeo, che si trova già in una fase preparatoria, combinata a una soluzione positiva e radicale del problema Ebraico-Europeo sulla base delle aspirazioni nazionali degli  ebrai sopra menzionati, rafforzerebbero considerevolmente la base morale del Nuovo Ordine agli occhi di tutta l'umanità.
La cooperazione del movimento di liberazione di Israele si conforma egualmente a un discorso recentemente dato dal cancelliere tedesco del Reich, nel quale Hitler ha sottolineato che avrebbe utilizzato non importa quale cooperazione e alleanza per ottenere l'isolamento e la disfatta dell'Inghilterra".

Sulla base delle loro similitudini ideologiche a proposito dell'appartenenza etnica e della nazionalità, i nazionalsocialisti e i sionisti hanno lavorato insieme e rispettivamente per quel che credevano essere i loro propri interessi nazionali.
E' giusto un esempio della collaborazione dei movimenti sionisti con Hitler allo scopo di ricevere probabilmente l'autorità su un piccolo pezzo di terra: la Palestina.
E per completare il tutto: il lavaggio del cervello!
Si può misurare l'estensione della penetrazione di questa incredibile cospirazione sionista negli spiriti delle masse ebree, con l'impossibilità che hanno ad ammettere ogni differenza, anche dal punto di vista della sola valutazione, e con la veemenza della loro reazione di fronte a ogni critica. Con i loro occhi ciechi e le loro orecchie chiuse, esse eliminano e fanno tacere non importa quale voce si elevi per protestare e accusarli, lanciando immediatamente delle grida di "traditore" o di "nemico del popolo ebraico".

[Traduzione di Ario Libert]

NOTE
[1] Per i Cristiani e i Musulmani, questi due Profeti sono già venuti. Il primo è identificato con Giovanni Battista - Sayyidna Yahya (as) per i musulmani -, e il secondo naturalmente con Gesù Cristo - Sayyidna 'Isa (as) per i Musulmani. Tuttavia, i Cristiani e i Musulmani credono che il Messia debba tornare alla Fine dei Tempi una seconda volta. Egli sarà riconosciuto da tutti.
[2] La maggior parte dei dati presentati qui possono essere verificati sul Wall Street Journal del 2 dicembre 1976.
[3] Il documento originale si trova in German Auswertiges Amt Archiv, Bestand 47-59, E224152 e E234155-58. Il testo originale completo è stato pubblicato in David Yisraeli, The Palestinian problem in German Politics 1889-1945, Israele, 1947, pp. 315-317).



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